Un nuovo studio cofirmato da Reask mostra come analisi previsionali avanzate possano eliminare il rischio di base nelle assicurazioni parametriche, finanziando misure di protezione prima che un uragano raggiunga la terraferma. La ricerca introduce il sistema LiveCyc, progettato per stimare probabilisticamente la distribuzione del vento su scala di quartiere.

Lo studio, pubblicato nel Bulletin of the American Meteorological Society e realizzato da ricercatori di Reask, US Naval Research Laboratory e National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), presenta LiveCyc come un sistema di previsione probabilistica downstream.
Il modello utilizza le previsioni diffuse dalle agenzie meteorologiche e calcola la distribuzione del vento a una risoluzione di un chilometro, riferita anche a singoli quartieri. L’obiettivo è fornire indicazioni utilizzabili per assumere decisioni su siti specifici, accompagnando la stima del fenomeno con una misura della relativa incertezza.
Secondo Thomas Loridan, chief science officer di Reask e autore principale dello studio, chi deve decidere per luoghi determinati necessita sia di un valore riferito a quel sito sia di un’indicazione sull’affidabilità della previsione. La previsione probabilistica su scala di quartiere intende fornire entrambi gli elementi.

Per verificare l’affidabilità del sistema in vista dell’uso nei meccanismi automatici di pagamento, i ricercatori hanno ricostruito le previsioni che LiveCyc avrebbe prodotto prima di 16 importanti approdi negli Stati Uniti tra il 2017 e il 2024.
Tra gli eventi consideriamo figurano gli uragani Laura, Michael, Ian, Ida e Milton. Il test ha utilizzato le previsioni in tempo reale del National Hurricane Center, disponibili prima di ciascun evento, e le ha confrontato con 1.840 osservazioni di raffiche di vento rilevate al suolo.
Nella finestra decisionale di due giorni, ossia tra 30 e 48 ore prima dell’approdo, l’87% delle osservazioni è ricaduto nell’intervallo di confidenza al 90% elaborato dal modello. Lo studio riporta inoltre una distorsione mediana di 0,5 nodi e un punteggio di probabilità classificato continuo pari a 7,5 nodi.
La capacità di generare 1.000 simulazioni a risoluzione di un chilometro costituisce, secondo Reask, la base matematica per strutturare trigger parametrici automatizzati attivabili prima dell’impatto del ciclone.

L’elemento centrale della proposta consiste nell’utilizzare una distribuzione probabilistica, anziché un singolo valore previsionale, per definire il trigger dell’azione protettiva in relazione al suo costo. Lo studio illustra questo approccio attraverso due scenari basati su dati pubblicati relativi a basi navali e sul quadro statunitense Tropical Cyclone Condition of Readiness della US Navy.
L’evacuazione del personale non essenziale risulta economicamente giustificata quando la probabilità di superare raffiche di 60 nodi raggiunge l’8%. La conferma dell’uscita in mare di una nave, invece, viene rinviata fino al raggiungimento di una probabilità del 33%.
Il principio è applicabile, secondo Reask, ogniqualvolta sia possibile confrontare il costo di una misura preventiva con il costo della perdita che essa è in grado di evitare.

David Schmid, global head of data product di Reask, ha spiegato che lo stesso livello probabilistico utilizzato per decidere l’azione preventiva può diventare il trigger di un pagamento parametrico pre-landfall. L’indennizzo sarebbe dimensionato in misura corrispondente al costo della misura da adottare.
In questa struttura, il pagamento è associato alla soglia previsionale che induce l’assicurato ad agire. Quando la copertura si attiva, le misure di protezione vengono avviate e i costi vengono sostenuti, indipendentemente dal fatto che l’uragano colpisca effettivamente il luogo considerato oppure modifichi la propria traiettoria.
Secondo Reask, il collegamento tra trigger e costo della misura preventiva consente di ridurre sostanzialmente il rischio base, cioè il rischio che il pagamento della polizza non corrisponde alla perdita o al costo effettivamente sostenuto.

Reask propone di affiancare al trigger pre-landfall un secondo trigger parametrico post-landfall, basato sull’evento effettivamente verificatosi. In questo modo la copertura potrebbe finanziare sia la fase preventiva sia il recupero successivo all’evento.
Il massimo sarebbe ripartito tra le due componenti in funzione del profilo di costo dell’assicurato. La quota maggiore sarebbe normalmente assegnata al trigger post-landfall, poiché i costi di ripristino e ricostruzione tendono ad essere superiori a quelli sostenuti per le azioni di protezione preventiva.
La componente previsionale finanzierebbe quindi l’azione anticipatoria, mentre quella basata sull’evento realizzato sarebbe destinata alla fase di recupero.

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