Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

Piazza Affari resta fredda sulle contromosse del ceo di Mps Luigi Lovaglio nel risiko bancario: l’offerta di Intesa Sanpaolo su Rocca Salimbeni continua a trattare a premio del 2,5% dopo che il gruppo senese venerdì ha alzato il velo su una doppia offerta pubblica di scambio da circa 34 miliardi di euro su Banco Bpm e Banca Generali. Oggi l’operazione finirà sul tavolo del cda di Banco Bpm per una prima analisi. L’ops di Rocca Salimbeni, su cui i soci di Siena dovranno esprimersi il 29 ottobre a maggioranza qualificata per la passivity rule, valuta Banco Bpm 25,3 miliardi di euro, offrendo 1,567 azioni di muova emissione per ogni titolo del gruppo guidato da Giuseppe Castagna senza il riconoscimento di alcun premio sui corsi di borsa.
L’intenzione di Poste Italiane è di aumentare ancora i già numerosi partner per conto dei quali colloca prestiti e prodotti finanziari nella rete composta da oltre 12.600 uffici postali, incassando commissioni di distribuzione. Così, a giugno scorso, il gruppo guidato dall’amministratore delegato, Matteo Del Fante, ha deciso di cedere, a favore di Bnl, la partecipazione del 40% detenuta in Financit. Si tratta della joint venture che Poste Italiane aveva avviato nel 2013 con la banca del gruppo Bnp Paribas per operare nella cessione del quinto, ovvero nei prestiti personali riservati a lavoratori dipendenti (pubblici o privati) e pensionati il cui rimborso avviene direttamente tramite trattenuta in busta paga o sul cedolino. Una forma di finanziamento, particolarmente remunerativa e sicura per il prestatore, che continua a crescere negli uffici postali: dal 2017 al 2025 Poste ha di fatto raddoppiato l’erogato passando da circa 370 milioni di euro a 740 milioni.
- Inps: tre milioni di giovani utilizzano i servizi digitali
Sono tre milioni i giovani under 34 che utilizzano abitualmente i servizi digitali di Inps: un traguardo significativo per l’Istituto. A un anno dal lancio di Inps per i giovani, il presidente Gabriele Fava ha presentato al Meeting di Rimini i risultati raggiunti, illustrando le prossime tappe del progetto dedicato alle nuove generazioni. L’obiettivo dell’iniziativa, rivolta ai 18-34enni, è quello di rafforzare il rapporto tra Inps e le nuove generazioni
attraverso un programma che punta sull’educazione previdenziale e alla conoscenza del welfare e del mondo del lavoro. In questo primo anno di attivazione, la strategia si è sviluppata lungo tre direttrici: essere presenti sui canali maggiormente frequentati dai giovani; rendere le informazioni
sul welfare più semplici, comprensibili e utili; adottare linguaggi e formati capaci di favorire partecipazione e coinvolgimento. Un primo bilancio è senza dubbio positivo. Infatti, rispetto a due anni fa, è più facile per un ragazzo accedere all’estratto conto contributivo, al riscatto laurea, a bonus e borse di studio, ma anche a prestazioni come Isee, Assegno di inclusione (Adi) o Supporto formazione lavoro (Sfl). Su questa evoluzione si innesta l’idea proposta dal presidente Fava per costruire un nuovo patto con le giovani generazioni. «Il nuovo patto con i giovani si costruisce attorno a un’idea semplice e concreta, che ho sintetizzato nelle tre P: Partnership, Piattaforme e Previdenza consapevole. La prima riguarda le imprese, primo partner della sicurezza sociale e primo luogo nel quale un giovane incontra stabilità, competenze e prospettiva. La seconda riguarda gli strumenti. Il Portale Giovani non è soltanto un contenitore di informazioni, ma una piattaforma che rende più semplice e diretto
il rapporto con l’Istituto. La terza P è la sfida sulla quale dobbiamo lavorare di più. Negli anni è mancata una cultura previdenziale consapevole e noi vogliamo costruirla incontrando i giovani nei luoghi in cui si formano le loro decisioni, nelle scuole, nelle università, nelle fiere del lavoro, negli spazi di orientamento e sui canali digitali».

ll tesoretto sui conti correnti delle famiglie italiane è concentrato principalmente nel Nord del Paese. A guidare la classifica pro capite è la provincia di Bolzano con quasi 30.400 euro per abitante, seguita da Milano, mentre all’estremo opposto c’è Crotone con appena 9.679 euro, in un contesto nazionale in cui lo stock complessivo sui conti correnti ha raggiunto quota 1.163 miliardi di euro al 31 maggio 2026. Sotto il profilo della ripartizione regionale, la Lombardia detiene la quota più consistente con quasi 239 miliardi di euro, circa il 20% del totale nazionale. Seguono il Lazio con 122 miliardi di euro e il Veneto con 105 miliardi, mentre la Valle d’Aosta si attesta in coda alla graduatoria complessiva con 2,8 miliardi di euro. I dati emergono dall’analisi condotta dall’Adusbef, l’Associazione per la difesa degli utenti dei servizi bancari, realizzata rielaborando i dati ufficiali della Banca d’Italia
A un decennio di distanza dal terremoto che sconquassò il Centro Italia (con una sequela di scosse che, partita violentemente il 24 agosto 2016 dall’area del comune reatino di Amatrice, si protrasse fino all’inizio del 2017) per i professionisti tecnici la «parola d’ordine» rimane una: prevenzione. E si osserva, col passare del tempo, una «maggiore sensibilità e un’attenzione particolare nei territori per cercare di rendere gli edifici più resilienti», rispetto a tali fenomeni. Parola del presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri Angelo Domenico Perrini che, conversando con ItaliaOggi, affronta il «nodo» del rifacimento degli immobili nelle zone colpite dal sisma: se, infatti, nelle ultime ore il commissario Guido Castelli ha affermato che «in questi tre anni complicati lo Stato ha messo a disposizione per la ricostruzione pubblica qualcosa come 4,3 miliardi», in uno scenario nel quale i cantieri autorizzati sono 23.361, dei quali 14.968 conclusi e 8.393 in corso, il vertice della categoria professionale osserva come i ritardi nell’avvio dei lavori ad Amatrice si spiegano col fatto che solitamente «all’inizio si privilegiano le aree in cui è più semplice ridare vita ai centri urbani e riorganizzarli». Eppure, come gli ingegneri evidenziarono nel loro 68° congresso a Siena, nell’ottobre del 2024, è necessario passare dalla cultura dell’emergenza a quella della prevenzione, anche perché, argomentò allora Perrini, ciò sarebbe economicamente vantaggioso, rispetto agli «onerosi» interventi successivi agli eventi catastrofici
Il datore è condannato per lesioni personali colpose aggravate anche se dopo l’infortunio al lavoratore risulta «assolto» dall’Asl, nel senso che gli ispettori Spresal non prescrivono misure organizzative da adottare in azienda: la circostanza, infatti, non esclude la colpa specifica a carico del responsabile della sicurezza. E ciò perché il giudice penale può accertare che erano invece esigibili misure di prevenzione ulteriori e diverse, rispetto a quelle oggetto della procedura amministrativa di regolarizzazione, e che la relativa omissione ha concretizzato il rischio. Così la Cassazione penale, sezione quarta, nella sentenza n. 28518 del 28/07/2026
L’educazione previdenziale entra a scuola. L’Inps conta di portare i propri percorsi nelle scuole grazie a un protocollo con il Ministero dell’istruzione e del merito in via di perfezionamento. «L’obiettivo è iniziare a operare già dall’inizio dell’anno scolastico», dice Giacomo Grassi (Direzione centrale comunicazione Inps), referente del progetto. L’iniziativa nasce dal progetto “Inps per i giovani”, presentato il 23 agosto al Meeting di Rimini dal presidente Gabriele Fava, che l’ha sintetizzato in tre parole: partnership, piattaforme, previdenza consapevole. L’idea di fondo è che la previdenza riguardi i giovani ben prima della pensione: «non comincia alla fine della vita lavorativa», ha detto Fava, «ma con il primo contratto, con il primo contributo». E un giovane che non conosce la propria posizione contributiva «fatica a progettare una casa, una famiglia, il proprio futuro».
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L’oceano non è mai stato così caldo e sotto pressione come ora. Nei mari, una piccola differenza di un decimo di grado può significare la morte dei coralli, le migrazioni dei pesci, i cambiamenti della catena alimentare, l’esplosione delle fioriture di alghe, la proliferazione delle meduse.
Ad ogni decimo di grado in più il serbatoio di calore accumulato nelle acque del Pianeta si carica di ulteriore energia pronta ad esplodere in eventi meteo estremi potenzialmente mortali, il livello del mare cresce sommergendo territori, la funzione fondamentale dell’oceano di assorbire CO2 diminuisce. Per questo il nuovo record di temperatura media giornaliera globale della superficie del mare, raggiunto sabato 22 agosto e registrato dal servizio satellitare Copernicus Climate Change, dovrebbe suonare come un importante campanello d’allarme. Sabato scorso la temperatura media globale è stata di 21,1 gradi, superando il record precedente stabilito nel marzo 2024 (21,09 C°). Secondo la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) oltre il 42% di tutti i mari del Pianeta è attualmente colpito da ondate di calore marino. Questo calore in eccesso
sta trasferendo sempre più umidità all’atmosfera ponendoci così davanti a scenari ignoti. Secondo Copernicus i motivi di temperature così elevate sono da ricercarsi in un mix fra gli effetti della crisi climatica alimentata dalle emissioni antropiche (leggi combustibili fossili) e il
contributo dell’emergere di El Niño, evento naturale che riscalda le acque del Pacifico equatoriale.
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