Nel ramo RCA, il costo totale dei risarcimenti per i sinistri accaduti nel 2025 è pari a 10,7 miliardi di euro, considerando sia i danni a cose sia quelli alla persona, secondo quanto riporta ANIA nella sua pubblicazione L’Assicurazione italiana 2025-2026. I danni fisici rappresentano la quota principale: circa 6,2 miliardi, pari al 58,4% del totale, includendo anche la componente materiale dei sinistri misti, mentre i soli danni ai veicoli (ricambi e manodopera) pesano per 4,4 miliardi, cioè il 41,6%. Il dato conferma che, pur in presenza di un numero contenuto di sinistri con lesioni, l’impatto economico del danno alla persona è strutturalmente prevalente rispetto alla componente materiale.
Lesioni lievi e gravi: impatto economico molto diverso
Se si guarda al dettaglio, le lesioni da invalidità permanente (IP) lieve, comprese tra 1 e 9 punti, generano nel 2025 risarcimenti per circa 1,9 miliardi di euro, pari al 17,7% del costo complessivo dei sinistri. Le lesioni gravi, con oltre 9 punti di IP, ei sinistri mortali comportano invece un esborso di circa 4,3 miliardi, pari al 40,7% del totale: meno numerosi, ma enormemente più onerosi. In termini di frequenza, i sinistri con almeno un danno alla persona incidono per il 13,8% del totale, in lieve aumento rispetto al 13,7% del 2024 e al 13,5% del 2023, ma comunque in netto calo rispetto al 17,3% del 2016; la riduzione più marcata si è registrata fino al 2020, mentre il biennio recente mostra una leggera inversione di tendenza.
Costo medio in crescita
Nonostante l’incidenza dei sinistri con danno fisico resti contenuti, nel 2025 il loro numero continua a ridursi e il costo medio aumenta del 4,1%, attestandosi su circa 23.260 euro (22.338 euro nel 2024). Nel periodo 2022‑2025 il costo medio dei sinistri con lesioni cresce complessivamente di circa il 18%, in linea con un contesto inflativo: nello stesso arco temporale l’acquisto generale vendita del 17,2%, mentre i risarcimenti per danni alla persona vengono rivalutati del 18,3%. Anche i danni a cose seguono una dinamica simile: il costo medio raggiunge i 2.640 euro nel 2025 (+3,5% sul 2024), con un aumento complessivo oltre il 18% sul triennio, strettamente legato ai maggiori costi di riparazione e all’incremento di circa il 16,4% dei prezzi dei pezzi di ricambio e accessori per mezzi privati. Ne risulta un quadro in cui l’evoluzione dei costi – materiali e fisici – è largamente riconducibile alle pressioni inflattive sul settore.
Microlesioni: frequenza in calo ma costo medio su nuovi massimi
Per le lesioni lievi (1–9 punti di IP), la frequenza dei sinistri scende da 0,600% nel 2024 a 0,582% nel 2025, riduzione di circa il 3% coerente con il calo della frequenza sinistri totale. La dichiarazione non è però uniforme: si riduce la frequenza per i livelli 1–4 punti e per 6 e 9 punti, mentre la si aumenta per 5, 7 e 8 punti, segnalando un leggero spostamento verso un’invalidità relativamente più elevata. Rimane comunque confermata la concentrazione sulle microlesioni: i danni tra 1 e 5 punti costituiscono circa il 90% del totale anche nel 2025. Il costo medio dei sinistri con lesioni lievi vendita a 7.525 euro, +4,1% rispetto al 2024 e oltre +24% sul periodo 2022‑2025, raggiungendo il valore più alto dell’ultimo decennio; la crescita resta sostenuta, pur con intensità leggermente inferiore rispetto al biennio precedente.
Frequenza dei sinistri per tipologia di danno e gravità delle lesioni (*)
Lesioni gravi e mortali: frequenza stabile, costi molto elevati
Per i sinistri con invalidità permanente superiore a 9 punti, inclusi gli eventi mortali, la frequenza nel 2025 è pari a circa 0,038%, sostanzialmente stabile rispetto al 2024, e questo nonostante la riduzione della frequenza complessiva dei sinistri e di quella relativa alle lesioni fino a 9 punti. Il costo medio per questa tipologia si attesta intorno ai 260.000 euro, in linea con il dato dell’anno precedente e su livelli storicamente elevati, tra i più alti dell’ultimo decennio. L’andamento conferma un trend di crescita nel tempo, con qualche segnale di attenuazione nel biennio più recente, ma senza vere discontinuità: pochi casi, ma ad altissimo impatto economico e sociale.
Costo medio dei sinistri per tipologia di danno e gravità delle lesioni (*)
Valori in euro
Divari territoriali: Mezzogiorno più esposto ai danni fisici
L’analisi geografica, basata sull’anno 2024 (ultimo disponibile con dettaglio provinciale), conferma una distribuzione territoriale stabile e un chiaro divario tra Nord e Sud. La media nazionale dell’incidenza dei sinistri con danni fisici è pari al 12,8%, ma le province del Mezzogiorno presentano valori significativamente superiori. In Puglia, ad esempio, l’incidenza raggiunge il 24,6% a Barletta‑Andria‑Trani, il 23,8% a Taranto, il 22,9% a Lecce, il 22,7% a Foggia, il 20,5% a Bari e il 18,9% a Brindisi; in Calabria si registrano livelli elevati a Crotone (18,4%), Cosenza (17,0%), Vibo Valentia (16,8%), Reggio Calabria (16,6%) e Catanzaro (15,2%). Valori superiori alla media emergono anche in altre province del Sud e delle Isole, come Salerno (18,6%), Caltanissetta (18,4%) e Messina (18,3), a conferma di una maggiore incidenza del fenomeno nelle aree meridionali.
All’opposto, le province con incidenze più contenute si concentrano nel Nord e in Sardegna, dove quasi tutte si collocano sotto il 10%. Tra i valori minimi spiccano Biella (7,7%), Bolzano e Trento (7,8%), Aosta e Nuoro (7,9%), oltre a Cuneo (8,8%) e Belluno (9,4%). Nel complesso, la geografia dei danni fisici disegna un diverso strutturale: Mezzogiorno sistematicamente più esposto, Centro‑Nord e Sardegna con livelli più bassi, con implicazioni importanti sia per la gestione tecnica dei portafogli sia per le politiche di prevenzione e sicurezza stradale.
Incidenza % di sinistri con danni fisici a livello provinciale – Anni 2022-2024 (*)
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