Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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La decisione con cui la Commissione Europea ha qualificato ChatGpt come «motore di ricerca online di dimensioni molto grandi» segna un passaggio più profondo: l’intelligenza artificiale generativa non viene più osservata solo come tecnologia che produce contenuti ma come infrastruttura capace di organizzare l’accesso alla conoscenza. Le nuove obbligazioni dovranno essere rispettate entro fine 2026 e il punto più interessante riguarda ChatGpt. La Commissione lo descrive come un servizio ibrido: un sistema di intelligenza artificiale che dialoga con gli utenti e risponde alle loro richieste anche effettuando ricerche sul web. È questa funzione a consentirne la qualificazione come motore di ricerca ai sensi del Digital Services Act. ChatGpt entra così nella stessa categoria giuridica di Google Search e Bing, sebbene architettura, funzionamento e modo in cui influenza l’utente siano radicalmente diversi. Il motore di ricerca tradizionale presenta una pluralità di collegamenti e lascia all’utente la scelta della fonte da consultare. L’assistente generativo tende invece a restituire una risposta unica, sintetica e linguisticamente autorevole. Non ordina solo le informazioni: le seleziona, le combina e le trasforma in una narrazione. Il potere di intermediazione non scompare; diventa meno visibile.
Il mercato italiano dell’auto continua a crescere ad agosto. Nel mese sono state immatricolate 69.411 vetture, il 3,15% in più rispetto alle 67.290 di agosto 2025. Nei primi otto mesi le registrazioni raggiungono 1.129.596 unità, in crescita dell’8,54% su base annua. Unrae stigmatizza tuttavia un «rallentamento» nella dinamica di crescita. Sul fronte dell’elettrico, secondo Motus-E in agosto le immatricolazioni di vetture full electric sono state 4.377, in aumento del 33,8%, con una quota salita dal 4,8% al 6,3%. Da gennaio le Bev raggiungono 90.381 unità (+68,2%) e l’8% del mercato. Resta però ampio il ritardo rispetto agli altri grandi Paesi europei: a luglio la quota elettrica era del 35% in Francia, del 29,4% in Germania, del 27,6% nel Regno Unito e del 10,8% in Spagna, contro il 6,1% italiano.
l premio medio per assicurare un veicolo a quattro ruote in Italia lo scorso luglio è stato pari a 646,97 euro, in calo dell’1,3% su base annua. È quanto emerge da un analisti condotta dall’Osservatorio Rc auto di Facile.it. Su base territoriale, il calo più consistente è stato rilevato in Abruzzo, dove il premio medio è sceso del 5,4%. Al secondo posto si posiziona la Sardegna (-4,4%), seguita da Marche e Calabria (-2,8%), Toscana (-2,7%), Puglia (-2,4%) e Campania (-2,3%). Sul fronte opposto, il Trentino-Alto Adige vede l’aumento maggiore del prezzo delle polizze Rc Auto (+6,5%), seguito a pari merito dal Friuli-Venezia Giulia e dalle Sicilia, che hanno entrambe registrato un rincaro tendenziale del 2,2%.
L’inflazione sale al 3,3% ad agosto nell’Eurozona rispetto al 2,9% di luglio, raggiungendo così il livello più alto da settembre 2023 e rafforzando le aspettative di un aumento dei tassi Bce nella riunione del 10 settembre. È quanto emerge dalla stima preliminare di Eurostat. L’aumento del valore su base annua è stato in linea con le attese degli analisti e risente dell’aumento dei prezzi dell’energia (+14,3%, dal +10,3% di luglio) legato al conflitto in Medio Oriente. La buona notizia, come ha osservato anche il presidente della Bundesbank Joachim Nagel, è che l’inflazione di fondo, al netto di energia e cibo, è scesa al 2,4% (dal 2,5% di luglio). Questo vuol dire che per il momento gli aumenti di gas e petrolio non si stanno trasferendo in misura rilevante agli altri prezzi. Anche il dato nei servizi è calato al 3% (dal 3,3%). Il carovita alimentare è rimasto stabile all’1,2%. I mercati scontano un rialzo dei tassi Bce dal 2,25% al 2,5% il 10 settembre e vedono altre due strette l’anno prossimo (entro febbraio e poi entro luglio).

Sulla responsabilità e le funzioni dei segretari comunali è scontro tra le sezioni di appello e di primo grado della Corte dei conti, mentre il “dolo eventuale” approda come leva per superare le limitazioni all’imputabilità scaturenti dalla legge 1/2026. La sentenza della Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per la Liguria n. 57/2026 è in chiara antitesi con le conclusioni recenti della Sezione I Centrale di appello n. 176/2026. Quest’ultima, ribaltando il giudizio di primo grado, ha mandato assolto il segretario comunale dalla ipotesi di accusa di danno erariale consistente nel non aver svolto le necessarie funzioni di controllo e anche sostitutive volte a scongiurare il mancato introito di sanzioni amministrative. La sentenza della Sezione Liguria, al contrario, occupandosi di una vicenda simile, addebita al segretario comunale (oltre che al responsabile finanziario) il danno erariale scaturente dalla mancata riscossione dei tributi comunali. Il punto sul quale le pronunce di primo grado divergono da quelle di appello concerne la corretta qualificazione delle funzioni del segretario comunale. La domanda a cui rispondere è se tale soggetto abbia o meno la competenza a svolgere direttamente, o in via sostitutiva, funzioni di amministrazione attiva e gestionali o, comunque, di incidere direttamente e in modo pervasivo sui dirigenti o responsabili, mediante attività di controllo puntuali.

Il settore automotive rappresenta storicamente uno dei pilastri dell’industria manifatturiera europea e italiana, con un ruolo rilevante sia in termini di produzione industriale sia di occupazione e innovazione tecnologica. A livello europeo, il comparto contribuisce in maniera significativa al valore aggiunto industriale, arrivando a rappresentare circa l’8% del PIL continentale e coinvolgendo direttamente e indirettamente quasi 14 milioni di lavoratori. In Italia, l’industria automobilistica mantiene una rilevanza economica significativa nonostante le profonde trasformazioni attraversate negli ultimi due decenni. La filiera estesa dell’automotive costituisce ancora uno dei principali comparti industriali del Paese, contribuendo per circa il 6% sia all’occupazione nazionale sia al prodotto interno lordo. Tuttavia, il posizionamento competitivo dell’Italia nel settore si è progressivamente ridimensionato. La produzione nazionale di veicoli si è significativamente ridotta rispetto ai livelli dei primi anni Duemila, con il Paese che oggi occupa una posizione meno centrale nella geografia produttiva europea. Parallelamente, il sistema produttivo italiano continua a mantenere un ruolo importante nella componentistica, segmento in cui il Paese conserva competenze industriali e tecnologiche consolidate e una forte integrazione nelle catene del valore europee e globali.
L’emergenza incendi non concede tregua alla Sicilia neppure all’inizio di settembre. È morto all’alba di ieri all’ospedale Civico di Palermo Salvatore Giglia, il 26enne rimasto gravemente ustionato nei giorni scorsi mentre cercava di spegnere le fiamme divampate nei pressi della sua abitazione a Ciminna. E mentre nel Palermitano si piange la prima vittima di questa nuova ondata di roghi, a Taormina le fiamme hanno raggiunto le aree abitate. Gli ultimi episodi aggravano un bilancio già pesantissimo. Secondo i dati illustrati dal Corpo forestale regionale in commissione Ambiente all’Ars, tra luglio e agosto in Sicilia sono stati registrati 8.113 incendi, una media di circa 135 al giorno. Soltanto tra venerdì e lunedì i Vigili del fuoco hanno effettuato oltre 800 interventi, mentre nel fine settimana la Regione ha contato 198 incendi.  L’ultima ricognizione disponibile, elaborata a metà agosto, portava a circa 629 milioni la prima stima complessiva dell’impatto dei roghi. Una cifra composta da circa 50 milioni per danni a edifici, attività produttive e infrastrutture e per gli interventi di sicurezza; 159 milioni di danni alle aziende agricole; 263 milioni al patrimonio boschivo, alle aree naturali e alla vegetazione; altri 157 milioni necessari per rimboschimento e messa in sicurezza.
Le elevatissime temperature del mare registrate nell’estate 2026 a livelli che qualcuno ha definito quasi “termali” sta letteralmente azzerando la molluschicoltura italiana. A essere colpita è soprattutto la produzione di cozze nell’Alto Adriatico distretto tra i principali al mondo con capofila l’Emilia Romagna che vale, da sola, circa il 60% della produzione italiana di mitili. Ma danni rilevanti sono stati registrati anche in Veneto e Puglia che sono le altre regioni con una produzione di rilievo. «Ad essere a rischio – spiega il vicepresidente di Fedagripesca Emilia Romagna, Vadis Paesanti – non è tanto la campagna 2026 che inizia a marzo e si è conclusa a fine agosto. Ma la prossima. Tra martedì e mercoledì della scorsa settimana abbiamo scoperto che tutti i semi messi a dimora sono stati distrutti. Con una temperatura del mare che è arrivata a 33,28 gradi, di fatto, si sono cotti nell’acqua senza che nessuno però possa mangiarli. Una vera e propria ecatombe per la produzione di cozze visto che l’Emilia Romagna è il primo produttore ma anche il primo fornitore di semi per le altre regioni produttrici. E questo significa anche che abbiamo scarsissime possibilità di rintracciare seme da altre aree per cercare di salvare la stagione. Calcoliamo che circa 200 imprese nella nostra area resteranno senza lavoro con una stima di danni che, al momento, è di almeno 50 milioni. E per questo siamo in contatto con le istituzioni per trovare forme di risarcimento e di ristoro per imprese e lavoratori».

Le violente tempeste invernali non si sono verificate. Di conseguenza, le compagnie assicurative tedesche prevedono perdite inferiori alla media per i disastri naturali quest’anno. Tempeste, grandine, forti piogge e alluvioni hanno causato danni per circa 950 milioni di euro nella prima metà dell’anno, secondo quanto riportato dall’Associazione tedesca delle assicurazioni (GDV) di Berlino. Per l’intero anno 2026, l’associazione prevede perdite totali per disastri naturali pari a 2 miliardi di euro. Questa previsione è inferiore di oltre 1 miliardo di euro rispetto a un anno medio, ipotizzando che non si verifichino ulteriori gravi disastri entro la fine dell’anno. Tuttavia, le compagnie assicurative sottolineano che le previsioni attuali non negano il cambiamento climatico. Jörg Asmussen, CEO della GDV, spiega: “Le basse perdite nella prima metà dell’anno sono state semplicemente una questione di fortuna”. Aggiunge che le statistiche a lungo termine mostrano un aumento degli eventi meteorologici estremi causati dall’aumento delle temperature e dei danni ad essi associati.