Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

Prove di maturità per il venture capital in Italia. Con meno round chiusi nel primo semestre ma di peso maggiore, il sistema italiano cerca di crescere di dimensione. Lo rilevano i dati dell’Osservatorio Venture Capital Monitor (Vem) promosso da Aifi presso l’università Liuc con il sostegno di Intesa Sanpaolo Innovation Center, Kpmg, Cdp Venture Capital, e Iban (l’assocazione dei business angel italiani). Tra gennaio e giugno in Italia ci sono stati 117 round di venture capital (-20%) per un ammontare investito di 679 milioni (+37%). «Vediamo un buon mercato che finalmente si sta collegando a livello di ecosistema, è una buona base per il futuro del sistema Italia», sottolinea Anna Gervasoni, direttrice generale di Aifi e rettrice dell’università Liuc. A livello settoriale concentrandosi sui finanziamenti iniziali, continua a prevalere l’Ict (42%) davanti a servizi finanziari (13%) e healthcare (12%). Dal punto di vista geografico la Lombardia rimane il principale polo di attrazione con 43 target. Cresce poi il peso delle società nate come spin-off delle università, protagoniste del 19% dei deal in fase iniziale (dal 14% dell’anno passato), mentre gli investimenti in technology trasfer sono stati di 109 milioni, sostanzialmente in linea con i primi sei mesi del 2025.
La trasformazione digitale cambia il modo di fare assicurazione, ma non sostituisce il rapporto con il cliente. È da questo
equilibrio tra innovazione tecnologica e presenza umana che, secondo Giacomo Trovato, amministratore delegato e direttore generale di Genertel, passa l’evoluzione del Gruppo Generali, impegnato ad accompagnare famiglie e imprese in un contesto segnato da nuove esigenze e rischi. Intervenendo all’iniziativa «Motore Italia» dedicata al Veneto, Trovato ha ricordato come la storia del gruppo, nato a Trieste nel 1831 e presente oggi in 50 Paesi con 75 milioni di clienti, abbia sempre avuto al centro le persone. Genertel, nata nel 1994 come compagnia telefonica, rappresenta oggi il presidio dei canali digitali del gruppo. La tecnologia occupa un ruolo centrale nel piano 2025-2027 di Generali. In Italia il gruppo ha destinato oltre 300 milioni di euro agli investimenti tecnologici, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale, per rendere più efficienti i processi e consentire
alle persone di concentrarsi sulle attività a maggior valore aggiunto. Parallelamente cresce la multicanalità, con servizi accessibili sia attraverso le agenzie sia tramite strumenti digitali. Per Trovato il rapporto umano resta imprescindibile. I clienti italiani continuano a ricercare un confronto diretto, pur apprezzando la possibilità di gestire autonomamente molte operazioni
Le Procuratie come luogo di incontro tra storia e futuro, ma anche spazio in cui discutere del ruolo delle imprese nello sviluppo
del Paese. È il messaggio affidato da Philippe Donnet, amministratore delegato del Gruppo Generali, nel videocollegamento inviato
ai partecipanti di «Motore Italia» dedicato al Veneto. Nel suo saluto, Donnet ha dato il benvenuto ai presenti nella sede di Generali e della fondazione The Human Safety Net, sottolineando il valore del confronto e della condivisione. Donnet ha ricordato come la restituzione delle Procuratie alla città confermi l’impegno del gruppo nei confronti del territorio e delle persone. È proprio dall’incontro tra passato e futuro, ha osservato, che possono nascere nuove opportunità. Per questo il complesso rappresenta la sede ideale per riflettere sul contributo che impresa, innovazione e investimenti possono offrire alla crescita del sistema produttivo
italiano, auspicando che l’incontro favorisca nuove relazioni e prospettive.
Il motore dell’economia italiana è chiamato ad affrontare una fase in cui la crescita dipende sempre meno dall’accesso al credito e sempre più dalla capacità di affrontare cambiamenti, rischi e investimenti di lungo periodo. Per Francesco Bona, equity partner di Bip, la trasformazione delle pmi passa da un nuovo rapporto con il sistema bancario e assicurativo, chiamato a sostenere le
aziende non solo con prodotti finanziari ma con un ruolo di accompagnamento. Bona ricorda come le Pmi rappresentino il
99% del tessuto produttivo nazionale e si trovino oggi a operare in un contesto segnato da instabilità geopolitica, concorrenza, internazionalizzazione, cybersicurezza ed eventi climatici estremi. In questo scenario, sostiene, le parole chiave sono capitale e
protezione
In un panorama economico dominato dall’incertezza e dall’allentamento del welfare pubblico, la gestione del risparmio in Italia si trova di fronte a un paradosso. Da un lato resiste la forte propensione alla liquidità, con oltre 2 mila miliardi di euro che giacciono
infruttiferi nei conti correnti; dall’altro, la pressione dell’inflazione erode silenziosamente il potere d’acquisto. Una prudenza difensiva che comporta un costo reale molto elevato. A complicare il quadro si aggiunge la longevità: l’allungamento della vita media è una realtà sociale che impone una ridefinizione radicale delle strategie finanziarie. Per mantenere un tenore di vita adeguato anche al termine dell’attività lavorativa, diventa indispensabile pianificare e proteggere la ricchezza nel lungo periodo.
È in questa intersezione che si esprime la Bancassicurazione del Gruppo Credem, fondato sulla convinzione che la protezione del
patrimonio sia parte integrante e imprescindibile della gestione finanziaria globale. La sinergia tra la rete distributiva e la fabbrica
prodotto specializzata permette di rispondere ai mercati offrendo un unico punto d’accesso per tutte le esigenze patrimoniali.

Niente retroattività dell’obbligo di etichettare deep fake e contenuti sintetici generati dall’IA (intelligenza artificiale) prima del 2/8/2026. Peraltro, chi detiene deep fake, creati dall’IA prima di quella data e non contrassegnati, è invitato a rivelare l’origine artificiale di audio, video e testi. È quanto precisano gli Orientamenti, pubblicati dalla Commissione UE il 20/7/2026, sugli obblighi di trasparenza per fornitori e operatori di determinati sistemi di IA. Le linee guida in commento analizzano i quattro tipi di adempimenti, previsti dall’articolo 50 del regolamento UE sull’IA n. 2024/1689 (AI act), articolo efficace dal 2/8/2026 (salvo una eccezione), fornendo esempi e indicando i tempi di applicazione e le sanzioni in caso di violazione.
Lo sviluppo sperimentale di strumenti di intelligenza artificiale nelle attività di contrasto dell’abusivismo finanziario permetterà alla Consob di disporre di un sistema basato su una combinazione di algoritmi per rendere più efficienti i processi di vigilanza. Ma la supervisione e il coordinamento umano restano presupposti imprescindibili per garantire affidabilità dei risultati, trasparenza e spiegabilità delle fasi valutative e decisionali, oltre che la coerenza con il quadro normativo europeo e nazionale. Sono le conclusioni del nuovo Quaderno Fintech dedicato all’argomento
La distribuzione italiana si ripensa e soprattutto vuole ripensare la prossimità col consumatore finale visto che, dal 2018 al 2025, hanno chiuso lungo tutta la Penisola più di 96 mila negozi (sulla soglia ora dei 570 mila, giù del 14,4%). Il calo colpisce in particolare gli ambulanti (-27,3%) e i piccoli negozi alimentari (-17,9%), secondo il primo rapporto di Confcommercio sul commercio in Italia, cui seguirà il prossimo autunno un’indagine sul nuovo consumatore. Ma la Confederazione generale italiana delle imprese, delle attività professionali e del lavoro autonomo (presieduta da Carlo Sangalli) non si ferma ai progetti dei prossimi mesi e vuole ampliare il raggio di analisi anche ai settori dell’e-commerce, dell’automotive e, in particolare, delle edicole. Nella distribuzione «c’è da considerare, però, che non diminuisce così velocemente il numero di addetti ai lavori, oggi a quota 1,871 milioni, giù dell’1,8%, mentre di contro crescono significativamente produttività. Questo vuol dire che ci sono meno negozi ma più grandi ed efficienti», ha sottolineato Mauro Lusetti, vicepresidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia con delega al contratto collettivo nazionale del lavoro, nonché presidente Conad dal 2023. Si tratta di cambiamenti del settore molto rapidi, che portano tuttavia alla desertificazione dei punti vendita sul territorio con conseguente danno soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, come gli anziani, peraltro in una nazione che invecchia.
Allianz Value, società di Allianz Italia specializzata in servizi e progetti dedicati alla salute, ha inaugurato, insieme al comune di Chiomonte (To), il suo primo ambulatorio leggero di telemedicina, in collaborazione con Cgm Telemedicine. Il servizio, aperto al pubblico presso il palazzo comunale, rappresenta un modello inedito: una collaborazione tra pubblico e privato che porta tecnologie medicali e strumenti avanzati di telemedicina direttamente nei piccoli comuni montani, dove l’accesso alla sanità è più difficile. «Portare la competenza e il marchio di Allianz in un’iniziativa così pionieristica, che valorizza la nostra capacità realizzativa, è per noi motivo di grande soddisfazione», ha detto Fiammetta Fabris, a.d. di Allianz Value.
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Nella notte italiana tra martedì e mercoledì, OpenAI ha ammesso che nei giorni precedenti un suo agente, cioè un’IA capace non solo di generare ma anche di agire in maniera autonoma, ha eseguito un attacco hacker «senza precedenti». La vittima è stata Hugging Face, un’azienda americana che gestisce una delle più grandi comunità al mondo di sviluppatori di IA. Durante dei test di sicurezza in un’area protetta, tecnicamente una sandbox, l’agente di OpenAI è uscito da questo recinto digitale per intrufolarsi negli
archivi di Hugging Face. Questo è stato possibile non perché la macchina si fosse ribellata. Ma perché l’IA era stata addestrata per fare il possibile per attaccare un archivio di dati. Con questa indicazione, gli ingegneri di OpenAI hanno perso il controllo della loro creatura. La quale ha bucato la sua area protetta, è andata su Internet e si è infiltrata nei database di Hugging Face.
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