di Francesco Sottile.
Il 24 agosto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA) 2026-2028, che rappresenta un passaggio strategico per il Servizio Sanitario Nazionale. Il nuovo Piano segna infatti il passaggio da un modello prevalentemente orientato all’incremento dell’offerta sanitaria a un approccio centrato sul governo della domanda, sull’appropriatezza prescrittiva, sulla presa in carico del paziente, sull’integrazione tra pubblico e privato e sul monitoraggio digitale dei percorsi di cura.
I precedenti Piani nazionali, compreso il PNGLA 2019-2021, avevano già evidenziato la necessità di intercettare il reale bisogno di salute, ridurre le prescrizioni inappropriate, rendere sostenibile la domanda di prestazioni e garantire l’erogazione dei LEA. Tuttavia, nella fase attuativa, gran parte delle Regioni ha concentrato gli interventi soprattutto sul versante dell’offerta, attraverso l’aumento delle sedute ambulatoriali, l’incremento delle prestazioni e il recupero delle liste arretrate.
Tale impostazione si è sviluppata in un contesto caratterizzato dalla limitata disponibilità di strumenti in grado di misurare il bisogno sanitario inesplorato, analizzare in modo strutturato la domanda effettiva, valutare l’appropriatezza delle prescrizioni e supportare una programmazione predittiva dei servizi sanitari.
Il PNGLA 2026-2028 introduce pertanto un cambio di paradigma significativo: l’obiettivo non è soltanto aumentare la capacità produttiva del sistema, ma governare in maniera più efficace e sostenibile i bisogni di salute della popolazione, orientando le risorse verso percorsi assistenziali appropriati, integrati e monitorabili.
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