Per tutelare davvero i consumatori servono polizze comprensibili, intermediari preparati e una maggiore cultura assicurativa. Perché risparmiare oggi può costare molto caro domani.
di Silvio Leonelli
Il prezzo più basso è sempre il miglior affare?
Quando si parla di concorrenza nel mercato assicurativo, il pensiero, purtroppo, corre immediatamente ai prezzi. Più compagnie, più offerte, premi più bassi: sembra una formula semplice, quasi scontata, per garantire vantaggi ai consumatori.
Ma siamo sicuri che sia davvero così?
L’assicurazione non è un prodotto qualsiasi. Non acquistiamo soltanto qualcosa che possiamo vedere, provare e valutare al momento dell’acquisto. Compriamo una promessa: quella di ricevere una protezione economica quando si verificherà un evento capace di provocare un danno, talvolta molto grave.
Il valore di una polizza, quindi, non si misura soltanto da quanto costa, ma soprattutto da ciò che effettivamente garantisce quando ne abbiamo bisogno.
Eppure, nel dibattito sulla concorrenza assicurativa, il prezzo sembra spesso diventare l’unico elemento importante. Il consumatore viene invitato a confrontare le offerte e a scegliere quella più conveniente, nella convinzione che la competizione tra le compagnie produca automaticamente un beneficio per tutti.
Il problema è che una polizza meno costosa non è necessariamente una polizza migliore. E, soprattutto, non è detto che offra la stessa protezione di un’altra apparentemente più cara.
Il rischio di risparmiare sulla protezione
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