Clima, instabilità geopolitica, trasformazioni tecnologiche e tensioni sociali non sono più percepiti soltanto come rischi futuri o fenomeni circoscritti, ma come fattori sempre più strutturali e interconnessi, capaci di incidere sulla vita quotidiana, sulle scelte economiche e sulle prospettive delle persone.

È quanto emerge dalla tredicesima edizione del Future Risks Report di AXA, la ricerca internazionale realizzata con Ipsos che analizza la percezione dei principali rischi emergenti nei prossimi 5-10 anni e che ha coinvolto 4.345 esperti in 62 Paesi e territori e 24.000 cittadini in 19 Paesi.

L’edizione 2026, con un focus su trasformazioni tecnologiche, frammentazione sociale, dinamiche intergenerazionali e temi della preparedness e della prevenzione, fotografa una policrisi che tende a diventare la nuova normalità: all’aumentare dell’interconnessione tra i rischi cresce la percezione di vulnerabilità, mentre la capacità di prepararsi e reagire non procede alla stessa velocità. In Italia questa distanza emerge con particolare evidenza.

Clima e geopolitica: i grandi rischi diventano concreti

Il cambiamento climatico si conferma il primo rischio percepito in Italia, sia dagli esperti sia dai cittadini. Tra questi ultimi, l’88% si considera vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico. La centralità del clima non si traduce però ancora pienamente in comportamenti di adattamento: solo il 26% degli italiani si dichiara disposto a investire nell’adattamento della propria abitazione agli effetti del cambiamento climatico.

CONTENUTO A PAGAMENTO
Il contenuto integrale di questo articolo è visualizzabile solo dagli abbonati aMENSILE Non sei abbonato?
Scopri i piani di abbonamento
Sei già abbonato? Effettua il login nel modulo sottostante

Hai dimenticato la Password?
Abbonati
Scollegato con successo.

@ Riproduzione riservata