Nel parere alla Commissione europea, l’Autorità raccomanda modifiche al KPI di sottoscrizione e il superamento dell’indicatore combinato. Da rinviare, invece, l’introduzione di una nuova misura delle attività “verdi” assicurate
EIOPA propone di rivedere l’informativa sulla tassonomia delle imprese di assicurazione e riassicurazione, intervenendo sugli indicatori esistenti senza introdurre, per il momento, nuovi obblighi sulle attività sostenibili assicurate. È l’indirizzo del parere tecnico trasmesso alla Commissione europea il 30 ottobre 2026, nell’ambito della revisione del regolamento delegato sull’informativa previsto dalla tassonomia UE. L’obiettivo è ridurre complessità e oneri di rendicontazione, migliorando al contempo chiarezza e comparabilità dei dati. Si tratta di raccomandazioni alla Commissione, non di modifiche normative già adottate.
Un indicatore più mirato sull’adattamento climatico
Il primo intervento riguarda il KPI di sottoscrizione, che EIOPA propone di rinominare “Adaptation Underwriting KPI”. La nuova denominazione dovrebbe chiarire che l’indicatore misura il contributo delle coperture assicurative all’adattamento ai cambiamenti climatici, non la sostenibilità complessiva dell’attività assicurativa né quella delle imprese e dei beni assicurati.
Sul piano del calcolo, l’Autorità raccomanda di uniformare il numeratore degli indicatori di ammissibilità e allineamento alla tassonomia: dovrebbe essere considerata soltanto la quota di premio attribuibile ai rischi climatici, per i contratti che comprendono tali coperture. Per l’allineamento resterebbe inoltre necessaria la verifica dei pertinenti criteri della tassonomia. È quindi confermato l’approccio di scomposizione del premio, evitando di conteggiare l’intero importo di una polizza multirischio.
Il denominatore dovrebbe invece essere circoscritto alle otto linee di attività danni ammissibili, anziché comprendere tutto il business danni. In alternativa, la Commissione potrebbe rendere obbligatoria l’inclusione delle sole tre linee maggiormente rilevanti per l’adattamento — altri rischi auto, trasporti e incendio e altri danni ai beni — consentendo l’inserimento volontario delle altre cinque. EIOPA riconosce che questa seconda soluzione ridurrebbe la piena comparabilità tra imprese.
Un KPI di riferimento al posto della media ponderata
Un’altra proposta è sostituire il KPI combinato, oggi costruito come media ponderata degli indicatori di investimento e sottoscrizione, con un indicatore di riferimento. Secondo EIOPA, l’aggregazione attuale combina grandezze relative all’attivo e al passivo senza un’adeguata giustificazione economica.
L’indicatore di riferimento sarebbe quello degli investimenti per le imprese vita e quello di sottoscrizione per le imprese danni. Le compagnie miste continuerebbero a pubblicare entrambi, individuando come riferimento quello corrispondente al comparto prevalente in termini di premi lordi contabilizzati. La prevalenza dovrebbe essere riesaminata ogni tre anni.
Nessun nuovo indicatore sulle attività “verdi” assicurate
EIOPA sconsiglia, in questa fase, l’introduzione del “Green Insured Activities KPI”, destinato a misurare la quota di attività assicurativa a copertura di imprese e beni allineati alla tassonomia. Pur riconoscendone la potenziale utilità per rappresentare il ruolo delle assicurazioni nella transizione, l’Autorità evidenzia costi di attuazione, difficoltà metodologiche e carenza di dati, raccomandando di riesaminare il tema tra cinque anni.
Il parere propone inoltre di eliminare il dettaglio su gas e nucleare dai modelli assicurativi e di investimento. Per la rendicontazione dei gruppi, l’indirizzo condiviso con EBA ed ESMA è superare il KPI medio ponderato, adottando il regime della capogruppo e integrandolo con informazioni semplificate sulle attività secondarie rilevanti non adeguatamente rappresentate.
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