Nel 2025 l’ANIA stima in circa 2,8 milioni i veicoli circolanti senza assicurazione, pari al 5,8% del parco veicolare. Il dato è in lieve miglioramento rispetto al 2024, quando i veicoli non assicurati erano stimati in 2,9 milioni, ossia il 6,1% del totale. Il miglioramento avviene in un contesto di crescita del parco veicolare complessivo, arrivato a circa 48,6 milioni di unità, e di aumento dei veicoli assicurativi, pari a 45,8 milioni. Dopo il peggioramento osservato fino al 2022, il fenomeno sembra dunque avviare una fase di stabilizzazione e moderata riduzione, pur mantenendo dimensioni assolute rilevanti.

Stima dei veicoli non assicurati nel 2025 – Analisi per macro area
Valori in milioni

La quantificazione dei veicoli non assicurati presenta difficoltà metodologiche evidenti. I dati amministrativi utilizzano infatti veicoli formalmente presenti nei registri, ma non necessariamente circolanti: mezzi abbandonati, inutilizzati, custoditi in depositi giudiziari, veicoli dei rivenditori o motocicli con coperture stagionali. La metodologia utilizzata da ANIA parte dai dati della Motorizzazione civile e del PRA, riferiti al 31 dicembre 2025, e considera, tra gli altri, l’anno di immatricolazione, lo stato di revisione e quello dell’obbligo assicurativo.

Per le autovetture sono esclusi i veicoli immatricolati prima del 1970. Vengono poi considerati soprattutto i mezzi revisionati ma non assicurativi, che costituiscono il nucleo più verosimilmente associabile all’evasione effettiva, ei veicoli privi sia di revisione sia di assicurazione ma immatricolati dal 2010 in avanti. Per i motoveicoli la stima tiene conto dell’incidenza delle polizze temporanee, evitando di scambiare per evasione l’assenza di copertura in periodi di mancato utilizzo stagionale. Si tratta quindi di una stima ragionata, non di una domanda amministrativa puntuale. L’assenza di un archivio centralizzato delle sanzioni comminate da Polizia stradale, Polizie locali e Carabinieri limita infatti la possibilità di misurare direttamente l’ampiezza reale del fenomeno.

Il divario territoriale

Il Sud presenta l’incidenza più elevata, 7,5%, contro il 5,9% del Centro e il 4,7% del Nord. Il dato nazionale, tuttavia, non deve far sottovalutare il peso assoluto del fenomeno nel Settentrione, dove si concentrano comunque 1,1 milioni di veicoli non assicurati.

A livello regionale e provinciale emergono alcune aree particolarmente esposte:

  • Lazio: 7,7%; Roma: 8,6%.
  • Campania: livelli molto superiori alla media nazionale.
  • Napoli: 12,9%, quasi un veicolo su otto.
  • Reggio Calabria: 9,8%, circa un veicolo su dieci.
  • Umbria e Marche: non oltre il 4,7%.
  • Basilicata e Sardegna: valori prossimi o inferiori alla media nazionale.

La correlazione territoriale tra elevata non assicurazione, maggiore incidenza di sinistri sospetti, ritardi nella denuncia e più diffuso ricorso al contenuto non dimostra un rapporto causale automatico. Indica però la presenza di ecosistemi territoriali nei quali l’azione antifrode deve affrontare una pluralità di fattori: minore compliance assicurativa, maggiore opacità nella ricostruzione dei sinistri, frequente giudizializzazione delle pretese e tempi istruttori più difficili da conciliare con gli obblighi liquidativi.

Stima dei veicoli non assicurati nel 2025 – Analisi per regione e capoluogo di regione
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Il nodo dei controlli automatici

Il contrasto all’evasione assicurativa richiede controlli su strada, ma non può dipendere esclusivamente dalla presenza fisica delle Forze dell’ordine. L’accertamento automatico da remoto, previsto dalla legge n. 27 del 2012, dispone in linea di principio di una base tecnologica rilevante: lettura automatica delle targhe e interoperabilità delle banche dati.

Il limite, secondo ANIA, è applicativo. L’uso dei sistemi a fini sanzionatori non risulta ancora uniforme né pienamente diffuso sul territorio nazionale. Ne deriva una capacità di controllo discontinua, incompatibile con un fenomeno che coinvolge milioni di veicoli.

Una diffusione effettiva e omogenea degli strumenti di verifica automatica potrebbe produrre almeno tre effetti:

  • Aumentare la probabilità di individuazione della circolazione senza copertura.
  • Ridurre l’incentivo economico all’evasione attraverso una maggiore percezione del rischio sanzionatorio.
  • Migliorare la qualità delle informazioni disponibili per prevenire e indagare sui sinistri potenzialmente fraudolenti.

L’antifrode rc auto non può quindi esaurirsi nella fase successiva alla denuncia del sinistro. La prevenzione richiede un’integrazione più stretta tra banche dati, tempestività delle avvertenze, ispezioni tecniche, intelligence territoriale e controlli sulla regolarità assicurativa dei veicoli. Solo spostando una parte dell’azione a monte della liquidazione sarà possibile conciliare la tutela del danneggiato con la sostenibilità tecnica ed economica del sistema.

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