Nei prossimi anni le imprese e le istituzioni dovranno prendere decisioni strategiche su investimenti potenzialmente vicini a 100 mila miliardi di dollari, in un contesto segnato da incertezza, risorse limitate e dipendenze sempre più interconnesse. È quanto emerge da The decision advantage, il nuovo report di Willis, società del gruppo WTW, pubblicato in occasione del ventesimo anniversario del Willis Research Network. Secondo lo studio, il problema non è la mancanza di dati, analisi o previsioni, ma la capacità di riconoscere tempestivamente quando cambiano le condizioni che sorreggono una scelta strategica. Le opportunità possono infatti restare economicamente valide sulla carta, ma diventare più difficili da realizzare se infrastrutture, competenze, capitale, materie prime o capacità istituzionale vengono assorbiti in anticipo da altri progetti o concorrenti.
Nel 2025 gli investimenti in attività immateriali hanno superato 10 mila miliardi di dollari; mantenendo gli attuali trend, gli investimenti nelle maggiori economie potrebbero avvicinarsi a 100 mila miliardi tra il 2026 e il 2030. In questo scenario, intelligenza artificiale, elettrificazione, trasformazione del lavoro e crescita guidata da esigenze di sicurezza competono per le stesse risorse fisiche, finanziarie e professionali.
Il report propone un approccio per rafforzare il processo decisionale: individuare le ipotesi strategiche che stanno cambiando, misurare il valore a rischio, definire soglie e indicatori di attivazione e verificare, con evidenze, che le decisioni adottate migliorino effettivamente il risultato. L’attenzione non dovrebbe concentrarsi soltanto sul valore che può andare perso a seguito di una perturbazione, ma anche sul valore che rischia di non essere mai realizzato se un’opportunità si restringe o una risorsa critica diventa indisponibile.
I casi analizzati riguardano quattro scelte oggi ricorrenti per le organizzazioni: crescita abilitata dall’AI, crescita attraverso l’elettrificazione, investimenti legati alla sicurezza e sviluppo di capacità adattiva in condizioni di pressione. Il vantaggio competitivo, conclude Willis, dipenderà meno dall’accuratezza con cui si cerca di prevedere il futuro e più dalla capacità di identificare in anticipo le dipendenze strategiche e intervenire prima che diventino vincoli.
