Nel primo semestre 2026 le catastrofi naturali negli Stati Uniti hanno generato circa 36 miliardi di dollari di perdite assicurate, pari al 75% delle perdite assicurate globali, secondo il report “Global Catastrophe Recap: First Half of 2026” di Aon. Gli USA hanno registrato 11 eventi con perdite assicurate superiori al miliardo di dollari, tra cui nove outbreak di severe convective storms (SCS) e due tempeste invernali.
Le SCS – che includono grandine, forti venti lineari e tornado – si confermano il pericolo assicurato più costoso a livello mondiale, con circa 27 miliardi di dollari di perdite assicurate solo negli USA nel semestre, pur restando sotto i 40 miliardi superati in ciascuna delle prime metà del 2023, 2024 e 2025. L’evento singolo più oneroso è stato l’outbreak di SCS del 23–29 aprile negli Stati Uniti, con oltre 5 miliardi di dollari di perdite assicurate.
Il report segnala un’attività tornadica senza precedenti nel Midwest, con l’Illinois che a metà anno ha registrato circa quattro volte il proprio valore medio di lungo periodo e con Illinois e Indiana che hanno stabilito nuovi record annuali di tornado. Nonostante questa eccezionale attività, le perdite assicurate complessive restano inferiori ai picchi recenti, evidenziando come l’impatto delle catastrofi dipenda in modo cruciale da localizzazione, severità ed esposizione.
Secondo Michal Lörinc, Head of Catastrophe Insight di Aon, le cifre globali di perdita possono nascondere dove il rischio si sta effettivamente accumulando, e il primo semestre 2026 mostra come eventi regionali possano generare conseguenze finanziarie, operative e umane rilevanti anche quando il totale globale appare moderato.
Nel complesso, il primo semestre 2026 ha registrato perdite economiche globali per 111 miliardi di dollari, derivanti da 23 eventi con perdite economiche oltre il miliardo, in linea con la media di lungo periodo. Tuttavia, il totale resta inferiore del 25% rispetto alla media del XXI secolo e rappresenta il valore più basso per un primo semestre dal 2018.
Fra i principali driver di perdita economica figurano il terremoto in Venezuela, con una stima preliminare tra 20 e 30 miliardi di dollari, una stagione molto attiva di SCS negli Stati Uniti con 34 miliardi di dollari di perdite economiche e la tempesta di vento più costosa mai registrata in Portogallo, con 4,4 miliardi di dollari di danni.
Ondate di calore europee e nuovi profili di rischio
Aon sottolinea che il rischio catastrofale è determinato non solo dai totali di perdita, ma anche dal luogo in cui gli eventi si verificano e dai loro impatti su persone, infrastrutture, operatività e supply chain. Le ondate di calore record in Europa hanno mostrato come estremi climatici possano produrre impatti umani, operativi e sociali significativi non sempre riflessi nelle perdite assicurate.
A fine giugno 2026, 17 paesi europei hanno superato i propri record storici di temperatura per il mese, con valori oltre i 40 °C in gran parte del continente e migliaia di vittime, tra cui oltre 1.000 decessi complessivi in Francia, Regno Unito, Spagna e Belgio. Liz Henderson, Global Head of Climate Risk Advisory di Aon, evidenzia che l’esperienza storica di perdita sta diventando un indicatore meno affidabile del rischio futuro e che eventi come le recenti ondate di calore europee rivelano vulnerabilità emergenti, rendendo sempre più importante la comprensione di queste tendenze nei processi decisionali di lungo periodo.
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