ARBITRO ASSICURATIVO

La Decisione n. 647 del 10 luglio 2026 chiarisce chi è l’assicurato nella garanzia accessoria infortuni del conducente e perché il contraente può restare privo di tutela in caso di morte del convivente alla guida del veicolo

Autore: Leandro Giacobbi
ASSINEWS 389 – Ottobre 2026

La Decisione n. 647 del 10 luglio 2026 affronta un tema ricorrente nelle polizze R.C. auto: chi è davvero l’assicurato nella garanzia accessoria infortuni del conducente? Il caso nasce dalla richiesta di indennizzo avanzata dal contraente di una polizza dopo la morte della convivente more uxorio, che si trovava alla guida del veicolo: la compagnia ha negato la prestazione, sostenendo che l’indennizzo per il caso morte spetta agli eredi del conducente e non al contraente.

Il tema in generale

Indipendentemente dai contenuti del ricorso, è utile approfondire la struttura della garanzia. La polizza/garanzia infortuni del conducente è una tipica assicurazione per conto altrui: viene sottoscritta dal contraente (solitamente il proprietario del veicolo) a beneficio del soggetto che, al momento del sinistro, riveste la qualità di conducente. Quando il sinistro provoca lesioni, la prestazione non pone particolari problemi: l’indennizzo è liquidato all’infortunato, che è al tempo stesso l’assicurato e il portatore dell’interesse tutelato. La criticità emerge invece in caso di morte del conducente. L’indennizzo previsto per il caso morte non viene liquidato al contraente, perché la garanzia individua come beneficiari i soli eredi dell’assicurato. Qui si annida un problema strutturale di prodotto: nella garanzia accessoria alla R.C. auto l’assicurato non è identificabile ex ante -è “chiunque guidi il veicolo” – e questo rende tecnicamente difficile prevedere una designazione di beneficiario.

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