Un uragano di categoria 5 che colpisse oggi l’area di Miami o Tampa Bay potrebbe generare perdite assicurate pari o superiori a 300 miliardi di dollari, superando il costo di qualsiasi singolo evento assicurato finora registrato. La stima è contenuta in un’analisi dello Swiss Re Institute pubblicata in occasione del centenario del Great Miami Hurricane del 1926. Secondo lo il nuovo sigma dello Swiss Re Institute  “The Great Miami Hurricane at 100: hurricane loss potential could exceed USD 300 billion, il potenziale di perdita non dipende esclusivamente dall’intensità dell’evento, ma soprattutto dalla crescente concentrazione di popolazione, immobili e valori assicurati nelle aree esposte della Florida. Un secolo fa, quando l’uragano di categoria 4 colpì il sud della Florida il 18 settembre 1926, nella contea di Miami-Dade vivevano poco più di 100.000 persone; oggi la popolazione dell’area è di circa 2,8 milioni di abitanti.

Il costo di una replica del 1926

Lo Swiss Re Institute stima che una ripetizione dell’uragano del 1926, mantenendo un’intensità di categoria 4, provocherebbe oggi perdite assicurate intorno a 200 miliardi di dollari. Il dato riflette soprattutto l’aumento dell’esposizione assicurabile intervenuto nell’ultimo secolo.

Nell’area metropolitana di Miami sono oggi presenti oltre due milioni di abitazioni esposte a un rischio almeno moderato di danni da vento da uragano. Il loro costo di ricostruzione aggregato supera i 600 miliardi di dollari.

L’analisi evidenzia inoltre l’effetto determinante del punto di approdo dell’uragano. L’uragano Andrew colpì nel 1992 circa 20 miglia a sud di Miami, con intensità di categoria 5. Se seguisse oggi la medesima traiettoria, produrrebbe perdite assicurate vicine a 100 miliardi di dollari. Un impatto diretto su Miami o Tampa Bay, invece, potrebbe portare il danno assicurato oltre i 300 miliardi.

Esposizione e accumuli

Lo scenario delineato dal riassicuratore mostra come la Florida rappresenti un rischio di picco per il mercato assicurativo e riassicurativo mondiale. La crescita urbanistica e il maggior valore degli immobili nelle aree costiere hanno aumentato significativamente il potenziale di accumulo, cioè la possibilità che un unico evento provochi sinistri rilevanti su un elevato numero di polizze.

Swiss Re Institute rileva inoltre che, anche in assenza di un grande uragano in Florida, le perdite assicurate globali da catastrofi naturali nel 2026 potrebbero attestarsi attorno a 148 miliardi di dollari sulla base dell’estrapolazione del trend. In caso di realizzazione dello scenario estremo modellizzato per la Florida, il totale annuo delle perdite assicurate da catastrofi naturali potrebbe quindi superare i 450 miliardi di dollari.

Prevenzione e trasferimento del rischio

L’analisi sottolinea il contributo delle norme edilizie più severe e delle misure di mitigazione alla riduzione della vulnerabilità degli edifici. In Florida, gli standard costruttivi aggiornati e l’adozione di coperture più resistenti alle tempeste avrebbero contribuito a contenere i danni alle abitazioni più recenti durante l’uragano Ian del 2022.

Il contenimento del rischio richiede tuttavia anche un’adeguata gestione degli accumuli, modelli catastrofali aggiornati e una capacità sufficiente di trasferimento del rischio. In questo quadro, riassicurazione tradizionale e capitale alternativo possono contribuire ad assorbire la volatilità prodotta da eventi di intensità eccezionale.

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