La compagnia assicurativa olandese Univé non accetta nuovi clienti per alcune marche automobilistiche cinesi, citando l’insufficiente disponibilità di ricambi, i tempi di consegna elevati e una rete di assistenza e riparazione ancora poco sviluppata, secondo quanto riporta un recente articolo pubblicato sul portale tedesco CHIP.de. Per altri costruttori, la compagnia mantiene invece la sola copertura di responsabilità civile obbligatoria, escludendo le garanzie per i danni al proprio veicolo. Il provvedimento riguarda i marchi cinesi Hongqi, Changan, Voyah, Leapmotor, Jaecoo, MHero e Omoda. L’approccio non è però limitato ai produttori cinesi: la restrizione coinvolge anche brand di recente ingresso sul mercato che non dispongono ancora di un’infrastruttura post-vendita adeguata, fra i quali VinFast, marchio vietnamita, e KGM, costruttore sudcoreano. Per i veicoli Dongfeng, Nio, Firefly e Zeekr, oltre che per il marchio statunitense Lucid, Univé offre esclusivamente la copertura di responsabilità civile prevista dalla legge. Non risulterebbero quindi disponibili, per i nuovi assicurati, garanzie aggiuntive contro i danni subiti dal veicolo, come collisione, incendio, furto o kasko, secondo la configurazione dell’offerta assicurativa.
I contratti già sottoscritti restano invece in vigore. La scelta della compagnia evidenzia come il rischio tecnico non dipenda soltanto dalle caratteristiche del veicolo o dalla sua sinistrosità, ma anche dalla concreta riparabilità del bene e dalla capacità della filiera di assicurare continuità operativa dopo un sinistro.
Per la compagnia, tempi prolungati di approvvigionamento e riparazione comportano infatti una maggiore incertezza nella quantificazione del costo del sinistro. Aumentano potenzialmente le spese per veicoli sostitutivi, custodia, gestione del fermo tecnico e riparazioni, mentre il ritardo nella disponibilità dei componenti può rendere più difficile contenere il costo liquidativo.
Secondo l’autore, le cose cambiano per i marchi BYD e MG, che offrono una maggiore solidità organizzativa avendo sviluppato in modo più strutturato le proprie reti di manutenzione e assistenza. Per gli altri marchi emergenti, il rafforzamento di concessionari, officine autorizzate, logistica dei ricambi e supporto tecnico appare quindi un fattore essenziale non solo per la fiducia degli acquirenti, ma anche per l’assicurabilità dei veicoli.
Il tema è rilevante anche in Germania. La limitata disponibilità di dati storici su danni, furti e costi di riparazione può incidere sulla classificazione tariffaria delle nuove marche. In un confronto citato fra Auto Bild e Verivox, nel 2025 otto degli undici modelli cinesi analizzati risultavano più costosi da assicurare rispetto a veicoli europei comparabili o ad altri modelli asiatici. La questione conferma che il prezzo di acquisto non esaurisce il costo complessivo di possesso dell’auto. Per chi valuta un veicolo di un marchio di recente ingresso sul mercato, diventano determinanti anche la disponibilità locale dei ricambi, la qualità della rete riparativa, i tempi medi di fermo e l’accessibilità di coperture assicurative complete.
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