Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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«Già la legge 252 del 2005 ha previsto la possibilità di iscrivere alla previdenza complementare familiari a carico, a partire dai nuovi nati. Quello che manca non è lo strumento, ma la strategia giusta per alimentarlo evitando di replicare errori commessi in altri Paesi, come il child trust inglese che prevedeva un buono iniziale tra 250 e 500 sterline da parte del governo britannico, ma si è rivelato un flop con il contributo pubblico rimasto spesso l’unico versamento. Noi stiamo lavorando a un meccanismo di cashback e siamo pronti a mettere la piattaforma, appena sarà avviata, a disposizione del sistema». Maurizio Grifoni, presidente di Fon.Te, il fondo pensione del terziario arrivato a gestire un patrimonio di 7,3 miliardi con 370 mila iscritti, interviene così nel dibattito che da giorni si è aperto nel Paese dopo che il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, ha proposto un libretto di risparmio previdenziale per ogni nuovo nato, rilanciando un’idea avanzata dal presidente Covip, Mario Pepe, e la ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha aggiunto che il governo ci sta lavorando, e troverà le risorse. «Un’ottima notizia», aggiunge Grifoni, «ma attenzione a come sarà attuato, a partire dalla governance».
Il board di Banco Bpm sceglie una linea interlocutoria nella prima risposta all’ops di Montepaschi e mette in evidenza i nodi che dovranno essere sciolti prima di qualsiasi valutazione definitiva sull’operazione. Ma non chiude radicalmente la porta, come invece fece nel novembre del 2024 all’annuncio dell’ops di Unicredit che pure prevedeva un premio, per quanto risicato. La natura dell’offerta della banca guidata da Luigi Lovaglio rappresenta il primo nodo: quella di Siena, sottolinea il cda la cui valutazione è stata presa all’unanimità, è un’iniziativa «promossa su iniziativa di Mps» e non concordata né sollecitata da Piazza Meda. Ma soprattutto è «strutturalmente diversa» dalla proposta recapitata a inizio giugno a Rocca Salimbeni dall’ex Popolare guidata da Giuseppe Castagna. Secondo Banco Bpm la mossa del Monte «si configura come un’acquisizione» mentre l’istituto milanese aveva messo sul tavolo una proposta di fusione alla pari. Il ceo di Mps Luigi Lovaglio ha offerto 1,567 azioni proprie per ogni titolo del Banco, per circa 25,3 miliardi e, a differenza di quanto fatto invece con l’offerta contemporanea su Banca Generali, è senza premio rispetto ai corsi del 19 agosto.
Il primo nodo giuridico è capire quale servizio viene effettivamente prestato. Se il cliente ha già deciso di acquistare un titolo e usa il chatbot solo per impartire l’ordine, non siamo solo nella consulenza finanziaria. Vengono invece in rilievo le regole europee sulla ricezione, trasmissione ed esecuzione degli ordini. La direttiva 2014/65 sui mercati degli strumenti finanziari prevede, per i servizi diversi da consulenza e gestione di portafoglio, la verifica delle conoscenze e dell’esperienza del cliente per accertare se il prodotto o servizio sia appropriato. Solo alle condizioni dell’articolo 25 – iniziativa del cliente e strumenti non complessi – si può prescindere da tale valutazione. Diverso è il caso in cui il cliente chieda: «Guardando il mio portafoglio, che cosa dovrei comprare o vendere?». Il Regolamento delegato della Commissione considera «raccomandazione personalizzata» quella presentata come adatta a una persona, o fondata sulle sue circostanze, e diretta all’acquisto, alla vendita o al mantenimento di uno strumento finanziario.

Satelliti e intelligenza artificiale per anticipare le crisi agricole, Agea punta sulla tecnologia non soltanto per i ristori, ma anche e soprattutto per la prevenzione. Dunque, non più soltanto verifica dei danni dopo una alluvione o la siccità, ma prevedere prima le calamità. È la nuova sfida lanciata da Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, che mette a disposizione delle regioni dati satellitari, monitoraggio del territorio e intelligenza artificiale per affrontare in modo diverso le emergenze climatiche. Per anni il sistema pubblico ha operato con una logica successiva all’emergenza: accertare il danno, delimitarne gli effetti, avviare le procedure e infine erogare i ristori. Un modello che, di fronte alla crescente frequenza di siccità, alluvioni, incendi e fenomeni estremi, oggi non basta più. La direzione indicata da Agea è spostare progressivamente il baricentro dal ristoro alla prevenzione attraverso dati aggiornati e tecnologie capaci di leggere in tempo reale ciò che accade nei campi. Il percorso di innovazione è già avviato. Dal 2024 Agea dispone della Carta nazionale dell’uso dei suoli, integrata con un monitoraggio satellitare continuo, che ha semplificato i controlli e velocizzato i pagamenti Pac. Nel 2026 l’agenzia ha completato in tempi rapidi il monitoraggio delle attività agricole e ha accelerato gli aiuti agli agricoltori
Trasformare un patrimonio informativo in una risorsa per il Paese. È questa la direzione intrapresa da AGEA attraverso la strategia open data, con l’obiettivo di rendere i propri dati sempre più accessibili, interoperabili e utili a pubbliche amministrazioni, cittadini, imprese, professionisti e mondo della ricerca. Il valore del dato pubblico, infatti, non risiede soltanto nella sua disponibilità, ma soprattutto nella possibilità di utilizzarlo concretamente, metterlo in relazione con altre informazioni e trasformarlo in conoscenza. In questa prospettiva il Geoportale AGEA rappresenta uno degli strumenti attraverso cui il patrimonio informativo dell’Agenzia viene reso accessibile e riutilizzabile, consentendo di consultare dati territoriali e ortofoto, esplorare il territorio, individuare aree di interesse, selezionare le informazioni necessarie e acquisire dati geografici da utilizzare per attività di analisi, pianificazione, monitoraggio, controllo e ricerca. AGEA dispone di oltre 230 terabyte di dati quotidianamente alimentati e analizzati e di un patrimonio informativo capitalizzato in circa 11 milioni di euro, che comprende il Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN), dati territoriali, ortofoto, carte e banche dati. Un patrimonio costruito nel tempo per sostenere le funzioni istituzionali dell’Agenzia, ma che oggi può assumere una funzione più ampia: diventare una vera infrastruttura pubblica della conoscenza agricola e territoriale, capace di alimentare nuovi processi decisionali, servizi e applicazioni
All’avvocato bisogna liquidare in base ai parametri forensi l’attività prestata in favore del cliente nella negoziazione assistita. E ciò perché la controversia trae origine da un sinistro stradale e rientra pertanto tra le materie per le quali l’esperimento della procedura stragiudiziale costituisce una condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Pesa la circostanza secondo cui il dm Giustizia 08/03/2018, n. 37 ha introdotto una tabella ad hoc per la negoziazione assistita nei parametri forensi di cui al dm Giustizia 10/03/2014, n. 55. Così la Cassazione civile, sez. terza, nell’ordinanza n. 24285 del 31/07/2026.

corsera

Un «salvadanaio previdenziale» per i nuovi nati, ma aperto alla gestione di più operatori e non affidato esclusivamente all’Inps. È la posizione di Giovanni Liverani, presidente di Ania, sulla proposta lanciata nei giorni scorsi da Gabriele Fava, presidente dell’Inps. «Noi ci candidiamo», ha detto Liverani, chiedendo che tutti gli operatori siano messi nelle condizioni di competere e che venga garantita «libera autonomia di scelta» ai titolari del risparmio previdenziale. «Poi vinca il migliore». Sul tema degli extraprofitti, Liverani ha invece definito l’ipotesi di una nuova tassazione «molto fuori luogo» per il settore assicurativo, ricordando gli 11 miliardi di utili realizzati nel 2025 a fronte di 170 miliardi di capitale proprio. Piuttosto, ha sottolineato, le assicurazioni possono contribuire allo sviluppo attraverso i propri investimenti. Le compagnie sono investitori istituzionali con oltre mille miliardi di euro di masse e, ha spiegato Liverani, devono investire con orizzonti lunghi, anche di 20, 30 o 40 anni, privilegiando rischi contenuti e rendimenti moderati. «Nel 2025 abbiamo raccolto 185 miliardi di euro», risorse da investire nel modo migliore« per rispettare gli impegni con i nostri assicurati», che possono sostenere transizione digitale ed energetica, piano casa, mobilità e infrastrutture. Se l’Italia si muove», ha osservato, lo deve anche a questa «infrastruttura silente» rappresentata dal sistema assicurativo.

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Siccità che colpisce i raccolti europei. Tornado devastanti in Francia. Palle di grandine che mettono in ginocchio Tarragona e la Spagna. Il vento che spazza via qualsiasi cosa in Italia: le trombe d’aria a Varese, due barche affondate sui laghi lombardi e l’aeroporto di Malpensa costretto a cancellare voli in una Lombardia che — con oltre 350 persone evacuate — richiede lo stato d’emergenza. E poi le paludi tra Olanda e Belgio, nel Brabante, prosciugate per la prima volta dopo 700 anni. Non è un giorno di ordinaria follia, sono le ultime 24 ore di nuova normalità climatica. Quelle in cui da Bruxelles è scattato anche l’allarme per le rese agricole: la siccità e il caldo estremo stanno infatti mettendo in ginocchio i raccolti europei dopo le ondate di calore che hanno compromesso le colture soprattutto in Europa centrale e occidentale. Secondo l’Ue le prospettive indicano rese inferiori del 14 per cento rispetto alle media degli ultimi 5 anni, e i ministri dell’agricoltura, dal 6 settembre, si riuniranno informalmente a Dublino per capire come affrontare l’emergenza
Afa e siccità hanno azzoppato agricoltura, edilizia e manifattura insieme. E la mancanza di
investimenti nelle rinnovabili ha reso l’Italia il paese con i prezzi dell’energia più alti d’Europa.
«Spesso fatichiamo a percepirlo, ma il clima è anche economia. Caldo e siccità entrano nelle
nostre bollette e nel nostro conto della spesa tutti i giorni. E creano ingiustizia sociale».
Massimo Tavoni insegna Economia del Cambiamento Climatico al Politecnico di Milano e
dirige l’Istituto Europeo di Economia e Ambiente che fa capo al Cmcc: il Centro EuroMediterraneo sui Cambiamenti Climatici. Il suo percorso l’ha portato da una laurea in
ingegneria, a un master in Politica Economica alla London School of Economics, a un periodo
all’Istituto Oceanografico di San Diego

Se a soffrire la mancanza d’acqua è persino il centro dell’Inghilterra, area piovosa per eccellenza; se a soffrire la risalita del “cuneo salino” ovvero dell’acqua di mare lungo il corso dei fiumi a secco sono persino Olanda e Belgio, paesi nei quali le precipitazioni hanno sempre alimentato in abbondanza fiumi e laghi; se a soffrire la siccità sono persino le valli del Danubio e del Reno in passato teatro di grandi alluvioni, è evidente che l’estate 2026 ha segnato un nuovo passo in avanti nel percorso del cambiamento climatico. E un forte allarme per la minaccia all’agricoltura europea a causa della mancanza d’acqua è stato lanciato ieri dal Centro comune di ricerca (Jrc) della Commissione Ue. Nell’ultimo bollettino del centro le previsioni di resa delle colture estive Ue sono state riviste al ribasso fino a un meno 14% e, comunque, sotto la media degli ultimi cinque anni. Da un punto di vista geografico sono state colpite in particolare Francia, Germania meridionale, Italia settentrionale, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Romania occidentale. Sotto il profilo invece delle colture in sofferenza prati stabili, le colture foraggere e quelle irrigue a pieno campo come mais e soia. Spostandosi più a est si sta registrando una forte contrazione della produzione di girasole. Mentre nell’area mediterranea stanno soffrendo i frutteti e anche la vite. Raramente la vendemmia è entrata nel vivo ad agosto come avvenuto in Italia e persino nel Nord della Francia.
Dal salvadanaio previdenziale agli investimenti sulle infrastrutture, passando per il risiko che tocca anche le assicurazioni. Non si sottrae il presidente dell’Ania, Giovanni Liverani, che durante il Meeting di Rimini tocca tutti i nodi che, in questo momento, si trova ad affrontare il settore. «L’Italia deve muoversi molto in fretta. Solo il 38% è iscritto a un piano pensione e presto andranno in pensione quelli che vedranno ridursi il proprio tenore di vita del 40% da un giorno all’altro». Quindi, è il suo sprone, bisogna «coinvolgere un maggior numero di persone nell’ambito della previdenza integrativa». Davanti alla proposta del presidente dell’Inps, Gabriele Fava, di un cosiddetto “salvadanaio” per i nuovi nati (che l’istituto si candida a gestire), Liverani invita ad allargare lo sguardo: «Far gestire queste cose soltanto a determinate categorie, a cose dettate dalla politica, da steccati o staccionate, secondo me no. Bisogna aprire a tutte le diverse interlocuzioni e agli operatori di mercato, che sanno come investire le risorse finanziarie per consentire competitività, maggior performance e rendimenti. Questo determinerà che non soltanto il 38% aderirà alla previdenza integrativa, ma il 100%, come già avviene in altri Paesi europei come Germania, Francia e altri che non hanno nulla di più rispetto all’Italia». Peraltro, puntualizza, «noi siamo un interlocutore sicuramente importante perché siamo quelli che custodiscono il risparmio previdenziale assicurativo per milioni e milioni di persone» e per questo «ci candidiamo a essere parte di queste soluzioni, di questo “salvadanaio previdenziale” e abbiamo tutte le competenze per poterlo fare, nel rispetto del concetto di libera autonomia di scelta da parte dei titolari di questo risparmio».
Gli obblighi di prevenzione gravanti sul datore di lavoro non possono essere trasferiti sull’autovalutazione del dipendente né il loro adempimento può essere rimesso alla scelta individuale del lavoratore o comportare costi a suo carico. È questo il principio centrale affermato dal Tribunale di Torino, sezione lavoro, con l’ordinanza 20490/2026 del 4 agosto, resa nell’ambito di un procedimento cautelare ex articolo 700 del Codice di procedura civile promosso da un rider iscritto alla sigla sindacale Slang Usb nei confronti della società per la quale effettuava le consegne