Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

Le masse in mano alle reti di consulenza sfondano quota mille miliardi di euro. A fine giugno, spiega l’associazione di settore Assoreti, il patrimonio gestito in Italia è salito a 1.078 miliardi. Un tesoretto cresciuto del 7,4% da fine marzo e del 14,3% dal primo semestre del 2025 grazie al contributo quasi identico dell’attività di raccolta e dell’effetto mercato. A comandare è ancora il gruppo Fideuram (Intesa Sanpaolo) con un totale di 408 miliardi di masse. Seguono Fineco e Banca Mediolanum, quasi appaiate con 148,7 miliardi, e poi Banca Generali con 120 miliardi.
Nuovo esposto in Consob sulla doppia offerta pubblica di scambio di Mps su Banco Bpm e Banca Generali. Dopo quello di Intesa Sanpaolo, ieri all’authority che vigila su Piazza Affari è arrivata la segnalazione di Assoutenti, l’associazione nazionale per la tutela dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici che ha recapitato l’esposto anche in Banca d’Italia. Assoutenti ha chiesto alle authority di svolgere verifiche sulla tempistica e sulle modalità di diffusione delle informazioni rilevanti per il mercato, comprese le indiscrezioni di stampa, e sul rispetto delle regole europee in materia di informazioni privilegiate connesse all’operazione di Rocca Salimbeni. Nel mirino anche le interlocuzioni tra Mps e Banco Bpm precedenti alle operazioni successive: Assoutenti ha chiesto di accertare quali informazioni siano state scambiate e l’adeguatezza dei presidi adottati per gestirle.
Venerdì 28 agosto, in soli dieci minuti, la tromba d’aria che si è abbattuta su Cremona ha distrutto migliaia di alberi, danneggiato chiese, scoperchiato tetti e causato danni a circa diecimila auto. A pochi giorni dall’evento che ha visto cadere chicchi di grandine grossi come palline da tennis, fortunatamente senza vittime, anche le compagnie di assicurazione stanno iniziando a fare la conta dei danni dell’ennesimo evento atmosferico che ha colpito l’Italia. Solo per le auto, stimano in Federcarrozzieri, l’associazione che rappresenta le autocarrozzerie italiane, i danni per le riparazioni variano da 900 euro, per gli interventi più piccoli, ai 10mila euro per i danni più importanti e negli ultimi 10 anni le richieste di intervento per danni alle vetture causati da eventi meteo estremi in Italia sono raddoppiate, aggiungono. In Italia circa due vetture su 10 sono comunque assicurate contro gli eventi meteo estremi, grandine compresa, con una copertura aggiuntiva e facoltativa rispetto alla Rc Auto obbligatoria, calcolano ancora da Federcarrozzieri. Poi ci sono i danni alle abitazioni e alle imprese. Quanto pesano queste esposizioni sulle compagnie?
Aon ha annunciato l’acquisizione della rivale Usi Insurance Services per 17 miliardi di dollari dalla società di private equity Kkr in una delle più grandi operazioni nel settore assicurativo degli ultimi anni. Si tratta di un controvalore equivalente a circa sei volte il capitale inizialmente investito e dovrebbe produrre per il fondo statunitense un flusso di ricavi al netto delle imposte stimato intorno a 3,3 miliardi di dollari, con un utile netto rettificato di circa 2 miliardi di dollari. Usi, che ha sede centrale a Valhalla (New York), è una delle più grandi società di intermediazione e consulenza assicurativa negli Stati Uniti e conta su oltre 10.500 professionisti distribuiti in quasi 200 uffici.
- Chi è responsabile delle ricerche dell’AI a zero click?
Anche quando si tratta di danni da AI il Vecchio Continente va a velocità diversa. Mentre la Commissione Europea propone una direttiva sulla responsabilità per danni da AI e poi la ritira, l’Italia va dritta, adotta una legge di principi e in questi giorni discute uno schema di decreto legislativo che introduce una nuova base giuridica per incardinare la responsabilità civile per danni da AI. Nel frattempo in Germania i giudici ricorrono a categorie classiche per approdare in via preliminare a risultati a dir poco innovativi. A essere contestata è la funzione di base di Google, AI Oveview, che, integrata nel motore di ricerca tradizionale, consente di ottenere risposte avanzate e strutturate, le quali nella vicenda in esame risultano false e lesive della reputazione commerciale di due società editoriali tedesche.

La Pubblica amministrazione è il bersaglio preferito dagli hacker. Nel 2025 la Pa italiana ha concentrato oltre il 28% degli incidenti cyber registrati e gli attacchi andati a buon fine sono aumentati di quasi il 290%. Una pressione che riflette una tendenza diffusa anche a livello europeo, dove gli enti pubblici assorbono oltre il 38% delle minacce complessive. Sono alcune delle evidenze raccolte all’interno del report “Cybersecurity, Frodi e Data Privacy”, realizzato da Deloitte per la prima edizione di WeSec – Il Salone della sicurezza, promosso dall’Abi. In Italia, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn) ha intercettato oltre 1.100 attacchi diretti alla macchina pubblica nel corso del 2025. Perlopiù si tratta di azioni dimostrative, ma non mancano aggressioni insidiose, mirate a compromettere i fornitori di servizi web degli enti locali o a esporre dati di archivi pubblici. Il nostro CSIRT nazionale (Computer Security Incident Response Team) ha gestito 2.729 cyber attacchi nel 2025, registrando una crescita mensile media del 38%. Gli incidenti con impatto confermato sono saliti solo del 7%, fermandosi a 615 casi grazie al rafforzamento preventivo, che ha permesso di condividere oltre 800.000 indicatori di minaccia e inviare 47.000 allarmi agli enti interessati.

Il sorpasso nel 2047, quando le coppie senza figli supereranno quelle con figli. Queste le previsioni demografiche che emergono dal report diffuso ieri dall’Istat. In dettaglio le coppie con figli caleranno da 7,5 milioni nel 2025 a 5,8 milioni nel 2050 (-23%), mentre quelle senza figli passeranno da 5,4 a 5,9 milioni. Il sorpasso avverrà prima al Nord, già nel 2038, e poi al Centro, nel 2044. Un dato che si inserisce nel più generale tema della ridu-zione della popolazione attiva, dove aumentano le famiglie composte da persone anziane, sole e senza figli. Nello scenario mediano, dai 58,9 milioni di residenti del 2025 si scenderà a 55 milioni nel 2050 e a 45,8 milioni nel 2080. Oltre 13 milioni di abitanti in meno nell’arco di 55 anni. Un trend difficile da invertire, avverte l’Istat, che non riesce a prevedere nel medio periodo un ritorno ai livelli attuali della popolazione. Squilibri che neppure l’ingresso di immigrati riesce a colmare. Quanto alle nascite si passa dai 355 mila in media all’anno fino al 2030, fino 335 mila nel 2050 e a 281 mila nel 2080.
se andiamo ad analizzare quali sono le competenze acquisite nel ciclo scolastico, i dati Invalsi e le statistiche di Istat rielaborate da Openpolis fotografano un panorama certo non incoraggiante: il punteggio medio delle prove invalsi nel 2025 è tornato a diminuire. Se si guarda tra il 2019 e il 2024, anche a causa del periodo a distanza obbligata dal Covid, in 103 capoluoghi su 112 il livello medio delle competenze alfabetiche in terza media è diminuito. E le competenze digitali? Quelle sufficienti si raggiungono (anche se con divari evidenti fra regioni) ma da sole non bastano e il rischio è che al digitale chiedano di supplire ai propri talenti. La dispersione scolastica esplicita, gli abbandoni prima della fine del ciclo, decresce anche se di poco (dal 9,8 all’8,2). Ma ancora la dispersione implicita, quella che riguarda chi conclude il ciclo scolastico ma esce senza le competenze minime previste, ondeggia negli ultimi anni tra il 6% e l’8%. Nel 2025 più di 13 giovani su 100 sono usciti dalla scuola senza maturare la preparazione necessaria. La povertà educativa è ancora un’emergenza da affrontare, specialmente nel Mezzogiorno, nelle periferie e tra i nuclei familiari con svantaggio economico.
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