INTERMEDIARI
Agenti di intelligenza artificiale, responsabilità civile e una scommessa vecchia di ventidue secoli
Autore: Ivan Dimitri Calaprice
ASSINEWS 390 – Novembre 2026
Ai Ludi Megalensi dell’aprile del 191 avanti Cristo Roma rise sonoramente di uno schiavo che annunciava al padrone di volergli sottrarre venti mine e lo esortava, per correttezza, a stare in guardia. Si chiamava Pseudolo. Il padrone, Simone, lo prese abbastanza sul serio da scommettere che non ci sarebbe riuscito e a fine commedia paga. Non ha ordinato l’inganno, non ne ha scelto i mezzi, non ne ha capito il meccanismo finché non era compiuto: ne ha ricevuto soltanto il conto. Una commedia del grandissimo Plauto, naturalmente, che – è informazione che tanti non sanno – ha ispirato e continua ad ispirare la comicità moderna da più di duemila anni. Milioni di battute entrate nel nostro immaginario collettivo arrivano da lui. Ma questo è un altro tema…
Ventidue secoli dopo, il 18 giugno 2026, presentando a Roma la Relazione annuale dell’IVASS, Paolo Angelini ha descritto – inconsapevolmente – uno scenario che ricorda quella storiella, pur naturalmente con la rigorosa sobrietà che si conviene a un Presidente. Nelle Considerazioni del Presidente, al capitolo sull’innovazione tecnologica, Angelini registra infatti la diffusione dei cosiddetti agenti di intelligenza artificiale, programmi che a partire dalle informazioni fornite dall’utente assumono decisioni con elevata autonomia e velocità, e il cui controllo non è sempre agevole. Per essere semplicistici.
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