Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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Il tempo sarà un fattore determinante nella battaglia per il Montepaschi e i prossimi quindici giorni saranno decisivi. Giovedì scorso il cda di Rocca Salimbeni ha respinto l’opas da 30,6 miliardi in azioni e contanti promossa da Intesa Sanpaolo giudicandone insufficiente il premio e rischiosa l’esecuzione, anche dietro l’analisi degli advisor nominati dal board, Vitale & Co. e Clifford Chance, in aggiunta a Ubs e Bofa. Allo stesso tempo Siena ha aperto alla proposta di Banco Bpm, perché una fusione alla pari valorizzerebbe «l’intero perimetro» di Mps senza smembrare attività, rete distributiva e marchio. È una preferenza industriale ma non ancora un’offerta e, anche per questo, Intesa parte in vantaggio. La sua assemblea straordinaria per l’aumento di capitale a servizio dell’opas è fissata per il 10 settembre; ottenute tutte le autorizzazioni, il periodo di adesione è previsto tra novembre e dicembre
Ivass chiede più tutele per i clienti e maggiore trasparenza per le polizze assicurative sottoscritte al supermercato o proposte dai call center degli operatori di luce, gas o telefonici. La richiesta dell’autorità di vigilanza presieduta dal direttore generale di Banca d’Italia Paolo Angelini è arrivata a valle di un’indagine sul fenomeno che sta prendendo piede pur avendo ancora numeri contenuti.
Generali punta sulla sovranità economica europea con un nuovo programma di investimenti da 300 milioni di euro per rafforzare le piccole e medie imprese. Si chiama European Sovereignty Program l’iniziativa lanciata dal gruppo assicurativo triestino che mira a sostenere innovazione, competitività industriale e resilienza delle filiere strategiche attraverso un portafoglio diversificato di investimenti in equity e debito, mercati quotati e asset privati.
Swisscanto Asset Management International, asset manager elvetico, lancia Swisscanto Bond Fund Cat Bonds. Si tratta di un fondo d’investimento Ucits che investe in obbligazioni catastrofali particolarmente utili in fasi di mercati volatili. I rendimenti di questi strumenti – che consentono alle compagnie assicurative di trasferire ai mercati dei capitali i rischi legati a eventi catastrofali come uragani, alluvioni o terremoti – dipendono principalmente dal verificarsi di tali calamità e sono quindi meno influenzati dall’andamento generale dei mercati finanziari.

Come cambia l’economia di un Paese in cui la popolazione più giovane si riduce e quella più anziana continua a crescere? La domanda non è scontata perché mentre la denatalità comprime il numero complessivo degli abitanti, l’allungamento della vita media porta in primo piano una fascia che cresce, resta attiva e concentra risorse decisive: gli over 55. Una fascia che rappresenta un terzo degli italiani e che, secondo i dati diffusi da Eumetra, controlla oltre la metà della ricchezza privata. In numeri: 20,3 milioni di persone (che diventeranno 22 milioni entro il 2035) che detengono tra il 55 e il 65% della ricchezza netta delle famiglie italiane, pari a circa 6.500 miliardi di euro.  Gli over 55 non cercano solo assistenza. Cercano qualità, affidabilità, benessere, mobilità, tempo libero e soluzioni utili. Non è un caso che viaggi e vacanze, hobby culturali e sportivi, miglioramento della casa e tecnologia compaiano tra i principali progetti futuri
In Inghilterra la prima causa vinta da uno studio legale IA. Nelle scorse settimane, in Inghilterra, il Tribunale di Wandsworth ha emesso una sentenza destinata a far discutere. Ma non per le motivazioni giuridiche o la complessità del caso (si trattava di compensi per circa 7.000 sterline che non erano stati corrisposti a una freelance). Il motivo di tanto interesse è che la ricorrente si è affidata a Garfield AI, la prima law firm autorizzata dalla Solicitors Regulation Authority a fornire servizi legali attraverso un sistema di intelligenza artificiale. Il sistema ha redatto la messa in mora, predisposto e depositato gli atti, preparato le dichiarazioni testimoniali e il fascicolo d’udienza. È il primo caso giudiziario vinto con il supporto di un sistema legale di AI regolamentato e la parcella per la cliente è stata di sole 400 sterline. Non si tratta di un caso isolato: in poco più di un anno lo studio AI ha avviato oltre 600 contenziosi e recuperato più di 500.000 sterline per i clienti.
Non risponde di lesioni colpose il datore se non conosceva la prassi a rischio che è costata l’infortunio al lavoratore. E ciò perché se in azienda si svolge una lavorazione che elude le norme di sicurezza l’imprenditore è responsabile soltanto se si prova che ne era a conoscenza o l’ignorava colpevolmente: va dunque esclusa la condanna se si accerta che la prassi contro legge era saltuaria e mai portata a conoscenza dei responsabili. Né si configura una lacuna nel dvr, in cui bisogna analizzare i rischi delle lavorazioni effettivamente demandate ai lavoratori. Così la Cassazione nella sentenza n. 26679 del 16/07/2026. Un operaio con mansioni di manutentore decide di lucidare un perno usurato, ma la carta abrasiva s’impiglia nel guanto da lavoro e la mano resta agganciata alla macchina in movimento: il lavoratore perde le falangi di alcune dita. Attenzione, però: l’operazione non è prevista dal mansionario né ha disciplina specifica, mentre il tornio risulta a norma; soprattutto si scopre che la prassi di lucidare i perni è praticata sporadicamente da alcuni lavoratori quando mancano i pezzi di ricambio, ma non risulta mai discussa nelle riunioni sulla sicurezza né segnalata dai preposti, mentre le forniture dei ricambi sono regolari: mancano, dunque, indici che avrebbero dovuto allertare l’imputato
Il personale scolastico può continuare a lavorare fino a che non matura il diritto ad andare in pensione. È illegittimo collocarlo a riposo a 70 anni se non ha maturato il requisito delle leggi previdenziali. È quanto deciso dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 125 del 14 luglio 2026, che ha dichiarato incostituzionale l’articolo 509, comma 3, del Testo Unico Scuola (d.lgs. 297/1994). La Consulta si è pronunciata in una vicenda che ha coinvolto una insegnante la quale, avendo compiuto i sessantasette anni e non disponendo di contributi sufficienti a conseguire la pensione, ha presentato l’istanza per il trattenimento in servizio fino all’età di 70/71 anni.

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La prevenzione passa anche dai social. È questa convinzione che caratterizza la quarta edizione del «Vittoria for Women Tour», il viaggio itinerante realizzato da Vittoria Assicurazioni per sensibilizzare sulla prevenzione delle malattie oncologiche femminili. Infatti, tra le novità di questa edizione, figura la collaborazione con un giovane gruppo di medici ed esperti di salute: Heimi Salute e Prevenzione, società cooperativa sociale attiva nella divulgazione medico-scientifica e conosciuta sui social per il proprio approccio divulgativo. «Il progetto – racconta Gianluca Baroni, medico di igiene e medicina preventiva, direttore creativo di Heimi – nasce da un gruppo di quattro amici, professionisti della salute.

Spendere di più non significa necessariamente produrre più salute. Nel 2024 la spesa sanitaria statunitense è cresciuta del 7,2%, raggiungendo 5,3 trilioni di dollari, pari al 18% del Pil nazionale (15.474 dollari pro capite). Eppure gli Stati Uniti si collocano agli ultimi posti tra i Paesi ad alto reddito per anni vissuti in buona salute. È il paradosso da cui parte la riflessione di Camillo Ricordi, professore di Chirurgia all’University of Miami Miller School of Medicine. Da anni impegnato nella ricerca sul diabete e nella medicina traslazionale, oggi Ricordi propone un cambio di paradigma: spostare il baricentro da un sistema che cura esclusivamente la malattia a uno che ne integri la prevenzione, prima, e dopo una cura, evitando che le persone diventino “pazienti” promuovendo la longevità sana.
La Sanità è sempre più nel mirino dei cyber criminali con gli attacchi informatici contro le strutture sanitarie in preoccupante crescita. l numeri parlano chiaro: gli eventi contro ospedali e aziende sanitarie sono aumentati drasticamente, con un incremento del 111%, passando da 27 eventi nel 2023 a 57 nel 2024 secondo i dati ufficiali dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. E secondo Energieering, azienda specializzata nella cybersecurity delle infrastrutture critiche il trend non accenna a invertirsi con circa 84 attacchi (+47,4%) per il 2025 e addirittura una stima di 124 per il 2026. Praticamente un attacco contro la Sanità ogni tre giorni.