Si chiude in positivo (3,6 mld) il saldo tra entrate (premi) e uscite (pagamenti per riscatti, scadenze, rendite e sinistri) del mercato vita in Italia, segnando un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025, quando la raccolta netta si attestava a € 2,9 mld. Tale andamento, secondo quanto riporta ANIA, è riconducibile alla più sostenuta riduzione delle uscite (-2,6%), dovuta al calo degli importi riscattati nel ramo I, a fronte di una flessione più contenuta dei premi complessivi (-1,2% su base annua), concentrata soprattutto nel ramo I. Il flusso netto del II trimestre 2026 è superiore di € 0,2 mld rispetto al valore registrato nel trimestre precedente ma inferiore di oltre € 0,6 mld rispetto al II trimestre 2025.
I premi contabilizzati in leggero calo
Nel I semestre 2026 i premi contabilizzati scendono a € 60,6 mld, in calo dell’1,2% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, quando si registrava un incremento annuo del 10,5%.
L’ammontare dei premi contabilizzati (che per l’86% è generato dall’emissione di nuovi contratti o dall’introito di premi unici aggiuntivi relativi a polizze già in essere) è costituito per l’84% da premi unici (in diminuzione del 2,1% rispetto al I semestre 2025) e per il restante 16% da premi periodici, di cui il 3% sono premi di prima annualità (+0,3%) e il 13% premi di annualità successive (+4,4%).
Rallentano i riscatti
Nel I semestre 2026 l’ammontare complessivo delle uscite è risultato pari a € 57,0 mld, in riduzione del 2,6% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. La quota prevalente delle uscite è derivata dai riscatti e dagli altri rimborsi, pari al 73% dei pagamenti complessivi, per un ammontare di € 41,9 mld, in calo del 5,1% rispetto al I semestre 2025.
I sinistri per decesso e altri eventi attinenti alla vita umana coperti dalle polizze vita hanno registrato nello stesso periodo importi ancora significativamente alti (€ 8,9 mld) rispetto al periodo pre-pandemia, pari al 16% delle uscite totali e in aumento dell’11,0% rispetto al I semestre 2025. Le scadenze e le rendite maturate, comprensive della variazione delle riserve per somme da pagare, hanno evidenziato invece una contrazione del 2,5%, con un’incidenza sulle uscite totali che si attesta all’11% (€ 6,1 mld).
Per i riscatti, ANIA analizza l’andamento rapportando il loro importo mensile (sulla base dei dati stimati dalla rilevazione ANIA relativa ai flussi mensili vita) all’ammontare medio delle riserve matematiche – voce di bilancio meno volatile negli anni rispetto al volume dei premi (cfr. Fig. 2). Questo indicatore evidenzia nel I semestre 2026 una fase iniziale di crescita, con il rapporto che raggiunge circa lo 0,9% nei mesi di febbraio e marzo, seguita da un’inversione di tendenza nel secondo trimestre, quando l’indicatore si è attestato mediamente intorno allo 0,75%.
Le riserve tecniche vita, comprensive anche della riserva per somme da pagare, alla fine di giugno 2026 sono state pari a € 912,9 mld, in aumento del 5,4% rispetto all’analogo periodo del 2025.
L’incidenza dei premi contabilizzati sulle riserve si è attestata al 6,6% (7,1% nel I semestre 2025). In particolare, il 63% delle riserve complessive deriva da impegni assunti nel ramo I mentre il 32% è afferente a polizze di ramo III. Analizzando la concentrazione delle riserve tecniche tra le imprese di assicurazione operanti in Italia a fine giugno 2026, si osserva che il 58% dell’intero ammontare è detenuto dalle prime cinque compagnie, quota che sale al 77% includendo le successive cinque.
Nel I semestre 2026 la variazione dello stock delle riserve rispetto alla fine dell’esercizio 2025 è risultata positiva per € 23,2 mld, nonostante un saldo tecnico positivo per € 3,6 mld, attribuibile principalmente alla rivalutazione degli attivi sottostanti alle polizze di ramo III. Un’analisi più approfondita dei dati evidenzia che il 57% delle imprese, rappresentative del 49% del mercato in termini di premi contabilizzati nel 2025, ha registrato nel I semestre 2026 un flusso netto positivo e che il 49% delle imprese (per una quota premi pari al 44%) ha ottenuto un risultato migliore della media dell’indicatore (+0,40%) calcolato rapportando il flusso netto totale alla giacenza media delle riserve complessive.
Analisi per ramo e tipologia di prodotto
Nel I semestre 2026 il ramo I ha registrato un flusso netto positivo per € 1,4 mld, in ulteriore miglioramento rispetto a € 1,3 mld dell’analogo periodo del 2025. Tale andamento è il risultato di una raccolta premi pari a € 36,6 mld, in diminuzione del 5,4% rispetto al I semestre dell’anno precedente (per l’85% costituita da premi unici), accompagnata da una contrazione degli oneri complessivi del 5,8%, attestatisi a € 35,2 mld. L’incidenza dei premi di nuova produzione è pari all’89% del totale premi contabilizzati di tale ramo. Gli oneri pagati hanno rappresentato il 6,2% delle riserve del ramo.
Relativamente al ramo III, nel I semestre 2026 la raccolta netta è stata positiva e pari a € 1,4 mld (€ 0,6 mld nello stesso periodo dell’anno precedente); tale risultato è attribuibile all’aumento della raccolta premi (+8,5% rispetto al I semestre 2025), per un importo pari a € 20,9 mld (di cui l’85% a premio unico), a fronte di una crescita più contenuta del totale degli oneri (+4,2% rispetto al I semestre 2025), per un ammontare pari a € 19,4 mld, di cui l’81% costituito da riscatti e altri rimborsi. L’incidenza dei premi di nuova produzione è pari all’85% del totale premi contabilizzati di tale ramo mentre l’onere complessivo per riscatti, scadenze e sinistri rappresenta nel ramo III il 6,8% delle riserve.
Nel I semestre il saldo registrato per i prodotti multiramo complessivi è stato positivo per € 5,2 mld, in diminuzione rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente quando era pari a € 7,4 mld. Il volume dei premi contabilizzati è stato pari a € 23,4 mld, in calo dell’8,1% rispetto ai primi sei mesi del 2025, con un’incidenza sul totale premi vita che si attesta al 39%. L’ammontare complessivo delle uscite è stato pari a € 18,3 mld, il 32% del totale oneri vita e in lieve aumento rispetto al I semestre 2025 (+0,9%). Le riserve tecniche dei prodotti multiramo a fine giugno 2026 sono state pari a € 280,5 mld (il 31% del totale riserve vita), di cui l’87% relativo ai cosiddetti prodotti multiramo puri – esclusi quelli previdenziali e PIR, in crescita dell’8,9% su base annua.
Le forme pensionistiche individuali e collettive hanno registrato da gennaio una raccolta premi pari a € 6,0 mld (-7,0% rispetto al I semestre 2025), mentre le uscite sono state pari a € 4,4 mld (-6,3%), generando un saldo tecnico positivo di € 1,6 mld. Le riserve tecniche sono ammontate a € 124,1 mld, il 10% delle riserve complessive dei rami vita, in aumento del 10,3% su base annua. Le forme di puro rischio hanno contabilizzato nel I semestre 2026 un flusso netto positivo pari a € 1,5 mld, a fronte di un volume premi di € 1,9 mld, mentre nello stesso periodo i PIR (Piani Individuali di Risparmio) hanno registrato una raccolta netta positiva per € 0,6 mld, con una raccolta premi di € 0,8 mld.
Per quanto attiene la distribuzione, la principale forma di intermediazione, in termini di volume premi, si conferma il canale degli sportelli bancari e postali, con un ammontare pari a € 36,6 mld (+2,3% rispetto ai primi sei mesi del 2025) e una quota del 60% sul totale dei premi vita. Nel dettaglio, i rami in cui tale canale registra la maggiore incidenza sono il ramo I (65%) e il ramo III (57%), oltre a commercializzare il 72% delle polizze multiramo pure (escluse quelle previdenziali e PIR) e l’85% dei PIR. Volumi di business più contenuti per gli sportelli bancari e postali si osservano invece nel ramo VI (22%), dove è più alta la presenza della vendita diretta con una quota di mercato pari al 49% (il 44% invece per la raccolta premi attinenti a forme pensionistiche individuali e collettive).
La vendita diretta ha raccolto un ammontare complessivo di premi pari a € 6,0 mld, il 10% del totale premi vita (quarto canale di intermediazione per volume premi), registrando un decremento dell’11,8% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente; le polizze di ramo I ammontano a € 3,7 mld e costituiscono il 10% del volume premi afferenti a tale ramo.
Il secondo canale di intermediazione risulta essere quello relativo ai consulenti finanziari abilitati, con una quota di mercato pari al 16% e un volume premi di € 10,0 mld (-5,0% rispetto al I semestre 2025), di cui € 6,5 mld relativi a polizze unit-linked (il 31% dei premi di ramo III). Le polizze di ramo I rappresentano essenzialmente la restante quota di mercato del canale e costituiscono il 9% del volume premi afferenti a tale ramo.
Il terzo canale di intermediazione per raccolta premi è quello relativo agli agenti, con una quota di mercato pari al 12% e un ammontare di € 7,4 mld (stazionario rispetto al I semestre 2025), prevalentemente relativi a polizze di ramo I (il 14% dei premi di tale ramo). Le polizze di ramo IV, seppur ancora scarsamente commercializzate in Italia, sono state vendute principalmente da questo canale (il 65%). La vendita diretta a distanza e Broker nel I semestre 2026 hanno contabilizzato un volume premi complessivo di € 0,6 mld, prevalentemente di ramo I.
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