GIURISPRUDENZA
SE NULLA CAMBIA, PERCHÉ COMPLICARE UNA QUESTIONE SEMPLICE?
Autore: Marco Rossetti
ASSINEWS 388 – Settembre
1. Tutto il mondo è Paese
In materia di assicurazione della responsabilità civile automobilistica (r.c.a.) davvero tutto il mondo è Paese: non solo i problemi, ma anche le prassi e i malvezzi, che qui da noi hanno fatto versare fiumi d’inchiostro e riempito i Tribunali, non sono affatto merce rara negli altri Paesi dell’Unione Europea. Si prenda, ad esempio, il tema della possibilità che la vittima di un sinistro stradale ceda a terzi il credito risarcitorio vantato nei confronti dell’assicuratore del responsabile: c’è forse qualcosa, su questo argomento, che non abbia formato oggetto di controversia? Abbiamo discusso se la cessione fosse lecita, se il cessionario fosse legittimato a convenire l’assicuratore, se il cessionario avesse l’obbligo di iscriversi nel registro degli intermediari creditizi, come si dovesse ripartire in giudizio l’onere della prova, e mille altre bazzecole.
Oggi, grazie ad una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea scopriamo che la pratica di cedere i crediti risarcitori non è affatto una esclusiva Made in Italy, e che i medesimi dubbi giuridici da essa posti agli interpreti italiani hanno tormentato anche gli organi giudicanti di altri Paesi, al punto da scomodare i giudici di Lussemburgo. Da questi è pervenuta ora una parola di chiarezza, che potremmo così riassumere: la scoperta dell’acqua calda.
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