Un’analisi comparativa tra veicoli elettrici, ibridi e a combustione interna nelle strade urbane italiane, tra silenziosità, nuove infrastrutture e impatti sulla sicurezza stradale.
La mobilità urbana si evolve rapidamente. L’aumento dei veicoli elettrici e ibridi in circolazione comporta un incremento del rischio di incidenti urbani, in particolare l’investimento di pedoni, rispetto ai veicoli tradizionali a combustione interna? Ad affrontare questa questione è un recente studio, realizzato dalla Fondazione Filippo Caracciolo e firmato da Marco Broccoli, che analizza l’incidentalità urbana in Italia, con l’obiettivo di capire se la transizione verso le motorizzazioni elettriche (EV) e ibride (HEV) modifichi il profilo di rischio per pedoni e utenti vulnerabili rispetto ai veicoli a combustione interna (ICE).
La ricerca parte dal fatto che le caratteristiche intrinseche dei veicoli elettrici e ibridi – in particolare la maggiore silenziosità a basse velocità e la diversa dinamica di erogazione della potenza – potrebbero incidere sulla frequenza e sulla tipologia di incidenti in ambito urbano. Per verificarla, lo studio costruisce un confronto empirico tra sinistrosità urbana per EV, HEV e ICE, con focus specifico sugli investimenti di pedoni.
Scenario della mobilità urbana
Nella parte introduttiva, lo studio descrive la mobilità urbana come un ecosistema ad alta densità di veicoli e utenti, dove si concentrano la maggior parte degli spostamenti quotidiani e dei conflitti tra diverse modalità di trasporto. Le città vengono rappresentate come ambiti complessi, con incroci frequenti, attraversamenti pedonali, piste ciclabili, zone residenziali a velocità ridotta e forte presenza di utenti vulnerabili (pedoni, ciclisti, bambini, anziani).
Il parco circolante italiano conta oltre 54 milioni di veicoli a motore, ancora prevalentemente a combustione interna, ma con una quota crescente di veicoli a propulsione elettrica e ibrida, soprattutto tra le autovetture. A questa evoluzione si aggiungono i fenomeni di micromobilità (monopattini elettrici, biciclette ed e‑bike), mobilità condivisa e rafforzamento del trasporto pubblico, aumentando la complessità gestionale dello spazio stradale e dei potenziali punti di contatto tra utenti diversi.
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