Il recente factsheet EIOPA analizza gli investimenti delle imprese assicurative a fine 2025. Il 38,2% è investito nel mercato domestico e il 33,9% negli altri Paesi SEE. Cresce nel tempo l’esposizione transfrontaliera, parallelamente al peso dei portafogli unit-linked.
Le imprese assicurative dello Spazio economico europeo (SEE) mantengono all’interno dell’area il 72,1% degli investimenti in titoli di Stato, obbligazioni societarie e azioni, detenuti direttamente o attraverso fondi. A fine 2025, su un portafoglio complessivo di circa 7.900 miliardi di euro, il 38,2% è allocato in titoli del Paese di appartenenza dell’impresa e il 33,9% in quelli degli altri Paesi SEE. Il restante 27,9% è investito nel resto del mondo. È il quadro delineato dal factsheet EIOPA dedicato alla distribuzione geografica e alla concentrazione degli investimenti assicurativi.
L’analisi si basa sulle segnalazioni annuali individuali Solvency II relative al 2025 e considera le esposizioni sottostanti ai fondi di investimento attraverso l’approccio look-through, applicato nei limiti consentiti dai dati disponibili. I 7.900 miliardi esaminati non rappresentano quindi la totalità degli investimenti delle compagnie SEE, pari a circa 9.900 miliardi. Restano fuori dal perimetro circa 2.000 miliardi, comprendenti, tra l’altro, prodotti strutturati, titoli collateralizzati, mutui e prestiti, liquidità e depositi, immobili e importi dei fondi non allocati alle categorie analizzate.
La ripartizione per classe di attività evidenzia circa 2.236 miliardi di euro in titoli di Stato, 2.526 miliardi in obbligazioni societarie e 3.098 miliardi in azioni. All’interno di questi aggregati, le componenti riferite ai portafogli unit-linked ammontano rispettivamente a 280, 481 e 1.420 miliardi: il loro peso risulta dunque particolarmente elevato negli investimenti azionari.
Gli Stati Uniti sono la principale destinazione esterna al SEE
Tra i Paesi di emissione individuati separatamente nel documento, la Francia rappresenta la destinazione più rilevante, con circa 1.580 miliardi di euro, seguita dalla Germania con 985 miliardi. I titoli di emittenti italiani ammontano a 537 miliardi, quelli olandesi a 411 miliardi e quelli spagnoli a 385 miliardi. Si tratta delle consistenze detenute dall’insieme delle compagnie SEE in titoli emessi in questi Paesi, non degli investimenti complessivi delle rispettive industrie assicurative nazionali.
Al di fuori dello Spazio economico europeo, l’esposizione verso gli Stati Uniti raggiunge circa 1.154 miliardi di euro e rappresenta approssimativamente la metà degli investimenti esterni all’area. EIOPA rileva inoltre che la presenza di titoli statunitensi è molto più marcata nella componente azionaria che in quella obbligazionaria.
Concentrazione geografica: differenze tra mercati nazionali
Il factsheet confronta anche la concentrazione dei portafogli dei singoli mercati assicurativi, mostrando il peso dei tre principali Paesi emittenti, distintamente per gli investimenti obbligazionari e azionari. La preferenza per i titoli domestici tende a essere più forte nei Paesi che non appartengono all’area dell’euro.
Le differenze riguardano anche le classi di attività. In numerosi mercati, tra cui Germania, Austria, Francia e Paesi Bassi, la quota domestica è più elevata nelle azioni che nel reddito fisso. La relazione è opposta nei Paesi scandinavi, in Italia e in Spagna, dove la concentrazione sul mercato nazionale risulta maggiore nella componente obbligazionaria rispetto a quella azionaria.
Esposizioni transfrontaliere e unit-linked crescono insieme
L’analisi temporale, estesa dalla fine del 2017 alla fine del 2025, mostra che nell’area dell’euro e nei Paesi scandinavi l’aumento delle esposizioni transfrontaliere si è accompagnato a una crescita del peso dei portafogli unit-linked nelle diverse classi di attività. Il documento evidenzia un andamento parallelo dei due fenomeni, senza attribuire a questa relazione un nesso causale.
Negli altri Paesi SEE rimane invece molto elevata la quota di investimenti domestici in titoli di Stato e azioni, mentre i portafogli di obbligazioni societarie presentano una maggiore diversificazione geografica. Il peso delle unit-linked sugli investimenti azionari risulta particolarmente significativo in Scandinavia e nel gruppo di Paesi dell’area euro classificato dal documento nella fascia di rating A/BBB, con una crescita che si accompagna a maggiori esposizioni verso gli Stati Uniti.
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