L’incidenza media dei costi sui prodotti assicurativi d’investimento si conferma al 2,11%, ma sale al 3,24% nelle opzioni unit-linked. È quanto emerge dall’ultimo Osservatorio KID di ANIA, basato sui documenti informativi disponibili al 31 maggio 2026. Alla data di rilevazione, l’offerta italiana contava 609 IBIP attivi, sette in meno rispetto a dicembre 2025. I prodotti multi-opzione continuano a rappresentare la maggioranza, con 361 prodotti, pari al 59% del totale; prevale inoltre il premio unico, presente nell’82% dell’offerta.

Il dato di maggiore rilievo riguarda i costi, misurati tramite il RIY (Reduction in Yield), indicatore che esprime quanto le spese riducono il rendimento dell’investimento. La media ponderata, calcolata considerando anche la nuova produzione, è rimasta sostanzialmente invariata al 2,11%.

Le differenze tra le tipologie di opzione restano marcate: le gestioni separate, riferite ai prodotti rivalutabili, registrano il RIY più contenuto, pari all’1,59%; le soluzioni multiramo si collocano al 2,23%; le unit-linked raggiungono invece il 3,24%.

Le commissioni di gestione e gli altri costi amministrativi assorbono il 93% del costo complessivo, mentre costi di ingresso, transazione, uscita e commissioni di performance hanno un peso molto più limitato. L’analisi rileva anche una forte correlazione positiva tra livello di rischio sintetico e costi medi: il coefficiente tra SRI e RIY è pari a 0,88.

Sul fronte dell’offerta, le opzioni disponibili erano 29.657, in calo del 2% rispetto alla precedente rilevazione, con una media stabile di 49 opzioni per prodotto. La maggior parte è concentrata nelle classi di rischio intermedie: il 35% presenta un SRI pari a 4 e il 30% un SRI pari a 3.

Il canale distributivo principale in termini di numero di prodotti è quello bancario e postale, con 242 prodotti, pari al 40% del totale. Il canale agenziale distribuiva 184 prodotti, un terzo del totale. Per il resto, i broker distribuivano 105 prodotti (17%), mentre i consulenti finanziari ne distribuivano 79 (13%).

Il report conferma quindi una struttura di mercato ampia e prevalentemente articolata su prodotti multi-opzione, ma segnala anche l’importanza di confrontare con attenzione il livello dei costi, soprattutto nelle soluzioni unit-linked, poiché la differenza di RIY può incidere significativamente sul rendimento netto atteso nel tempo.

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