Il Servizio medico federale tedesco (MD Bund) ha presentato il bilancio relativo agli errori terapeutici accertati tramite perizia per l’anno 2025 in Germania. Complessivamente sono state esaminate 11.735 segnalazioni (circa il 4,6% in meno rispetto all’anno precedente). In poco più di un caso su quattro il sospetto è stato confermato. Secondo i dati forniti, tuttavia, i risultati non sono rappresentativi, poiché in Germania questi errori non vengono registrati sistematicamente a fini statistici.

Come anticipato, oltre due terzi delle accuse non hanno trovato conferma. In circa il 70% dei casi non sono stati riscontrati errori. Sono stati inoltre individuati casi di malfunzionamenti che non hanno causato danni (398 casi; quota del 3,5%). Per 3.098 pazienti (26,4%) la negligenza ha avuto conseguenze.

Le accuse di negligenza medica continuano a riguardare per circa un terzo l’assistenza ambulatoriale e per due terzi quella ospedaliera. Una ripartizione simile si è osservata anche negli anni precedenti. La specialità più colpita è stata quella di «ortopedia e chirurgia traumatologica» (con una quota di poco inferiore a un terzo). Quasi un caso sospetto su nove riguardava il settore della «medicina interna e medicina generale».

Circa una su undici accuse di negligenza medica riguardava i settori «Ginecologia e ostetricia» e «Odontoiatria (comprese chirurgia orale e ortodonzia)», mentre circa una su dodici riguardava il settore «Chirurgia generale e viscerale».

I tipi di errore più frequenti (in circa quattro casi su dieci) consistevano nel fatto che una misura indicata fosse stata eseguita in modo errato oppure non fosse stata eseguita affatto, nonostante fosse possibile, ragionevole e disponibile. In poco meno di un caso su dieci, una misura necessaria è stata eseguita correttamente ma troppo tardi, oppure è stata eseguita una misura medica o un intervento chirurgico errato.

Dai dati statistici emerge inoltre che circa un errore terapeutico confermato su 28 ha avuto conseguenze letali. In un caso su 56 è stato necessario ricorrere a misure di rianimazione. Quasi un errore su 14 ha causato un danno permanente grave, mentre circa uno su otto ha provocato un danno permanente di entità media o lieve. I restanti quasi due terzi degli errori hanno avuto «solo» conseguenze temporanee.

© Riproduzione riservata