Nei primi sette mesi del 2026 aumentano le denunce di infortunio presentate all’Inail, sia per gli eventi avvenuti durante il lavoro sia per quelli in itinere. Diminuiscono invece le denunce con esito mortale, mentre cresce con particolare intensità il numero delle malattie professionali, salite a 69.796 casi, il 16,6% in più rispetto al corrispondente periodo del 2025.

Infortuni in occasione di lavoro

Le denunce di infortunio avvenute in occasione di lavoro, al netto degli studenti, sono state 256.471 nei primi sette mesi del 2026. Rispetto alle 244.495 registrate nel medesimo periodo del 2025, l’aumento è pari al 4,9%. Il confronto con gli anni precedenti mostra un dato superiore anche a quello del 2024, del 2023, del 2021 e del 2020, ma ancora inferiore del 27,7% rispetto al 2022 e del 5,8% rispetto al 2019.

L’aumento va letto anche alla luce del numero degli occupati. Rapportando le denunce al numero di occupati Istat, al netto degli studenti, l’incidenza infortunistica passa da 1.175 denunce ogni 100 mila occupati nel luglio 2019 a 1.052 nel luglio 2026. Nell’arco di sette anni si registra quindi una riduzione del 10,5%.

Il confronto più ravvicinato segnala però un peggioramento: rispetto al luglio 2025, quando l’incidenza era pari a 1.016 denunce ogni 100 mila occupati, il valore del 2026 cresce del 3,5%. Le denunce avvenute in occasione di lavoro rappresentano l’81,3% del totale degli infortuni denunciati, al netto degli studenti, in lieve calo rispetto all’83,1% del 2019 ma sostanzialmente in linea con l’81,6% del 2025.

Per gestione assicurativa, l’incremento delle denunce in occasione di lavoro riguarda soprattutto l’Industria e servizi, con 230.718 casi contro 219.756 nel 2025, pari a un aumento del 5%. Crescono anche le denunce del Conto Stato, da 11.021 a 12.148, con un incremento del 10,2%. L’Agricoltura registra invece una lieve diminuzione: 13.605 denunce contro 13.718, pari a -0,8%.

Tra i settori con la crescita più rilevante figurano:

  • Sanità e assistenza sociale, +6,8%.
  • Trasporto e magazzinaggio, +3,6%.
  • Servizi di supporto alle imprese, +3,6%.
  • Commercio, +3,5%.
  • Alloggio e ristorazione, +3%.
  • Costruzioni, +2,1%.
  • Attività manifatturiere, +1,6%.

L’aumento interessa tutte le ripartizioni geografiche. Le Isole registrano la crescita più elevata, pari al 9,8%, seguite dal Nord-Ovest, +5,8%, dal Centro, +5,2%, dal Sud, +4,9%, e dal Nord-Est, +2,9%.

Le variazioni regionali più marcate si registrano in Sicilia e Sardegna, entrambe con +9,8%, nel Lazio, +9,7%, in Molise, +9%, e in Campania, +8,1%. Le uniche diminuzioni riguardano la provincia autonoma di Trento, -0,9%, la Liguria, -0,2%, e la provincia autonoma di Bolzano, -0,02%.

L’incremento delle denunce riguarda sia le lavoratrici sia i lavoratori e anche l’analisi per età evidenzia aumenti generalizzati, più rilevanti tra i lavoratori tra 60 e 69 anni, +10,8%, tra i 20 e 29 anni, +7%, e tra i 30 e 39 anni, +5,4%.

Le denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro, al netto degli studenti, sono state 422 nei primi sette mesi del 2026, dieci in meno rispetto alle 432 del corrispondente periodo del 2025. La diminuzione è quindi pari al 2,3%. Rispetto agli anni precedenti, le denunce mortali risultano inferiori di 13 casi rispetto al 2024, di sei rispetto al 2023, di 121 rispetto al 2021, di 179 rispetto al 2020 e di dieci rispetto al 2019. Sono invece superiori di undici casi rispetto al 2022.

L’incidenza delle denunce mortali in occasione di lavoro passa da 1,86 decessi denunciati ogni 100 mila occupati nel luglio 2019 a 1,73 nel luglio 2026, con una riduzione del 7%. Rispetto al luglio 2025, l’incidenza scende da 1,80 a 1,73 decessi ogni 100 mila occupati, pari a -3,9%.

La riduzione complessiva non si distribuisce in modo uniforme. Per gestione, le denunce mortali passano:

  • da 365 a 362 nell’Industria e servizi;
  • da 64 a 55 nell’Agricoltura;
  • da tre a cinque nel Conto Stato.

Tra i comparti nei quali aumentano le denunce mortali figurano le Costruzioni, da 67 a 76 casi, i Servizi di supporto alle imprese, da 16 a 28, la Sanità e assistenza sociale, da quattro a undici, la fornitura di acqua, gestione rifiuti e risanamento, da dieci a dodici, e la Pubblica amministrazione, da due a sei.

Riduzioni si registrano invece nelle attività manifatturiere, da 59 a 50 decessi denunciati, nel Trasporto e magazzinaggio, da 57 a 55, e nel Commercio, da 42 a 32. Nel comparto dell’alloggio e ristorazione i casi restano invariati a dieci.

Per ripartizione territoriale, le denunce mortali diminuiscono al Sud, da 104 a 98, al Centro, da 81 a 77, e nelle Isole, da 46 a 44. Crescono invece di un caso nel Nord-Ovest, da 110 a 111, e nel Nord-Est, da 91 a 92.

Il calo riguarda esclusivamente la componente maschile, con i decessi denunciati scesi da 409 a 396. Le denunce mortali delle lavoratrici aumentano invece da 23 a 26. Diminuiscono i casi riguardanti lavoratori italiani, da 339 a 302, mentre aumentano quelli relativi a lavoratori stranieri, da 93 a 120.

Tra le fasce di età, crescono le denunce mortali tra i 20 e 39 anni, da 65 a 79 casi, e tra i 60 e 64 anni, da 56 a 63. La diminuzione più significativa interessa la fascia tra 40 e 59 anni, nella quale i decessi denunciati scendono da 255 a 229.

Gli infortuni in itinere crescono del 7,1%

Le denunce di infortunio in itinere, cioè quelle avvenute durante il percorso casa-lavoro o lavoro-casa, sono state 58.870 nei primi sette mesi del 2026, al netto degli studenti. Il dato è superiore del 7,1% rispetto alle 54.979 denunce presentate nello stesso periodo del 2025.

L’incremento è ancora più marcato rispetto agli anni precedenti: +8% sul 2024, +15,7% sul 2023, +23,1% sul 2022, +51,6% sul 2021 e +79,5% sul 2020. Anche rispetto al 2019 le denunce risultano in aumento, del 5,9%.

Gli infortuni in itinere incidono per il 18,7% sul totale delle denunce, al netto degli studenti, contro il 16,9% rilevato nel 2019 e il 18,4% del 2025. Il dato conferma un peso crescente della componente legata alla mobilità e, quindi, ai rischi della circolazione stradale.

Per gestione assicurativa, le denunce aumentano nell’Industria e servizi, da 49.234 a 52.699, pari a +7%, e nel Conto Stato, da 4.802 a 5.319, pari a +10,8%. In Agricoltura diminuiscono invece da 943 a 852, con un calo del 9,7%.

Le crescite regionali più elevate sono registrate in Molise, +25,9%, Calabria, +17,1%, Abruzzo, +16,1%, Emilia-Romagna, +14,8%, e Liguria, +13,8%.

L’incremento coinvolge sia i lavoratori sia le lavoratrici. Le denunce maschili aumentano da 28.401 a 30.695, pari a +8,1%; quelle femminili passano da 26.578 a 28.175, con una crescita del 6%. Crescono inoltre le denunce dei lavoratori stranieri, +9,4%, e degli italiani, +6,4%.

Anche negli infortuni in itinere gli aumenti interessano tutte le fasce d’età, soprattutto quella tra 60 e 69 anni, +11,6%, i giovani tra 20 e 29 anni, +8,4%, e i lavoratori tra 30 e 39 anni, +6,9%.

Le denunce di infortunio mortale in itinere sono state 160 nei primi sette mesi del 2026, contro le 168 del 2025. La diminuzione è pari a otto casi, ossia al 4,8%.

Il dato resta comunque superiore a quello registrato in ciascuno degli anni del quinquennio 2020-2024, ma risulta inferiore di sei casi rispetto al 2019. Gli infortuni mortali in itinere rappresentano il 27,5% del complesso delle denunce mortali, al netto degli studenti, rispetto al 27,8% del 2019 e al 28% del 2025.

La diminuzione deriva principalmente dal calo nell’Industria e servizi, dove i casi passano da 159 a 141. In Agricoltura, invece, le denunce mortali salgono da otto a 17; nel Conto Stato passano da uno a due.

A livello geografico, aumentano nel Nord-Ovest, da 39 a 45, e nelle Isole, da 17 a 20. Diminuiscono invece nel Nord-Est, da 45 a 40, al Centro, da 38 a 33, e al Sud, da 29 a 22.

Le denunce mortali in itinere delle lavoratrici si riducono da 28 a 23, mentre quelle dei lavoratori scendono da 140 a 137. Diminuiscono i casi degli italiani, da 130 a 113, e aumentano quelli degli stranieri, da 38 a 47.

Per età, aumentano le denunce mortali nella fascia tra 25 e 44 anni, da 51 a 59, e tra 60 e 69 anni, da 21 a 30. Si rilevano invece riduzioni per i lavoratori tra 45 e 59 anni, da 73 a 55, e per gli under 25, da 17 a 12.

Infortuni degli studenti oltre 52 mila

L’Inail dedica una sezione separata agli infortuni degli studenti, a seguito dell’estensione della tutela assicurativa agli alunni delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado.

Nei primi sette mesi del 2026 sono state presentate 52.744 denunce di infortunio relative a studenti, il 5,6% in più rispetto alle 49.970 del corrispondente periodo del 2025. Gli infortuni degli studenti rappresentano il 14% del totale delle denunce pervenute all’Istituto.

Di queste denunce, 597 riguardano studenti coinvolti nei percorsi di formazione scuola-lavoro: il dato si dimezza rispetto a luglio 2025. Il 97% delle denunce riguarda infortuni avvenuti durante le attività scolastiche, mentre il 3% è riferito a eventi in itinere.

Il 42% dei casi interessa studentesse e il 58% studenti. Tre denunce su quattro riguardano minori di 15 anni, mentre il restante quarto riguarda studenti di almeno 15 anni.

La Lombardia concentra il 24% delle denunce nazionali, con un incremento del 9,3% rispetto al 2025. Seguono Emilia-Romagna, con il 13% del totale e +13,3%, Veneto, con il 12% e +2,8%, e Piemonte, con il 10% e +3,9%.

Il 94% delle denunce riguarda studenti delle scuole statali, mentre il 6% interessa scuole non statali e private. I casi mortali denunciati sono 13, contro i sette rilevati nello stesso periodo del 2025. Anche in questo caso, l’Inail richiama la provvisorietà dei dati, in particolare per i sinistri mortali e per quelli connessi alla formazione scuola-lavoro.

Malattie professionali: quasi 70 mila denunce

Il dato più rilevante dell’aggiornamento riguarda le malattie professionali. Nei primi sette mesi del 2026, le denunce protocollate dall’Inail sono state 69.796, con un incremento di 9.939 casi rispetto alle 59.857 registrate nel pari periodo del 2025.

La crescita è pari al 16,6% e interessa tutte le gestioni assicurative. L’aumento interessa tutte le aree territoriali: Nord-Ovest, +18,1%; Centro, +17,8%; Isole, +16,2%; Nord-Est, +15,6%; Sud, +15,4%.

Le denunce presentate da lavoratori uomini aumentano da 44.382 a 51.731, con 7.349 casi in più e un incremento del 16,6%. Per le lavoratrici, le denunce passano da 15.475 a 18.065, con 2.590 casi aggiuntivi e una crescita del 16,7%.

Aumentano sia le denunce dei lavoratori italiani, da 54.410 a 63.274, +16,3%, sia quelle dei lavoratori stranieri, da 5.447 a 6.522, +19,7%.

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e le malattie dell’orecchio restano le principali tipologie di malattia professionale denunciate. Seguono i tumori e le patologie del sistema respiratorio.

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