Nel periodo 2019–2025, quasi tutti i paesi europei hanno registrato un aumento nei prezzi della RCA: la sola eccezione è l’Irlanda, con una riduzione complessiva dell’indice pari a -11,8%. In altri paesi gli incrementi sono molto rilevanti: Norvegia +68,6%, Germania +66,8%, Regno Unito +49,0%, Paesi Bassi +32,7%, Spagna +28,1%, Francia +27,6%, tutti sopra (o molto sopra) la media UE27 del periodo (+32,3%). Austria (+24,1%) e Finlandia (+19,5%) registrano un aumento significativo, mentre in Svezia la crescita, pur più moderata (+18,1%), resta sostenuta. Lo rileva ANIA, che ha effettuato una comparazione utilizzando i dati Eurostat sui prezzi rc auto.
L’Italia presenta, invece, un incremento complessivo dell’indice pari all’11,2%, ben al di sotto della media europea, segnalando una dinamica più moderata nel lungo periodo. Aumenti ancora più contenuti si osservano in Grecia (+6,8%), Belgio (+3,1%) e Lussemburgo (+2,2%), dove l’indice risulta sostanzialmente stabile. Sugli ultimi dati disponibili (maggio 2026 vs maggio 2025), la crescita prosegue in molti paesi ma con intensità differenziate: l’Italia registra un +4,2%, inferiore alla media UE (+6,1%). Francia (+9,9%), Spagna (+8,8%), Svezia (+8,2%), Paesi Bassi (+6,3%) e Germania (+6,1%) mostrano rialzi più sostenuti, mentre in Lussemburgo, Belgio, Danimarca e Grecia gli incrementi sono più contenuti; in Irlanda si osserva una variazione negativa (-2,4%).
Variazione % dell’indice dei prezzi dell’assicurazione per i mezzi di trasporto
Queste dinamiche hanno progressivamente ridotto il divario tra i premi medi italiani e quelli dei principali partner europei. Uno studio Boston Consulting Group per ANIA aveva rilevato che, nella media 2008–2012, le polizze italiane costavano circa 213 euro in più rispetto alla media di Germania, Francia, Spagna e Regno Unito. Nel 2016 il differenziale era già sceso a 100 euro, e sulla base degli indici Eurostat, nel 2024 si riduce ulteriormente a 24 euro. Nel 2025 si registra un lieve aumento del differenziale (32 euro), dovuto soprattutto all’andamento del Regno Unito, dove dopo forti aumento si è osservata una marcata riduzione dei premi medi; gli ultimi dati (maggio 2026) tuttavia indicano una nuova ripresa dei prezzi britannici.
La maggiore volatilità del mercato UK è legata alla sensibilità dei premi ai costi dei sinistri e all’elevata intensità competitiva, che rende gli adeguamenti tariffari più rapidi. Al netto di queste specificità, il differenziale tra Italia e gli altri grandi paesi resta storicamente contenuto, confermando un significativo processo di convergenza.
Premi medi R.C. Auto – confronto europeo (*)
Totale premi e tasse, diviso per il numero di veicoli assicurati
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