Chi assisterà gli anziani dell’Italia che invecchia? È questa una delle questioni centrali che emergono dal 9° Rapporto GIMBE
di Francesco Sottile
Mentre aumentano aspettativa di vita, cronicità e bisogni assistenziali, il sistema sanitario deve fare i conti con la riduzione dei medici di famiglia e la persistente carenza di personale infermieristico. La vera sfida non riguarda solo la sostenibilità del SSN, ma la capacità di garantire assistenza continuativa a una popolazione sempre più anziana e fragile. È in questo squilibrio tra domanda crescente e capacità assistenziale sotto pressione che prende forma quella che potrebbe diventare una delle principali emergenze sociali dei prossimi decenni: la non autosufficienza. Per il settore assicurativo, il tema segna il passaggio da un rischio legato alla malattia a un rischio legato alla perdita dell’autonomia, destinato ad accrescere il ruolo di Long Term Care, welfare aziendale e strumenti di protezione complementare.
Dall’emergenza sanitaria alla sfida della fragilità
Per anni la sostenibilità del SSN è stata analizzata soprattutto in termini di finanziamento. Ma il 9° Rapporto GIMBE evidenzia come le sfide future siano strettamente legate all’evoluzione demografica, all’invecchiamento della popolazione e alla crescente diffusione delle patologie croniche. Il progressivo aumento degli anziani richiede infatti non solo più cure, ma soprattutto più assistenza territoriale, domiciliare e sociosanitaria.
La sanità italiana si trova così di fronte a un cambiamento profondo: passare da un modello costruito per affrontare prevalentemente eventi acuti a un sistema capace di gestire percorsi assistenziali lunghi, complessi e continuativi. L’assistenza agli anziani, la Long Term Care e il sostegno alle persone non autosufficienti diventano quindi temi centrali per la sostenibilità del sistema. Non a caso il Rapporto richiama più volte il ruolo dell’assistenza a lungo termine e le criticità che potrebbero derivare dall’invecchiamento della popolazione in assenza di adeguati interventi organizzativi e professionali.
Riduzione dei medici di famiglia
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