Dal mancato approfondimento diagnostico a un’invalidità permanente del 52%: la decisione del Tribunale di Catania rappresenta un importante campanello d’allarme per strutture sanitarie, intermediari e consulenti del rischio
di Francesco Sottile
Quando si parla di responsabilità sanitaria, l’attenzione si concentra spesso sugli errori chirurgici o sulle complicanze terapeutiche. La sentenza n. 3464/2026 del Tribunale di Catania, invece, richiama l’attenzione su una diversa fonte di rischio: l’omessa diagnosi e l’inadeguatezza del percorso diagnostico. La condanna della struttura sanitaria non nasce infatti da un errore terapeutico, ma dall’omessa individuazione di una patologia rara e dall’assenza degli approfondimenti diagnostici che il quadro clinico avrebbe richiesto.
Una dinamica che conferma l’evoluzione del rischio sanitario e rafforza il ruolo dell’intermediario come consulente chiamato a comprendere non solo la copertura assicurativa, ma anche i fattori che generano il rischio.
Il caso: quando la responsabilità nasce dal percorso diagnostico
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