Ad agosto 2026 le esportazioni italiane verso i Paesi extra Ue27 diminuiscono del 2,1% rispetto a luglio, mentre su base annua registrano un incremento del 16,1%. L’avanzo commerciale sale a 2 miliardi di euro, sostenuto dai prodotti non energetici, nonostante l’ampliamento del deficit energetico.
L’export italiano verso i mercati extra Ue27 rallenta su base mensile, ma conserva una dinamica tendenziale molto positiva. Ad agosto 2026, secondo le stime Istat, le esportazioni diminuiscono del 2,1% rispetto al mese precedente, mentre le importazioni restano pressoché invariate, con una lieve flessione dello 0,1%.
La contrazione congiunturale dell’export è legata soprattutto alla riduzione delle vendite di beni strumentali, in calo del 7%, di beni di consumo durevoli, diminuiti dell’8,6%, e di beni di consumo non durevoli, scesi del 6,2%. In controtendenza, aumentano le esportazioni di energia, con un balzo del 37,5%, e quelle di beni intermedi, in crescita del 4,8%.
L’Istat segnala tuttavia che il confronto mensile risente delle rilevanti vendite di mezzi di navigazione marittima contabilizzate a luglio. Al netto di questa componente, l’export extra Ue segnerebbe ad agosto un lieve aumento congiunturale dello 0,2%.
Crescita annua a doppia cifra
Rispetto ad agosto 2025, l’export verso i Paesi extra Ue27 aumenta del 16,1%, in accelerazione rispetto al +6,6% registrato a luglio. La crescita è sostenuta dalle maggiori vendite di energia, salite del 70,4%, beni intermedi, in aumento del 22,1%, beni strumentali, cresciuti del 12,4%, e beni di consumo non durevoli, in rialzo del 10,3%.
L’unico comparto in diminuzione su base annua è quello dei beni di consumo durevoli, che registra una flessione del 2,6%.
Anche le importazioni aumentano in misura rilevante, con un +17,2% tendenziale. La crescita interessa quasi tutti i raggruppamenti merceologici, con l’eccezione dei beni di consumo non durevoli, in diminuzione del 24,6%. Il contributo più rilevante arriva dall’energia, le cui importazioni aumentano del 41,4% e spiegano oltre la metà dell’incremento complessivo degli acquisti dall’estero.
Avanzo a 2 miliardi
Ad agosto l’Italia registra un avanzo commerciale con i Paesi extra Ue27 di 2 miliardi di euro, in miglioramento rispetto agli 1,878 miliardi dello stesso mese del 2025.
Il risultato deriva dall’aumento dell’avanzo nei prodotti non energetici, passato da 5,449 miliardi di euro ad agosto 2025 a 6,809 miliardi nell’agosto 2026. Peggiora invece il saldo energetico, con un deficit che cresce da 3,571 miliardi a 4,808 miliardi di euro.
Nel periodo gennaio-agosto 2026, l’avanzo commerciale extra Ue raggiunge 33,2 miliardi di euro, in lieve crescita rispetto ai 32,4 miliardi registrati nei primi otto mesi del 2025. Nello stesso arco temporale, tuttavia, l’export cresce del 5,8%, o del 5,2% al netto dell’energia, meno dell’import, aumentato del 6,4%.
Svizzera, Cina e Usa trainano le vendite
La crescita tendenziale delle esportazioni è diffusa verso quasi tutti i principali partner extra Ue. Fanno eccezione le vendite dirette nel Regno Unito, in calo del 2,1%.
Gli incrementi più consistenti riguardano la Svizzera, con un +57%, la Cina, con un +32,3%, e gli Stati Uniti, con un +31,1%. La crescita dell’export risulta quindi concentrata in misura rilevante su alcuni mercati e, sul piano merceologico, soprattutto sui beni intermedi e sui beni strumentali.
Sul fronte delle importazioni, l’aumento più marcato riguarda gli acquisti dall’India, saliti del 116,5%. Crescono inoltre le importazioni dai Paesi OPEC, con un +54,6%, dai Paesi Mercosur, con un +39,2%, e dalla Cina, con un +16%. Diminuiscono invece gli acquisti dal Regno Unito, -13,1%, dagli Stati Uniti, -11,1%, dalla Turchia, -9%, e dai Paesi ASEAN, -5,7%.
Il quadro di agosto conferma quindi una tenuta dell’avanzo commerciale extra Ue, ma anche una crescente rilevanza della componente energetica sia per le esportazioni sia per le importazioni. La performance positiva dell’export su base annua resta robusta, pur con una crescita dei primi otto mesi inferiore a quella degli acquisti dall’estero.
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