Uno staff paper indica quattro elementi per integrare le scienze comportamentali nella vigilanza. L’obiettivo è valutare i risultati effettivi per i clienti, intervenendo anche su prodotti, distribuzione e strutture di mercato
Consegnare l’informativa e rispettare gli adempimenti non garantisce, da solo, che un cliente comprenda una polizza o acquisti un prodotto coerente con le proprie esigenze. Lo ribadisce lo staff paper EIOPA «Putting behavioural insights into practice: four building blocks for conduct of business supervision», datato 27 ottobre 2026. Il documento propone un approccio alla vigilanza fondato anche sull’analisi di come i consumatori prendono concretamente le decisioni finanziarie. La verifica della conformità resta importante, ma non può essere considerata una misura sufficiente della tutela. L’attenzione deve estendersi ai risultati per il cliente lungo l’intero ciclo del prodotto: dalla progettazione alla vendita, fino alla gestione del rapporto e alla liquidazione delle prestazioni. Coperture adeguate, redditi pensionistici sufficienti e capacità di assorbire gli shock finanziari rappresentano gli obiettivi finali.
Quattro elementi operativi
Il paper individua quattro elementi operativi: definire e valutare i risultati per i consumatori; comprenderne i comportamenti reali; considerare interventi su più livelli; combinare diversi metodi di raccolta delle evidenze. Non si tratta di una sequenza rigida, ma di uno schema adattabile alle questioni affrontate dai supervisori. Il documento offre un riferimento metodologico, senza introdurre direttamente nuovi obblighi per imprese e intermediari.
L’analisi comportamentale deve evitare due semplificazioni opposte. La prima è presumere che la disponibilità delle informazioni basti a produrre scelte consapevoli. La seconda è considerare il consumatore intrinsecamente irrazionale, da correggere soltanto attraverso piccoli stimoli o modifiche nella presentazione delle opzioni. Le decisioni dipendono anche da tempo disponibile, complessità dei prodotti, priorità concorrenti e contesto di vendita.
Per questo gli interventi possono riguardare non soltanto l’informativa, ma anche caratteristiche dei contratti, pratiche distributive e modelli di attività che traggono vantaggio dall’inerzia o dalla confusione dei clienti. La loro efficacia va verificata sia prima sia dopo l’attuazione.
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