Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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Gli italiani risparmiano ma troppo spesso non investono. E il conto, almeno in termini di costo-opportunità, può essere molto salato. Se le famiglie italiane avessero destinato metà dei risparmi annuali a un portafoglio azionario globale, tra il 2015 e il 2025 avrebbero potuto generare fino a 192 miliardi di euro di ricchezza aggiuntiva rispetto a una strategia che avesse mantenuto tutto in liquidità. A livello individuale si tratta di 7.200 euro annui per una famiglia italiana media. La Germania arriva a 526 miliardi, mentre per il Regno Unito la stima è di 385 miliardi di sterline (442 miliardi di euro). Complessivamente per i tre Paesi il totale è di 1.160 miliardi. Sono i dati più significativi della ricerca realizzata da Invesco e Centre for Economics and Business Research (Cebr), che ha analizzato il comportamento di 6 mila risparmiatori nei tre Paesi europei. Il dato italiano assume ancora più peso se si considera uno scenario prudenziale: investendo soltanto il 25% dei risparmi annuali e lasciando il restante 75% in liquidità le famiglie avrebbero comunque potuto produrre fino a 96 miliardi in più nel periodo preso in esame.
Consob interviene nel groviglio di scalate bancarie a Piazza Affari per consentire al mercato di valutare le offerte di Mps separando il progetto industriale dall’effetto dell’opas di Intesa Sanpaolo sul prezzo del titolo senese. Un punto delicato riguarda il prezzo delle offerte. L’opas lanciata dall’istituto guidato da Carlo Messina su Mps l’8 giugno ha modificato la quotazione del titolo senese e, di conseguenza, anche il valore relativo dei concambi offerti da Mps. Per questo il confronto richiesto dall’authority prende come riferimento i prezzi antecedenti al 5 giugno, cioè prima dell’annuncio di Intesa. Su queste basi, l’offerta su Bpm presenta uno sconto compreso tra il 5,7% e il 10,4% (fino a 12 mesi precedenti al lancio dell’opas di Ca’ de Sass) a seconda dell’orizzonte considerato. Sul prezzo di venerdì scorso, invece, emerge un premio del 3,4%. Mps precisa però che quest’ultimo dato non può essere depurato con precisione dall’effetto dell’offerta Intesa «senza ricorrere ad assunzioni discrezionali». Analoga fotografia per Banca Generali: sui prezzi precedenti all’opas di Intesa il concambio incorpora sconti tra l’1,6% e il 7,9%, mentre ai valori dell’11 settembre il premio implicito sale al 12,8%. In questo modo Consob vuole fare in modo che gli investitori possano distinguere il valore economico originario delle ops dall’effetto che la scalata di Intesa ha avuto sul titolo Mps.
Tra aumento della vita media e improvvise pandemie prevedere i trend demografici negli ultimi decenni è diventato sempre più complicato. Un problema per le compagnie di assicurazioni che partono proprio da quei numeri per definire le caratteristiche dei propri prodotti e, soprattutto, per calcolare i capitali da accantonare per coprire quei rischi. Rendite previdenziali, polizze vita di puro rischio ma anche coperture sanitarie vanno costruite iniziando da lì e la sfida si è fatta decisamente più impegnativa. Temi che sono stati al centro della conferenza internazionale Longevity 21 che si è tenuta nei giorni scorsi alla Facoltà di Economia de La Sapienza di Roma promossa insieme al Pension Institute – City St George’s (University of London), con la partecipazione di esperti da tutto il mondo. E che vedono in prima linea il regolatore, come racconta a MF-Milano Finanza Rita Laura D’Ecclesia, membro del consiglio dell’Ivass e dell’autorità europea Eiopa.
In Generali Assicurazioni per analizzare il fenomeno della longevità hanno deciso di creare un Demographic Hub. Si tratta di una struttura al servizio di tutte le business unit e dedicata all’analisi dei trend demografici e a iniziative tecniche e partnership mirate all’evoluzione del business. «L’iniziativa nasce in un contesto in cui prevedere l’evoluzione dei fenomeni demografici è sempre più complesso. La pandemia ha interrotto la continuità delle serie storiche sulla sopravvivenza, mentre cambiamento climatico, ondate di calore, malattie infettive emergenti, inquinamento atmosferico e innovazione in campo medico introducono nuove variabili, con effetti differenti da Paese a Paese», dice Michele Rendine, group chief Life & Health officer di Generali, «Per gli assicuratori la capacità di offrire coperture sui rischi biometrici rappresenta un fattore distintivo, ampliando la proposta di valore per rispondere alle nuove esigenze del cliente». Ad oggi il mercato Vita europeo resta fortemente concentrato su risparmio e previdenza, mentre la protezione contro mortalità, disabilità e longevità continua a essere sottodimensionata. «Il settore assicurativo può contribuire a colmare questo divario sviluppando soluzioni innovative e coerenti con i nuovi bisogni dei clienti», aggiunge Rendine. La compagnia ha supportato la conferenza internazionale Longevity 21 che si è tenuta nei giorni scorsi alla facoltà di Economia de La Sapienza di Roma, promossa assieme al Pension Institute-City St George’s (University of London).
  • START4PEOPLE PER LE PMI
Il gruppo Intesa Sanpaolo Assicurazioni, in collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center e Intesa Sanpaolo per il Sociale, la struttura della Banca dedicata ai programmi di contrasto delle disuguaglianze e a favore dell’inclusione sociale, lancia una nuova Call for Ideas con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo di soluzioni innovative in grado di generare un impatto sociale concreto, a beneficio delle comunità e dei territori. Con questa iniziativa, che si inserisce nel più ampio impegno del gruppo nel sostenere la crescita sostenibile del Paese, promuovere l’innovazione e favorire la nascita e lo sviluppo di una nuova imprenditoria italiana orientata alla creazione di valore sociale, Intesa Sanpaolo Assicurazioni mette a disposizione un contributo complessivo di 300 mila euro, assegnando 100 mila euro ciascuno ai tre migliori progetti selezionati, per favorirne concretamente la realizzazione
  • Auto autonome, la sfida che trasforma il mercato
L’avanzata delle auto autonome è destinata a trasformare profondamente il mercato delle assicurazioni, riducendo gli incidenti ma aumentando il costo medio dei sinistri. È quanto afferma una analisi di Lombard Odier a cura di Mauro Carli (Seniore Equity Research Analyst, Insurance and Asset Management). Secondo lo studio, il settore dovrà ripensare prodotti, prezzi e gestione dei rischi. Nel 2025 l’assicurazione auto valeva circa 920 miliardi di dollari, pari a quasi il 40% dei premi danni globali. Con la diffusione della guida autonoma, però, il numero degli incidenti potrebbe diminuire sensibilmente. Uno studio Kpmg stima una possibile riduzione fino all’80% entro il 2040 negli Stati Uniti. Allo stesso tempo, la maggiore complessità tecnologica dei veicoli farà aumentare il costo delle riparazioni. Swiss Re stima che un’auto di livello 5 possa costare 3,4 volte più di un veicolo tradizionale da riparare. Il mercato dovrà inoltre fare i conti con la crescita della mobilità condivisa e dei robotaxi
  • Deblock lancia l’assicurazione gratuita per i correntisti online
Deblock lancia l’assicurazione gratuita per i suoi clienti. È la novità della realtà fintech fondata da ex dirigenti di Revolut e Ledger (Jean Meyer, Aaron Beck e Mario Eguiluz) e primo conto corrente a far evolvere il sistema bancario tradizionale integrando blockchain e finanza decentralizzata al centro dei servizi quotidiani: pagamenti, risparmio, rendimenti, investimenti e prestiti. Lanciata in Francia nell’aprile 2024,
Deblock conta oltre 400 mila clienti. L’assicurazione è gratuita per tutti i clienti, ed è attivata attraverso l’utilizzo della carta. La copertura non
richiede abbonamenti aggiuntivi e si applica agli acquisti idonei effettuati con la carta
  • La polizza diventa predittiva: l’IA prova ad anticipare il rischio
L’intelligenza artificiale sta spingendo le assicurazioni verso un modello sempre più predittivo, capace di intervenire prima che il danno si verifichi. Non solo automazione: algoritmi e dati vengono utilizzati per individuare nuovi fattori di rischio, personalizzare le coperture e migliorare i prezzi.
Secondo McKinsey, l’obiettivo è spostare il settore dal tradizionale modello «detect and repair» a uno basato su «predict and prevent». Sensori, dati climatici, immagini, storico dei sinistri e informazioni in tempo reale possono alimentare modelli capaci di aggiornare continuamente la valutazione del rischio. Nel ramo danni, questo significa per esempio individuare in anticipo la probabilità di un incidente, di un guasto o di un danno a un immobile. La tecnologia permette inoltre di accelerare la sottoscrizione, riducendo il lavoro manuale e concentrando gli assicuratori sui casi più complessi.

Sulla tassazione del Tfr non cambierà nulla. Dal 1° gennaio 2027 ai trattamenti di fine rapporto erogati ai lavoratori che termineranno il rapporto di lavoro per pensionamento o cambio di occupazione, continuerà ad applicarsi la clausola di salvaguardia attualmente in vigore che consente di applicare le aliquote e gli scaglioni di reddito vigenti al 31 dicembre 2006. Il trattamento di favore, previsto da una norma della legge di bilancio 2007 (1, comma 9, della legge 296/2006) è stato infatti solo apparentemente abrogato dall’art.376 del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi che contiene un lunghissimo elenco di norme dell’ordinamento cancellate per ragioni di sistematicità, in quanto recepite in altri articoli dello stesso T.U. Esattamente quanto accaduto alla clausola di salvaguardia sul Tfr di cui molti esponenti politici di opposizione nel fine settimana hanno denunciato l’abrogazione, non accorgendosi però che la stessa clausola non è stata affatto abrogata ma ha trovato posto nell’art.21 comma 11 del nuovo Testo unico (dlgs 117/2026).
Arriveranno a fine anno i bonus fiscali sulle prestazioni e le indennità sostitutive del reddito di lavoro dipendente erogate dall’Inps, tra cui Ape sociale e isopensione. A partire dalla mensilità di ottobre, infatti, l’Inps erogherà il «bonus aggiuntivo», comprensivo degli arretrati maturati da gennaio 2026; mentre la «ulteriore detrazione» fino a mille euro, da rideterminare in base al reddito del beneficiario, verrà erogata in sede di conguaglio fiscale di fine anno. Lo spiega lo stesso Inps nel messaggio n. 2829/2026.
Se il venditore dell’immobile è in colpa perché ha taciuto l’abuso edilizio, risarcisce il danno da evizione parziale, cioè la privazione di parte del bene. A meno che non fornisca la prova contraria sul nesso tra il proprio inadempimento e le conseguenze causalmente presumibili secondo un criterio di oggettiva normalità: deve dunque dimostrare che l’aver taciuto all’acquirente l’ordine di demolizione dei manufatti non ha inciso sul ritiro del progetto di riqualificazione presentato al Comune dal compratore. Nella garanzia per evizione il credito per la riduzione del prezzo è pari alla differenza fra il corrispettivo iniziale e quanto ottenuto dalla rivendita del bene residuo al fine di ripristinare l’equilibrio contrattuale. Così la Cassazione civile, seconda sezione, nella sentenza n. 25139 dell’08/09/2026
Alle menzioni del prodotto uva da vino DOP e IGP per le quali è stata calcolata una riduzione del valore standard per l’anno 2026 superiore al 25% rispetto all’annata precedente, si applica una decurtazione forfettaria del 10%. La novità è intervenuta con il decreto di modifica del Piano di gestione dei rischi in agricoltura 2026 (decreto Masaf n. 373990 del 30 luglio 2026 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 212 del 12 settembre 2026). I valori standard sono utilizzati per calcolare i contributi pubblici spettanti agli agricoltori che sottoscrivono polizze assicurative agevolate. Pertanto l’operazione appena portata a termine consente di scongiurare rinunce alla copertura e disaffezione da parte dei viticoltori che in alcuni casi si sono dovuti confrontare con riduzione dei valori standard anche superiori al 50%, ora ridimensionati al 10%
Nell’ambito, in grande fermento, della previdenza complementare, si inserisce l’accordo siglato tra la galassia contrattuale di Anpit, Associazione nazionale per l’industria e il terziario, di Cisal e Sella Sgr spa, società di gestione del risparmio del gruppo Sella. Con un protocollo interconfederale, siglato a Roma il 31 luglio 2026, le parti sociali individuano “Eurorisparmio Previdenza Complementare – Fondo Pensione Aperto”, gestito da Sella Sgr spa, iscritto al n. 50 dell’albo Covip, come forma pensionistica collettiva di riferimento per i lavoratori a cui si applicano i Ccnl sottoscritti dalle parti firmatarie. Dal 1° agosto 2026, Eurorisparmio diventa dunque il fondo di sbocco naturale sia per le adesioni volontarie sia, nei casi previsti dalla legge, per le adesioni automatiche generate dal nuovo meccanismo di auto-enrolment, allo scopo di assicurare a lavoratori e imprese un quadro contrattuale uniforme, trasparente e accompagnato da servizi di assistenza specifica. L’intesa nasce per dare attuazione operativa alla riforma introdotta dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199, che ha modificato l’articolo 8 del dlgs 252/2005. La nuova disciplina, in vigore dal 1° luglio 2026, prevede per i lavoratori del settore privato di prima assunzione un termine di 60 giorni dalla data di instaurazione del rapporto di lavoro per esercitare una scelta diversa sulla destinazione del Tfr; in mancanza di una dichiarazione esplicita, l’adesione è automatica a una forma pensionistica collettiva individuata dagli accordi di riferimento
Un passaggio decisivo per il mondo dell’istruzione. Con la recente nota ministeriale prot. n. 17033 del 10 settembre 2026, il dicastero di viale Trastevere ha diramato le istruzioni operative per la polizza sanitaria destinata ai dipendenti del comparto scuola: si tratta della prima in assoluto nel pubblico impiego, per platea, oltre 1,2 milioni i lavoratori potenzialmente interessati, e copertura, il massimale è pari a 600.000 . Il ministero ha stipulato un contratto di assicurazione sanitaria integrativa con UniSalute, in coassicurazione con Poste assicura e Intesa San Paolo protezione. La finestra per l’adesione telematica, apertasi il 10 settembre 2026, si chiuderà il 20 settembre 2026 e avrà efficacia da fine mese. Nei primi giorni risultano a sistema già 250mila adesioni. La polizza è finanziata dallo Stato con 320 milioni di euro.

In Liguria quasi un’impresa su due (il 46%) ha già introdotto iniziative di welfare integrative, rispetto a quanto previsto dai contratti collettivi nazionali; e quasi otto su dieci prevede di mantenere o aumentare gli investimenti dedicati nei prossimi anni. È quanto emerge nell’edizione 2026 di Officina welfare, indagine promossa dall’agenzia Generali Genova piazza Dante, in collaborazione con la business unit Health & welfare di Generali Italia. Lo studio sarà presentato oggi, nel corso di un’iniziativa dedicata al  confronto tra imprese, istituzioni e stakeholder del territorio. Alla rilevazione, realizzata nel mese di luglio (attraverso metodologia Cawi) hanno partecipato 316 aziende liguri, in crescita del 23% circa rispetto all’edizione precedente (erano 256). Micro e piccole imprese hanno rappresentato complessivamente il 76% delle realtà intervistate.

Il CEO di Axa, Thomas Buberl, crede in una ripartenza nonostante la crisi che sta attraversando la Germania. Per Axa punta sulla crescita grazie all’intelligenza artificiale, alla previdenza e al settore delle piccole e medie imprese. La vittoria elettorale dell’AfD nella Sassonia-Anhalt sta provocando turbolenze politiche in Germania. Come percepisce questo risultato e il dibattito che ne è seguito dal punto di vista di un manager tedesco in Francia? “All’inizio è stato uno shock. Ma a posteriori non dovremmo limitarci a criticare, bensì chiederci: perché sta accadendo proprio questo?”