Il mercato riassicurativo globale entra nella prossima fase del ciclo con capitale abbondante, redditività ancora superiore al costo del capitale e rating medi elevati, ma con una pressione crescente su prezzi, condizioni contrattuali e margini tecnici. È questa la sintesi del nuovo Global Reinsurance Sector View 2026 di S&P Global Ratings, pubblicato il 2 settembre, che conferma un outlook settoriale stabile pur prevedendo un progressivo deterioramento della performance P&C nel 2026-2027.
Capacità record e tariffe in discesa
L’agenzia conferma l’eccesso di capacità disponibile, alimentato sia dai riassicuratori tradizionali sia dal capitale alternativo: catastrophe bond, sidecar e altre forme di insurance-linked securities. Per S&P, questa disponibilità di capitale continuerà a favorire i cedenti anche nelle prossime stagioni di rinnovo, ma si tradurrà in ulteriore competizione fra riassicuratori.
Nel 2026, i rinnovi riassicurativi e retrocessionari hanno già mostrato riduzioni tariffarie a doppia cifra in molte linee e aree geografiche. Swiss Re, Munich Re e Hannover Re hanno segnalato diminuzioni dei prezzi corrette per il rischio nell’ordine del 3%-5% sui rispettivi portafogli. Il fenomeno è stato particolarmente marcato nel property catastrophe, con tagli diffusi in Nord America, Europa e Asia.
S&P si attende che la pressione prosegua nel 2027, potenzialmente con cali di entità analoga a quelli osservati nel 2026, anche in uno scenario in cui le grandi perdite naturali restino entro i budget annuali. Il rischio non riguarda soltanto il premio: una maggiore concorrenza potrebbe gradualmente indebolire anche alcune condizioni contrattuali, comprese clausole di copertura e livelli di attachment point.
Per i cedenti, ciò significa un mercato potenzialmente più favorevole nell’acquisto di protezione riassicurativa. Per i riassicuratori, invece, la prova sarà evitare che l’incremento dei volumi compensi solo apparentemente l’erosione della redditività tecnica.
Margini in calo, ma redditività ancora adeguata
La previsione di S&P non è quella di una crisi reddituale, bensì di una normalizzazione dopo gli ottimi risultati conseguiti dal settore dal 2023. L’agenzia stima che il combined ratio netto dei riassicuratori P&C, pari all’89% nel 2025, salirà a circa 92%-95% nel 2026 e a 94%-97% nel 2027. In altri termini, i margini tecnici sono destinati a restringersi di circa 2-4 punti percentuali nell’arco del biennio, assumendo che le perdite catastrofali si mantengano in linea con i budget.
| Indicatore | 2025 | Previsione 2026 | Previsione 2027 |
| Combined ratio netto | 89,0% | 92%-95% | 94%-97% |
| Return on equity | 19,1% | 12%-15% | 10%-13% |
| Rendimento netto degli investimenti | 3,8% | 3,5%-4,0% | 3,5%-4,0% |
| Impatto catastrofi sul combined ratio | 5,0% | 6%-8% | 6%-8% |
Nonostante l’attenuazione attesa, S&P ritiene che il settore continuerà a produrre rendimenti superiori al proprio costo del capitale anche nel 2027. A sostenere i risultati concorrono tre elementi: combined ratio ancora tecnicamente favorevoli, reddito finanziario netto robusto e contributo stabile del comparto vita.
Il rendimento degli investimenti, in particolare, resta un importante ammortizzatore del ciclo assicurativo: il portafoglio del settore mantiene un’impostazione prudente, con oltre il 70% degli investimenti in reddito fisso nel 2025; di tale quota, più del 74% presenta rating almeno pari ad “A” e il 91% almeno pari a “BBB-”.
Catastrofi e riserve restano il rischio principale
La solidità patrimoniale non elimina i rischi strutturali del comparto. Per S&P, l’esposizione alle catastrofi naturali e la volatilità nello sviluppo delle riserve restano le principali fonti di vulnerabilità, più rilevanti dei rischi finanziari presenti negli attivi.
Nel primo semestre 2026, le perdite assicurate da catastrofi naturali sono state stimate da Swiss Re in circa 42 miliardi di dollari, sotto la media decennale di 50 miliardi. Tuttavia, terremoti, ondate di calore, incendi boschivi e uragani recenti confermano la rilevanza degli eventi estremi e della crescente frequenza di rischi secondari, quali incendi e tempeste convettive severe.
Il budget complessivo per le catastrofi naturali nel 2026 della coorte di riassicuratori analizzata da S&P è pari a circa 21,5 miliardi di dollari. La valutazione dell’agenzia è che il settore disponga comunque di risorse sufficienti per sopportare perdite industriali superiori a 300 miliardi di dollari senza che la capitalizzazione della coorte scenda sotto la soglia di adeguatezza al livello di confidenza del 99,99%.
La robustezza deriva anche dagli utili accumulati. Nel 2025 il campione esaminato ha prodotto oltre 50 miliardi di dollari di utile netto e ha restituito più di 20 miliardi agli azionisti attraverso dividendi e riacquisti di azioni. La ridondanza di capitale al livello più elevato di confidenza è inoltre salita all’11%, dal 10% dell’anno precedente.
Accanto ai fenomeni naturali, resta aperto il tema della social inflation nelle linee casualty statunitensi. Le dinamiche di aumento dei risarcimenti, l’incertezza giudiziaria e la volatilità delle riserve hanno già richiesto rafforzamenti prudenziali da parte di diversi operatori. Secondo S&P, prezzi più alti e accantonamenti aggiuntivi hanno mitigato parte della pressione, ma non hanno rimosso le cause profonde del rischio.
Un elemento di stabilizzazione proviene dalla riassicurazione vita. Il comparto, caratterizzato da elevate barriere all’ingresso, maggiore concentrazione e minore sensibilità alle dinamiche di capacità rispetto al P&C, dovrebbe generare un ROE medio del 12%-14% nel 2026-2027. Questa componente contribuisce a diversificare gli utili dei grandi gruppi globali.
Le opportunità di sviluppo non mancano. S&P richiama il protection gap, stimato attorno al 60% delle perdite economiche da eventi naturali nel primo semestre 2026, e individua aree di possibile espansione in:
- cyber risk, dove la riassicurazione è destinata a restare il principale assorbitore del rischio di accumulazione;
- energie rinnovabili;
- data center e infrastrutture digitali;
- coperture parametriche, ad esempio contro la siccità;
- trasferimento del rischio longevità e soluzioni di gestione del capitale, soprattutto in alcuni mercati asiatici a bassa penetrazione assicurativa.
La sfida sarà però selezionare la crescita. In un mercato soft, la disponibilità di capacità può spingere gli operatori ad ampliare esposizioni e ad accettare condizioni meno protettive. S&P sottolinea quindi l’importanza di underwriting disciplinato, gestione attiva del portafoglio e capacità di modificare rapidamente appetito al rischio e impiego del capitale.
L’AI avanza, ma sotto stretta governance
Il report dedica spazio anche all’adozione dell’intelligenza artificiale. Tutti i riassicuratori coinvolti nel sondaggio di S&P dichiarano di avere l’AI già inclusa nella strategia aziendale oppure in fase di implementazione. Le applicazioni oggi più rilevanti sono le funzioni interne di supporto e l’automazione dei processi, seguite dal risk management, mentre risultano meno diffuse le iniziative rivolte allo sviluppo di nuovi prodotti e servizi.
Tra gli impieghi concreti figurano automazione dell’underwriting e della gestione sinistri, rinnovi di polizza, elaborazione di fatture, attività HR, assistenza IT interna, rilevazione delle frodi, analisi predittiva del rischio catastrofale e monitoraggio operativo in tempo reale.
La diffusione non appare tuttavia priva di cautele. Il 78% dei partecipanti al sondaggio ha già istituito un framework di governance dell’AI; il restante 22% lo sta sviluppando. Tutti gli intervistati segnalano inoltre l’esistenza di procedure per individuare, monitorare e mitigare fallimenti o violazioni dei modelli. Sicurezza, riservatezza dei dati e conformità normativa sono indicate come le principali criticità; la mancanza di trasparenza nelle decisioni automatizzate è percepita come un rischio dal 100% del campione, mentre il rischio di informazioni errate o fuorvianti dal 75%.
Un mercato stabile, ma più selettivo
Il giudizio complessivo di S&P resta stabile: l’85% del gruppo di riferimento dispone di outlook stabile, il 10% di outlook positivo e solo il 5% di outlook negativo. La qualità creditizia resta elevata, con rating medi nella fascia alta della categoria “A”.
Il messaggio per il mercato è quindi duplice. Da un lato, la riassicurazione globale entra nel 2027 con bilanci robusti, buona liquidità, forte capitale e fonti di utile diversificate. Dall’altro, il contesto competitivo rende meno probabile la prosecuzione degli eccezionali margini recenti.
Nella nuova fase del ciclo non sarà la disponibilità di capitale a distinguere gli operatori, bensì la capacità di usarlo con disciplina: difendere struttura e qualità dei trattati, controllare le esposizioni catastrofali e casualty, evitare una crescita inefficiente e sfruttare i nuovi rischi assicurabili senza trasformarli in nuove concentrazioni di rischio.
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