Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
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Compenso agli avvocati parametrato agli obiettivi perseguiti. Derogabile la solidarietà passiva delle parti per le spettanze dei professionisti: quando la causa si chiude con accordo, le parti possono decidere chi paga cosa, senza che il legale possa chiedere l’intero importo a ciascuna di loro. Riservata agli iscritti all’albo forense la consulenza legale stragiudiziale continuativa. Più snello il parere del Coa per il recupero crediti. Riconosciuti i legali d’impresa. Sì alla “pubblicità” vera e propria, non più solo “informativa”, ma tutelando i clienti e il segreto professionale. Nelle Sta agli avvocati vanno almeno due terzi del capitale e dei diritti di voto. Tutela nella monocommittenza, tirocini alleggeriti, rimborso spese ai praticanti. Si diventa specialisti per esperienza, non soltanto con i corsi. Addio voto di lista nelle elezioni per gli Ordini. Sono solo alcune delle novità introdotte dalla riforma forense, la cui legge delega è stata approvata in via definitiva dal senato. Ora il governo è delegato ad approvare entro sei mesi uno o più decreti legislativi per la riforma organica della professione: i provvedimenti attuativi saranno adottati sulla base di una serie di principi fondamentali indicati dalla legge delega.
Non si arresta il calo delle start-up innovative in Italia. Infatti, le nuove iscrizioni al registro delle imprese sono scese da 2.027 nel 2024 a 1.986 nel 2025 (-2%), con il numero complessivo di start-up innovative che si è attestato a 11.820 unità, in diminuzione del 2,7% rispetto all’anno precedente e del 19% rispetto al picco raggiunto nel 2021. L’andamento registrato nell’arco temporale 2017-2025 delinea, in maniera netta, il trend negativo in corso, considerato che dopo un ciclo espansivo intenso (+69% tra il 2017 e il 2021), dal 2022 le start-up innovative hanno cominciato la curva negativa, passando da 14.669 nel 2021 a 11.820 nel 2025, pari allo 0,55% sul totale delle società di capitali. Come rilevano gli analisti, oltre alla riduzione numerica, dall’indagine emerge anche una crescente concentrazione sia settoriale che geografica. Infatti, il 61% delle start-up innovative opera nei servizi informatici e nello sviluppo software mentre il 13% è attivo nella ricerca e sviluppo. Rispetto al 2024, emergono dinamiche eterogenee. In dettaglio, il settore dei software cresce (+99 unità), mentre comparti come portali web (-18) e consulenza Ict (-42) si contraggono. Come si legge nel rapporto, il dominio del digitale rischia di comprimere la capacità del sistema di generare innovazione in ambiti ad alto impatto industriale, tecnologico e scientifico. La scarsa presenza di start-up in settori come energia, materiali avanzati, agroalimentare tech o deeptech può rappresentare un limite nello sviluppo di questi comparti. L’analisi condotta da Cerved sui progetti nati nel biennio 2024-2025 evidenzia quattro direttrici tecnologiche dominanti. In particolare, piattaforme e modelli di distribuzione cloud (29% delle nuove start-up), IA e analisi dati (29%), Internet delle cose, sistemi integrati ed elaborazione dati (15%), manifattura avanzata e materiali (8%). Le tecnologie digitali per l’industria, ossia automazione, robotica, sistemi IoT per la produzione, risultano particolarmente rilevanti. L’Intelligenza artificiale trova applicazioni in settori eterogenei, dalla manifattura all’healthcare fino al retail e ai media. La cybersecurity resta, invece, un ambito ancora marginale nelle nuove iniziative.
Per circolare con un monopattino elettrico serve una polizza Rc dedicata. L’obbligo, scattato il 16 luglio, cambia il modo in cui questi veicoli vengono considerati su strada e riguarda sia chi li usa tutti i giorni sia chi li utilizza solo occasionalmente. La copertura deve essere riferita al singolo monopattino e riportare correttamente il codice del targhino, perché una generica responsabilità civile personale o familiare non è sufficiente. Per i proprietari, però, il nuovo adempimento richiede attenzione: prima di scegliere una polizza conviene confrontare più preventivi, verificare i massimali e le esclusioni e capire se siano coperti anche casi come l’uso da parte di un familiare o il prestito occasionale del mezzo. È bene anche controllare che i dati inseriti nel contratto coincidano con quelli del proprietario e del contrassegno, per evitare contestazioni in caso di verifica su strada o di sinistro. Il cambiamento arriva in una fase in cui l’offerta delle compagnie è ancora in assestamento e non sempre è semplice individuare online prodotti pensati espressamente per i monopattini
Piscine in sicurezza sotto la responsabilità dell’amministratore. Nel periodo estivo funzionano a pieno regime gli impianti artificiali per la balneazione installati non solo presso i condomini e i supercondomini, ma anche per esempio negli immobili in multiproprietà. Tuttavia, la corretta gestione di queste strutture necessita di una serie di adempimenti. In caso contrario il condominio, in quanto custode dell’impianto, potrà essere chiamato a rispondere dei danni causati. In attesa che si chiuda l’iter di approvazione del dl Sport ed entrino in vigore le nuove regole, entriamo nel dettaglio delle norme già operative.

Qualcosa, nel meccanismo creato dal governo ed entrato in vigore in più fasi tra il 2025 (per le grandi imprese), l’ottobre 2025 (per le medie) e il marzo del 2026 (per le piccole), non sembra ancora funzionare al meglio. Per una serie di motivi concomitanti. Più che mutualizzare, fino a questo momento le imprese hanno pagato esattamente in relazione al rischio che corrono. Se si trovano in un territorio soggetto a terremoti, frane o alluvioni (i tre rischi che concorrono a determinare la tariffa) pagano molto o moltissimo. Se invece insistono su aree poco rischiose, pagano poco o pochissimo. A mettere in luce le caratteristiche di questa prima fase di applicazione delle polizze catastrofali è uno studio di Riccardo Cesari, docente all’Università di Bologna ed ex membro
del consiglio d’amministrazione dell’Ivass, l’ente di vigilanza sul settore assicurativo. Lo studio è apparso su Lavoce.info e riguarda i dati pubblicati recentemente dall’Ivass relativi però all’inizio del 2026. I dati sono quindi limitati. Si dovrà rivedere la situazione quando i dati saranno molti di più, soprattutto per l’irrompere sul mercato almeno di una parte delle miniimprese, circa 4 milioni. Tuttavia, c’è un certo sgomento, al momento: gli ultimi dati raccolti dall’Ania, l’associazione fra le imprese assicurative, fino al 31 maggio scorso, parlano di 733.498 contratti in essere, pari al 16,3% delle aziende che in teoria dovrebbero assicurarsi. In parole povere, le piccole imprese sono restie ad assicurarsi anche se queste polizze sono obbligatorie. Alla fine ciò che emerge è che a essere penalizzate in questa fase sono soprattutto le imprese piccole e che insistono in territori ad alto rischio (ancor più quelle che hanno entrambi questi handicap). Proprio parte di quel “popolo delle partite Iva” che in un modo o nell’altro i governi di centro-destra hanno sempre vezzeggiato e ritenuto di dover difendere
Il 68% degli italiani si fida di un agente IA più che del proprio migliore amico per fare un acquisto. A metterlo nero su bianco sono i dati che emergono dalla Consumer Pulse 2026 di Accenture. Secondo la ricerca, i consumatori italiani sono sempre più disponibili a delegare agli agenti IA attività tradizionalmente gestite in prima persona. Il 72% è disposto a lasciare che un agente IA gestisca in autonomia attività di commercio come negoziare offerte, gestire reclami, riordinare prodotti o rinnovare abbonamenti, purché il consumatore mantenga il pieno controllo del processo. Questa disponibilità alla delega si estende anche a forme più avanzate
di autonomia. Il 26% degli intervistati si dice disposto a lasciare che l’agente IA prenda la decisione finale di acquisto prima dell’autorizzazione al pagamento, rispettando parametri predefiniti, come prezzo e preferenze. Fino a un 8% che consentirebbe già oggi all’agente di completare autonomamente l’intera transazione. Si tratta ancora di una quota limitata ma significativa, che segnala come l’adozione di modelli decisionali autonomi stia iniziando concretamente a prendere forma
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Intesa Sanpaolo ha iniziato le proprie manovre di avvicinamento a Siena. Telefonate, incontri, pranzi. Nicoletta Fabio, sindaco di Siena, ha replicato scrivendo la settimana scorsa al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, al presidente del Garante della Concorrenza e al presidente della Consob, per evidenziare i pericoli che l’offerta pubblica di acquisto e scambio annunciata l’8 giugno scorso da Intesa sul Monte dei Paschi rappresenta per la banca, per la città, per fino per la regione, essendo Mps uno dei maggiori datori di lavoro in Toscana. L’opportunità di un accordo di comune convenienza vede ancora tante caselle da definire. Si sta discutendo di governance, di cariche e di assetti strategici, di possibili sinergie e di tagli dei costi. Si sta discutendo di autonomie e, ovviamente, anche della presenza attuale e futura del socio francese di Banco Bpm, quel Crédit Agricole che controlla quasi il 30 per cento della banca di piazza Meda e che a inizio giugno ha votato a favore, con tutti e quattro i suoi rappresentanti nel cda, dell’iniziativa di avvicinamento tra i due gruppi. Da qui al 7 agosto ogni giorno può essere propizio per un annuncio.
Nei prossimi 10 anni assisteremo a uno dei maggiori passaggi intergenerazionali di ricchezza mobiliare e immobiliare dai silver a figli e nipoti. È uno degli effetti più importanti della longevity economy, l’economia che ruota attorno agli over 50 che si preparano alla loro quarta età e agli over 65 che in quella conquistata parte di vita, ci sono già entrati. Ottant’anni di pace mondiale, hanno aumentato la popolazione terrestre dai 2 miliardi circa del 1945 a 4 poi a 8 e oggi a 8,23 miliardi di individui; anche l’Italia ha aumentato di molto la sua popolazione tanto che il 92% circa di tutti noi è nato nel secondo dopoguerra. Mixando i dati delle indagini di Bankitalia con quelli del Mef (relativi al 2023) che indicano il valore del patrimonio medio delle famiglie italiane per fasce d’età, emerge che il livello di patrimonializzazione mobiliare della longevity economy è pari, per le famiglie con capofamiglia un over 65, a 197mila euro che moltiplicati per 9,1 milioni di famiglie porta il totale della ricchezza a 1.798 miliardi di euro, il 38% circa della ricchezza finanziaria netta delle famiglie italiane. Le famiglie con capofamiglia tra i 51 e i 64 anni dispongono di 203 mila euro che moltiplicati per il numero di famiglie portano la ricchezza a 1.733 miliardi di euro, pari a circa il 37% del totale. Queste due classi di età, oltre il 64% delle famiglie del Paese, possiedono il 75% dell’intera ricchezza mobiliare. Questa ricchezza appartiene per circa il 30% agli over 74 e nei prossimi 20 anni verrà in parte destinata ad incrementare i volumi dei consumi dei silver e il resto verrà trasferita a figli o parenti (il passaggio generazionale naturale).
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