Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

La Bce alza i tassi dal 2,25 al 2,5% per rispondere ai rischi al rialzo sull’inflazione legati al conflitto in Medio Oriente e al rincaro dell’energia. Si tratta del secondo aumento della banca centrale dopo quello di giugno. I mercati ritengono che i rialzi proseguiranno nei prossimi mesi: gli operatori monetari vedono altre tre strette entro marzo-aprile. «Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull’inflazione che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell’obiettivo per un periodo prolungato», ha spiegato la Bce che ieri ha alzato anche le stime su carovita (per il 2027 e 2028) e crescita (per quest’anno e il prossimo) nell’Eurozona. La presidente Lagarde ha detto in conferenza stampa a Berlino (in una riunione ospitata dalla Bundesbank) che l’inflazione resterà «ben al di sopra del target fino alla prima metà del 2027» e dovrebbe tornare intorno all’obiettivo del 2% «verso la fine del 2027».I
La nuova Mps targata Intesa-Unipol manterrà il marchio e la sede centrale a Siena, mentre per Generali saranno difese la stabilità dell’azionariato e l’indipendenza. Sono le due garanzie messe sul tavolo dal consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina nel giorno in cui i soci della banca hanno dato un via libera quasi unanime all’aumento di capitale a servizio dell’opas sul Montepaschi. «Oltre cinque secoli di storia hanno creato un legame straordinario con Siena, la Toscana, le persone, le imprese e le comunità di questi territori», ha spiegato Messina nel messaggio scritto rivolto ai soci e al mercato al termine dell’assemblea. Per questo motivo, ha assicurato, «vogliamo preservare e valorizzare questa identità e il legame con Siena all’interno di un progetto industriale più ampio». In caso di successo dell’opas, è previsto «il successivo coinvolgimento di Unipol per la creazione del secondo gruppo bancario nel nostro Paese, con una forte base azionaria italiana, il mantenimento del marchio Mps e della sede centrale a Rocca Salimbeni».
Ieri Mps ha depositato presso la Consob i documenti di offerta relativi alle due ops su Banco Bpm e Banca Generali, mentre il cda di Unicredit ha varato l’aumento di capitale a servizio dell’offerta su Commerz. Per Siena il deposito, effettuato il 9 settembre, apre ora la fase istruttoria dell’autorità di vigilanza, al termine della quale i documenti potranno essere pubblicati. Con il deposito vengono messi nero su bianco anche i rapporti di concambio. Per Banco Bpm, Mps riconoscerà 1,567 proprie azioni di nuova emissione per ogni titolo portato in adesione. Per Banca Generali il rapporto è invece di 6,958 nuove azioni Mps per ciascuna azione consegnata. In entrambi i casi i nuovi titoli avranno godimento regolare, le stesse caratteristiche delle azioni ordinarie Mps già in circolazione e saranno quotati su Euronext Milan. Il passaggio alla Consob segna quindi l’ingresso delle due operazioni nella fase regolamentare vera e propria. Non significa però che le offerte siano già aperte: i documenti saranno pubblicati soltanto al termine dell’istruttoria prevista dall’articolo 102 del Testo unico della finanza. Sarà allora disponibile la descrizione completa delle condizioni e delle modalità di adesione e potrà essere definito il percorso verso l’avvio delle offerte.
Le prospettive internazionali rimangono incerte e il perdurare dei conflitti, in particolare quello tra Stati Uniti e Iran, continua ad avere effetti negativi sulle catene di approvvigionamento globali. Tuttavia in Italia prosegue la fase di espansione iniziata nel terzo trimestre del 2025: tra aprile e giugno il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti, sostenuto da consumi privati e investimenti. Ecco che la variazione acquisita del pil è stata rivista al rialzo al +0,8%. Questa la fotografia scattata dalla nota sull’andamento dell’economia italiana diffusa dall’Istat. L’incremento dei prezzi dei beni energetici alimenta un’accelerazione dell’inflazione: ad agosto le stime preliminari parlano di un +3,2% su base annua.
Il mercato immobiliare italiano risulta tendenzialmente stabile: tra aprile e giugno 2026 le compravendite di abitazioni sono cresciute appena dello 0,1% in più rispetto allo stesso periodo 2025. Un segno positivo riconducibile in particolare alle compravendite realizzate nei Comuni capoluogo (+0,5%) e nelle aree del Sud e del Nord-Ovest. Questo emerge dai dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate. Tra le grandi città, Napoli registra la crescita più significativa (+4,2%), seguita da Genova (+2,9%). Milano si conferma stabile, mentre Roma chiude con un lieve incremento dello 0,4%. Nello stesso periodo, le compravendite di abitazioni di nuova costruzione crescono del 15,6%, mentre quelle relative a immobili esistenti registrano una flessione dello 0,8%.

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