Nel 2025 il confronto europeo sulla tassazione indiretta dei premi assicurativi realizzato da ANIA conferma un quadro sostanzialmente stabile, con l’Italia che resta tra i Paesi più gravati dalla fiscalità in diversi rami chiave. Il divario è particolarmente evidente nei rami rc auto, incendio e rc generale, mentre sui rami malattia e infortuni emerge una posizione intermedia, in un contesto europeo molto differenziato.

Nel ramo rc auto, l’Italia presenta un’aliquota complessiva pari al 26,2%, determinata dall’effetto congiunto dell’imposta sulle assicurazioni e degli oneri parafiscali. L’aliquota dell’imposta, pari in media al 15,7%, riflette l’applicazione della misura base del 12,5% e degli incrementi deliberati dalla quasi totalità delle province, che nella maggior parte dei casi hanno scelto il livello massimo consentito del 16%. Solo tre province a statuto speciale mantengono un’aliquota inferiore, pari al 9%. Il dato italiano resta così sensibilmente più alto della media europea, ferma al 18,7%, e superiore a quello di Paesi come Spagna, Austria e Regno Unito, mentre Francia e Paesi Bassi si collocano su livelli più elevati, seppure per ragioni e assetti fiscali differenti.

Anche nel ramo incendio la pressione fiscale italiana rimane alta, con un’aliquota del 22,25%, superiore a quella di Regno Unito, Spagna e Austria. Solo Francia e Finlandia presentano livelli più elevati.

Un andamento analogo si osserva nel ramo rc generale, dove l’Italia si conferma tra i Paesi con la tassazione più pesante, affiancata dalla Finlandia e ben al di sopra di Germania, Regno Unito, Francia e Spagna.

Nel ramo merci trasportate, invece, la situazione è più articolata: l’Italia applica aliquote del 7,5% per il trasporto via acqua e via aria e del 12,5% per il trasporto via terra, in un quadro europeo che vede alcuni Paesi con tassazione molto alta e altri con esenzione o impostazione quasi nulla.

L’analisi estesa ai rami malattie e infortuni mette in evidenza una forte eterogeneità tra gli ordinamenti nazionali. Nel ramo malattia, più della metà dei Paesi analizzati prevede esenzioni o aliquote molto basse, spesso intorno all’1%, e diversi grandi mercati come Germania, Spagna, Paesi Bassi, Polonia, Svezia e Finlandia non tassano questi premi. L’Italia resta invece tra i Paesi che continuano a imporre un prelievo, collocandosi in una posizione intermedia ma lontana dai modelli più favorevoli alla diffusione delle coperture sanitarie private.

Una situazione simile si ritrova nel ramo infortuni, dove alcuni Stati applicano esenzioni o tasse quasi nulle, mentre altri mantengono aliquote più consistenti.

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Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un sistema italiano ancora caratterizzato da un’elevata imposizione sui premi assicurativi, soprattutto nei rami obbligatori e in quelli a maggiore diffusione. Il confronto europeo mostra come, in particolare per le coperture sanitarie, esistano margini per un approccio fiscale più favorevole, che potrebbe sostenere la diffusione delle polizze e contribuire a ridurre la pressione sulle strutture pubbliche.

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