In Italia, nello scenario demografico di base, la popolazione di almeno 85 anni aumenterebbe del 109,6% entro il 2070 rispetto al 2023. Ma l’intensità della domanda di assistenza dipenderà soprattutto da quanto l’allungamento della vita sarà accompagnato dal mantenimento dell’autonomia.

L’aumento della longevità non determina automaticamente una crescita equivalente degli anni vissuti in buona salute. È questa distinzione a guidare il working paper «Europe’s long-term care gap: longevity risk and health uncertainty», pubblicato da Bruegel lo scorso settembre e firmato da Anna Bahí, Svend E. Hougaard Jensen, Maria Catarina Louro e Alexandre Mendonça. Lo studio conclude che le ipotesi sull’evoluzione della salute producono differenze nei bisogni assistenziali futuri maggiori di quelle generate dalle sole alternative demografiche. La prevenzione e il sostegno all’autonomia diventano quindi componenti della strategia per l’assistenza di lungo periodo, da affiancare all’ampliamento dei servizi.

L’analisi riguarda Francia, Germania, Italia, Polonia e Svezia, Paesi con strutture demografiche e sistemi di long-term care differenti. In tutti gli scenari cresce sensibilmente la popolazione di almeno 85 anni, maggiormente esposta alle limitazioni funzionali. La dimensione della futura domanda di assistenza, tuttavia, non è già interamente determinata dall’invecchiamento: dipende anche dall’età di insorgenza e dalla gravità della perdita di autonomia.

Vita più lunga, ma anche più anni con problemi di salute

Secondo l’elaborazione su dati Eurostat riportata nel paper, tra il 2004 e il 2024 la speranza di vita a 65 anni nell’Unione europea è aumentata da 18,3 a 20,2 anni. Dei 1,9 anni aggiuntivi, 0,9 sono anni in buona salute e uno è vissuto in condizioni di salute non buona.

La quota della vita residua trascorsa in queste ultime condizioni è rimasta sostanzialmente stabile, intorno al 49%, ma la durata assoluta è salita da 8,9 a 9,9 anni. Questo indicatore non equivale a dieci anni di non autosufficienza o di assistenza continuativa: evidenzia piuttosto che i guadagni di longevità non sono stati accompagnati da miglioramenti della salute della stessa ampiezza.

Tre scenari demografici e tre percorsi di salute

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