Generali ha chiuso il primo semestre 2026 con premi lordi pari a 53,4 miliardi di euro, in aumento del 5,8% rispetto all’anno precedente, sostenuti sia dal segmento Danni (+6,3%) sia dal segmento Vita (+5,5%).

La raccolta netta Vita ha raggiunto il livello record di 8,3 miliardi di euro (+33,9%), con nuova produzione a 32,3 miliardi (+6,3%) e New Business Value in significativo aumento a 1,9 miliardi di euro (+21,1%), grazie a un mix più favorevole, migliori caratteristiche di prodotto e tassi di interesse più elevati, che hanno portato la redditività della nuova produzione (NBM) al 5,86% (+0,72 punti percentuali). I premi lordi Danni sono in crescita a € 20 miliardi (+6,3%), spinti dalla performance di entrambe le linee di business.

Il risultato operativo di Gruppo è cresciuto dell’11,2% a 4,5 miliardi di euro, con contributi positivi da tutti i segmenti: il Vita ha registrato un risultato operativo di 2,2 miliardi (+8,8%), sostenuto da un Contractual Service Margin Vita in aumento a 34,8 miliardi di euro, mentre il Danni ha riportato un risultato operativo di 2,1 miliardi (+4,7%) e premi lordi per 20 miliardi (+6,3%).

Nel Danni, il Combined Ratio si attesta al 91,5% (+0,5 p.p.) e il Combined Ratio non attualizzato al 93,8% (+0,7 p.p.), entrambi riflettendo un maggiore impatto degli eventi catastrofali (sinistri Nat-Cat al 3,6% rispetto all’1,7% dell’anno precedente), a fronte di un miglioramento della sinistralità corrente e di un beneficio più ampio dall’attualizzazione, con expense ratio stabile al 29,1%.

Il segmento Asset & Wealth Management ha registrato un risultato operativo in forte crescita a 735 milioni di euro (+31,3%), trainato dall’Asset Management (334 milioni, +17,3%) e dal gruppo Banca Generali (401 milioni, +45,8%), sostenuti dall’aumento del valore medio degli asset under management e da margini commissionali più elevati, oltre che da maggiori commissioni di performance. Gli asset under management complessivi del Gruppo sono saliti a 944 miliardi di euro (+4,9% rispetto a fine 2025), di cui 740 miliardi gestiti dalle società di Asset Management e 287 miliardi riferiti a clienti terzi, sostenuti da flussi netti positivi, dall’effetto favorevole dei mercati e dai movimenti valutari.

L’utile netto normalizzato è aumentato del 13,7% a 2,5 miliardi di euro, mentre il risultato netto si è attestato a 2,54 miliardi di euro (+17,9%), con l’EPS normalizzato in crescita del 14,3% a 1,68 euro. Il patrimonio netto consolidato è rimasto sostanzialmente stabile a 32,1 miliardi di euro, dopo il pagamento del dividendo 2025 e l’esecuzione del buyback collegato al piano di incentivazione a lungo termine.

Il Solvency Ratio si conferma su livelli molto solidi al 216% (219% a fine 2025), supportato da una robusta generazione normalizzata di capitale pari a 2,4 miliardi di euro, nonostante il maggior impatto dei sinistri catastrofali, e già comprensivo dell’effetto del nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 500 milioni di euro che sarà avviato il 10 agosto 2026 e completato entro il secondo semestre.

Il Gruppo ha ribadito gli obiettivi del piano strategico “Lifetime Partner 27: Driving Excellence” per il triennio 2025-2027, tra cui una crescita composta dell’EPS dell’8-10%, flussi di cassa netti cumulativi superiori a 11 miliardi di euro, CAGR del dividendo per azione oltre il 10% e almeno 1,5 miliardi di euro di buyback complessivo, per oltre 7 miliardi di dividendi cumulativi al 2027.