Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

Prima apertura del cda delle Generali al dossier Mps. Il board del gruppo assicurativo guidato da Philippe Donnet non è ancora entrato nei dettagli dell’ops annunciata dall’istituto guidato da Luigi Lovaglio su Banca Generali, ma in una nota diffusa al termine della riunione ha fatto sapere di essere disponibile «a valutare la proposta che prospetta una più ampia collaborazione industriale volta a sviluppare nuove opportunità di crescita in aree di business strategicamente rilevanti per entrambe». Una decisione «in linea con la costante valutazione di iniziative volte alla creazione di valore per tutti gli stakeholder», hanno aggiunto da Trieste, intenzionati ad analizzare «approfonditamente le implicazioni commerciali, economiche e di valore dell’offerta» che «non è stata sollecitata né preventivamente concordata», viene precisato. Con l’operazione, che prevede l’assegnazione del 4,5% del capitale di Generali ai soci Mps, ci sarebbe poi un significativo impatto sull’azionariato del Leone: il Monte, tramite Mediobanca, non sarebbe più il primo azionista come ormai da quasi quarant’anni e scenderebbe dal 13,2% all’8,7%. Il primo socio di Generali diventerebbe la Delfin della famiglia Del Vecchio, che grazie al 17,5% detenuto in Mps riceverebbe lo 0,79% del Leone e arrotonderebbe la sua quota attuale al 10,94%. Mentre Francesco Gaetano Caltagirone (che ha il 13,5% di Mps), incasserebbe un ulteriore 0,61% del Leone e salirebbe al 6,93%.
Anche per Fitch la doppia offerta di Mps su Banco Bpm e Banca Generali presenta «significative sfide sul fronte dell’esecuzione». Dopo gli analisti di Moody’s, anche per l’altra grande agenzia di rating americana il principale fattore di rischio è la complessità dell’operazione: oltre alle due nuove acquisizioni, la banca senese deve ancora completare l’integrazione di Mediobanca. A questo si aggiungono l’iter autorizzativo, il voto dell’assemblea straordinaria del 29 ottobre per il quale sarà necessaria la maggioranza dei due terzi dei presenti, e la necessità di convincere gli azionisti delle due target, a partire dal Crédit Agricole, primo socio del Banco con il 29,3%. Fitch segnala inoltre una governance non pienamente coesa in Mps. Secondo gli analisti Usa un ulteriore elemento da monitorare è il capitale. Il Monte prevede che il Cet1 scenda dal 16,3% di fine giugno, pur mantenendosi sopra il 13% nel periodo 2026-2030.
A giugno il mercato dell’auto usata in Italia è tornato in crescita. Con 448.071 trasferimenti di proprietà il mese registra un +3,7% rispetto a giugno 2025. I trasferimenti netti crescono dell’1,9%, mentre le minivolture segnano un +6,1%. I primi sei mesi archiviano un incremento dell’1,4% con 2.872.228 trasferimenti. Tra le motorizzazioni, come riporta l’Unrae in un’analisi, il diesel torna in prima posizione con il 39,1% di quota, anche se in calo di 2,2 punti rispetto rispetto a un anno prima; il motore a benzina cede mezzo punto e si ferma in seconda posizione al 37,8%. Le ibride confermano una crescita sostenuta, toccando il 12,6%; seguono gpl e metano rispettivamente al 5,4% e 2%; Bev e plug-in salgono all’1,5% e all’1,7% a giugno.

Tra il 2018 e il 2025 i pagamenti digitali sono più che raddoppiati, superando 16 miliardi di transazioni, ma il contante mantiene un ruolo rilevante seppur progressivamente meno centrale: il numero di prelievi è sceso da circa 1,4 miliardi a poco più di 1,2 miliardi, un calo che si è concentrato nel 2020 durante la pandemia ma che successivamente ha mantenuto i livelli inferiori rispetto a quelli pre-Covid. Nelle amministrazioni locali invece il 93% dei pagamenti verso l’economia è regolato tramite bonifico. E’ quanto evidenza la nota “Gli strumenti di pagamento utilizzati dalla clientela”,che è stata pubblicata ieri dalla Banca d’Italia. La crescita dei pagamenti digitali è stata trainata soprattutto dall’innovazione tecnologica nel comparto delle carte, che rappresentano la principale alternativa al contante per numero di operazioni al dettaglio. Le transazioni con carte rappresentavano il 63% dei pagamenti non in contante nel 2018. Nel 2025 la loro incidenza è aumentata a circa il 75%. Tra il 2022 e il 2025 il numero delle operazioni con carta al POS è salito da circa 6 a oltre 10 miliardi, con una crescita media annua del 15,7%. Nel 2025 l’88% di questi pagamenti è stato effettuato in modalità contactless; il 24% è avvenuto tramite mobile wallet e dispositivi mobili
La legge Foti «non introduce limiti» alla «responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti» ma si limita a specificare in positivo, e anche in negativo, la «colpa grave» che fa scattare il danno erariale. In ogni caso le questioni riguardanti l’applicazione di norme più favorevoli sul punto non possono essere poste alla Suprema corte che ha un sindacato limitato alla questione della giurisdizione e non sul merito della vicenda. E se la condotta del funzionario pubblico è stata già qualificata come colpa grave della magistratura contabile, non si pone alcuna questione di giurisdizione. Il funzionario, poi, può essere condannato in sede sia contabile sia civile per lo stesso fatto se le azioni hanno finalità diverse: l’azione contabile a tutela dell’interesse pubblico e quella civile a tutela dell’interesse privato dell’amministrazione. Così le Sezioni unite civili della Cassazione nell’ordinanza n. 24765 del 25/08/2026.

Non è stato un terremoto. L’onda sismica di magnitudo 4.4 registrata mercoledì mattina mezz’ora prima che un’enorme massa d’acqua travolgesse i villaggi tra Nepal e Cina nella valle del fiume Trishuli, è stata la conseguenza e non la causa del crollo di una parte rocciosa sopra la quale si trovava il ghiacciaio dello Tsangbu Ri. Nella discesa il ghiaccio, per l’aumento della temperatura a quote inferiori e soprattutto per l’attrito interno, si è rapidamente sciolto — come si è verificato in episodi simili — e si è trasformato in una catastrofica ondata di acqua e roccia che ha spazzato via tutto quello che ha incontrato nel suo percorso. Questa è la ricostruzione scientifica più accurata di quanto è avvenuto da parte della commissione Gaphaz (Glacier and Permafrost Hazards in Mountains), un gruppo di specialisti internazionali dell’Associazione internazionale di scienze della criosfera che analizza i pericoli legati ai ghiacciai montani, basata su dati e foto satellitari della zona coinvolta in Tibet e sui primi parziali rilievi che si sono potuti realizzare sul terreno. La causa primaria di quanto è avvenuto e della lunga scia di vittime e di dispersi può essere in ultima analisi ricondotta ai cambiamenti climatici, anche se, avvertono gli esperti, è presto per avanzare ricostruzioni definitive.
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