L’indagine Willis rileva una diffusione dei piani di risposta agli incidenti, ma restano lacune informative sull’efficacia degli investimenti in sicurezza. Il 48% dei rispondenti dichiara la presenza di una copertura cyber

Il rischio informatico è formalmente integrato nel sistema di gestione dei rischi d’impresa sottoposto al consiglio di amministrazione nel 70% delle organizzazioni rappresentate nella Directors’ & Officers’ Liability Insurance Survey 2026: Cyber in Focus di Willis, società del gruppo WTW. Il 65% dei board riceve aggiornamenti sulla sicurezza informatica e sull’evoluzione delle minacce almeno trimestralmente.

L’indagine, condotta a livello globale tra amministratori, dirigenti e responsabili dei rischi di organizzazioni appartenenti a diversi settori e fasce di fatturato, esamina supervisione, preparazione agli incidenti e utilizzo delle assicurazioni. Il 53% dei rispondenti appartiene a società private non quotate con finalità di lucro e il 25% a società quotate.

Il 60% degli intervistati dichiara che la propria organizzazione quantifica le potenziali perdite finanziarie derivanti da un incidente cyber: il 19% annualmente e il 41% su base continuativa. La domanda è stata introdotta per la prima volta nell’edizione 2026 e non consente quindi un confronto con le rilevazioni precedenti.

Restano tuttavia margini di miglioramento nella conoscenza delle esposizioni. Soltanto il 55% si considera ben informato sui rischi informatici della propria organizzazione e il 46% ritiene che il consiglio di amministrazione disponga di informazioni adeguate sull’effettiva capacità della spesa in cybersecurity di ridurre il rischio.

Coperture cyber presenti nel 48% dei casi

Il 48% dei rispondenti dichiara che la propria organizzazione dispone di un’assicurazione cyber, mentre un ulteriore 19% ne prevede l’acquisto nei prossimi due anni. Tra chi è assicurato, il 71% utilizza una polizza autonoma e il 29% una copertura inserita in una polizza generale o combinata.

Anche la collocazione del premio nei budget aziendali risulta differenziata: il 48% degli assicurati lo include nel budget per la cybersecurity, mentre il 52% gli destina un budget separato.

Willis interpreta questi risultati come un segnale di una funzione della copertura che affianca alla protezione finanziaria l’accesso a specialisti per la gestione degli incidenti, contribuendo alla resilienza operativa.

Phishing, ransomware e rischi legati all’IA

Phishing e ingegneria sociale sono indicati tra le principali preoccupazioni dal 48% degli intervistati, seguiti dal ransomware, con il 38%. Le vulnerabilità dei software di terze parti e l’uso improprio dell’intelligenza artificiale, entrambi al 31%, rientrano tra le prime cinque preoccupazioni a livello globale.

Sul fronte della preparazione, il 78% dichiara la presenza di un piano di risposta agli incidenti cyber, il 62% ha svolto un’esercitazione nei dodici mesi precedenti e il 63% si considera ben preparato a gestire efficacemente un evento. La presenza di un piano, dunque, non coincide necessariamente con la sua verifica attraverso test o con una valutazione positiva della capacità di risposta.

Il rapporto evidenzia un’attenzione che, accanto alla prevenzione, comprende continuità operativa, ripristino e contenimento delle interruzioni: aspetti che collegano il rischio informatico alle responsabilità di governo dell’impresa, oltre che alla gestione tecnologica.

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