GIURISPRUDENZA
Sciolto il dilemma della natura della perizia contrattuale con un quid novi sulla prescrizione
Autore: Bianca Pascotto
ASSINEWS 388 – Settembre
Nel marzo dello scorso anno la terza sezione della Corte di Cassazione aveva demandato alle Sezioni Unite la soluzione della vexata quaestio che affliggeva la natura della perizia contrattuale ovvero: la clausola che prevede la perizia contrattuale che si rinviene in moltissimi contratti assicurativi e non solo, è una sorta di arbitrato irrituale oppure no? Dalla risposta al quesito dipendono numerose conseguenze: la prima tra tutte è quella che concerne il potere di adire alla giurisdizione ordinaria una volta terminato il percorso peritale, potere/diritto che è escluso nel caso in cui la perizia contrattuale venga parificata all’arbitrato irrituale (o libero), ammesso, invece, in ipotesi contraria.
Le Sezioni Unite hanno espresso il loro parere con la sentenza del 30 aprile 2026 n. 11959 e hanno definito chiaramente cosa debba intendersi per perizia contrattuale, delineando, altrettanto chiaramente, la differenza che intercorre tra i due istituti. La pronuncia, inoltre, affronta in modo innovativo l’effetto che produce la perizia sul decorso prescrizionale del diritto all’indennizzo assicurativo.
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