Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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In un quadro globale caratterizzato da incertezza, conflitti, barriere commerciali e vulnerabilità delle catene di approvvigionamento, l’export italiano conferma capacità di tenuta e prospettive di crescita. Le vendite di prodotti tricolore sono previste in crescita del 2% nel 2026, fino a superare quota 655,8 miliardi, per poi accelerare al 2,5% nel 2027, raggiungendo 675 miliardi, e al 2,8% nel 2028, quando supereranno i 690 miliardi. Questo emerge dal Rapporto Export 2026 di Sace «Re-Agire: l’Italia alla sfida dell’export globale».
Nel 2025 i provvedimenti correttivi e sanzionatori del Garante per la protezione dei dati personali sono stati 506, per 37,7 milioni di euro di sanzioni riscosse. Un valore in crescita del 54,5% rispetto ai 24,4 milioni del 2024. Lo si legge nella Relazione sull’attività svolta dal Collegio guidato dal presidente Pasquale Stanzione. Nel 2025 l’Autorità ha adottato 807 provvedimenti collegiali e ha fornito riscontro a 4.288 reclami e 145.846 segnalazioni. Nello specifico, sono stati 2.415 i data breach notificati all’Autorità, in aumento del 10% rispetto al 2024. Di questi il 78,7% provenienti da soggetti privati (1.901) e il 21,3% da soggetti pubblici (514)
Le assicurazioni italiane vanno protette «dalle incursioni straniere nel nostro territorio» e dalla «concorrenza sleale» dall’estero. Lo ha detto a chiare lettere il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani intervenendo ieri dal palco dell’assemblea Ania. E a breve distanza il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in un messaggio video inviato al presidente dell’associazione delle imprese assicurative, Giovanni Liverani, ha ribadito il concetto: il governo «farà la sua parte» nel rendere le condizioni di mercato favorevoli per gli investimenti delle compagnie di assicurazione nel Paese e tra i modi in cui potrà contribuire, ci sarà il fatto di «non rimanere indifferente, quando occorre, all’evoluzione degli assetti proprietari». I due ministri non hanno fatto riferimenti espliciti alle imprese ma il pensiero è andato naturalmente a Generali assicurazioni, interessata dalle manovre finanziarie in atto in questi mesi sul mercato: l’opas annunciata da Intesa Sanpaolo su Mps-Mediobanca porta direttamente al 13% detenuto da Piazzetta Cuccia nel Leone. Mentre nel mercato sono circolate voci di un possibile interessamento di Unicredit (già azionista con l’8,8%) alla partecipazione detenuta da Delfin in Generali (10,15%). E sullo sfondo resta la proposta per una fusione alla pari lanciata da Banco Bpm a Mps che porterebbe sempre al Leone, con la francese Crèdit Agricole primo azionista di Piazza Meda.
Willis Italia, la società del gruppo Wtw quotato al Nasdaq, che opera a livello globale nella consulenza, nello sviluppo di soluzioni per la gestione del rischio e nell’intermediazione assicurativa, ha rilevato il 100% del capitale di Smb Scala & Mansutti Broker. Si tratta di uno storico broker assicurativo con sede a Udine, in Friuli-Venezia Giulia, nato nel 2002 e con premi intermediati di oltre 25 milioni e un fatturato superiore a 3 milioni. «Smb apporta un’ampia conoscenza del mercato locale e una comprovata esperienza nel fornire soluzioni su misura a clienti operanti in settori in forte crescita», dice Marco Antonio Colonna, co-head di Willis Italia, «Questa acquisizione rafforza in modo significativo la presenza di Willis nel Nord-Est Italia e consente alla società di offrire un valore ancora maggiore ai clienti in tutta la regione. Combinando la solida esperienza di Smb nel segmento middle market, (ovvero le aziende con un fatturato oltre 50-70 milioni, ndr) con le competenze di un gruppo internazionale».
Caldo intenso, condizionatori a pieno regime e rete elettrica in sovraccarico. Questa la ricetta per i blackout estivi che, con il passare degli anni, si fanno più frequenti e duraturi. E creano danni per le aziende e disservizi per i cittadini. In caso di interruzione prolungata, però, scatta per i privati un indennizzo che il gestore accredita automaticamente in bolletta, senza bisogno di farne richiesta. Per le imprese, invece, c’è la possibilità di tutelarsi dai danni economici attraverso apposite polizze assicurative. Quando la corrente manca per molte ore, l’utente ha diritto a un indennizzo previsto dalle regole dell’Autorità di settore (Arera). Non si tratta di un risarcimento da richiedere: è una somma forfettaria che il venditore di energia accredita direttamente in bolletta. È pensata come ristoro minimo per il disagio subìto e prescinde dalla prova di un danno concreto. Il rimborso non parte alla prima oscillazione di corrente.

Gli attacchi hacker continuano a imperversare. Aumentano di anno in anno le segnalazioni inviate al Garante della privacy: dal 2022 al 2025 sono quasi raddoppiate, raggiungendo una media di più di 6 notificazioni al giorno. La relazione annuale del Garante della privacy sull’attività svolta nel 2025, presentata ieri (altro servizio a pag. 22), fotografa l’ennesima impennata dei cosiddetti data breach. Sono le violazioni alla sicurezza, da cui derivano pericoli per i dati personali. Tutti gli incidenti, per cui non è improbabile il danno per gli interessati, in base al Gdpr (regolamento UE n. 2016/679, articolo 33) vanno notificati al Garante della privacy, il quale ne dà un resoconto nella relazione annuale. Nel 2025, dunque, i data breach notificati al Garante sono stati 2.415 e sono in aumento del 10% rispetto al 2024. Dal settore pubblico, riferisce il Garante, sono partite 514 autodenunce, che hanno riguardato principalmente comuni, istituzioni scolastiche e strutture sanitarie. Nel settore privato, sono stati contati 1.901 casi, che hanno interessato soprattutto piccole e medie imprese, professionisti e società operanti nei settori delle telecomunicazioni, dell’energia, delle banche e dei servizi. Nei casi di maggiore gravità, il Garante ha adottato provvedimenti sanzionatori nei confronti dei soggetti privati e pubblici vittime degli attacchi.

Per le assicurazioni contro le catastrofi naturali «si è partiti dalle imprese ma progressivamente bisogna diffondere l’importanza della protezione anche alle famiglie». Lo ha annunciato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in occasione dell’assemblea annuale dell’Ania. «Se necessario – ha proseguito Giorgetti – il Governo è pronto ad accompagnare il mercato in questo processo, anche attraverso il sistema di riassicurazione di Sace». Il commento del ministro è arrivato in seguito alla proposta di Giovanni Liverani, presidente dell’Ania, di allargare alle abitazioni l’obbligo per le imprese di sottoscrivere polizze catastrofali (cat nat) introdotto dalla legge di Bilancio 2024. Secondo Liverani, infatti, occorre «estendere al più presto l’obbligatorietà di copertura alle residenze private, quantomeno a quelle che hanno usufruito negli ultimi anni dei generosi e pesanti incentivi fiscali o contributi per le diverse forme di ristrutturazione edilizia». Infatti, «sarebbe assurdo che lo Stato, in caso di sisma o alluvione, dovesse risarcire chi ha già abbondantemente usufruito del sostegno della finanza pubblica» ha osservato il presidente dell’Ania. Anche il ministro del made in Italy Adolfo Urso ha aperto all’estensione dell’obbligo per le polizze catastrofali alle case. «Si deve fare di più – ha detto – intanto si rende obbligatorio per chi ha utilizzato il sisma bonus e poi, su questa strada, altri tasselli». Urso ha poi sollecitato l’Ivass a procedere con la messa a punto del preventivatore, previsto dalla legge, per consentire alle imprese di comparare le offerte. A Urso ha risposto il presidente dell’Ivass, Paolo Angelini: «Il ministro lo sa bene, stiamo lavorando con le sue strutture al ministero» per mettere a punto il preventivatore che deve mettere in piedi una procedura informatica «non banale». Angelini quindi ha rivolto «un accorato appello» alle compagnie per la loro collaborazione per la definizione del comparatore: «vogliamo renderlo operativo entro la fine di quest’anno, si tratta di un obiettivo sfidante».
Nel 2025 l’incidenza delle imprese italiane assicurate contro le catastrofi naturali è ancora limitata al 15% del totale. Nonostante l’obbligo previsto dalla legge di Bilancio 2024 e l’aumento dei fenomeni climatici estremi, secondo le ultime stime dell’Ania le polizze stipulate per queste finalità rimangono poco diffuse. «L’Italia è un paese esposto al rischio di catastrofi eppure è molto sottoassicurato» ha affermato il presidente dell’associazione Giovanni Liverani in occasione dell’assemblea annuale, specificando però che «è finito il tempo delle proroghe all’obbligatorietà di copertura e, nonostante la penetrazione complessiva del sistema imprenditoriale sia ancora troppo contenuta, l’abbiamo raddoppiata in meno di un anno». Il quadro delle imprese che si sono messe al riparo dagli effetti delle catastrofi climatiche risulta piuttosto disomogeneo a livello nazionale, con un’incidenza più alta nel nord e nel centro della penisola e dati inferiori alla media in Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria e Basilicata. Dalle stime diffuse dall’Ania emerge poi che la percentuale di imprese assicurate varia fortemente in base alle loro dimensioni. Si raggiungono picchi del 97% tra le grandi aziende – che sono però solo 4.292 su un totale di oltre 4,5 milioni di imprese presenti sul territorio nazionale – ma la percentuale scende al 54% tra le medie, al 46% tra le piccole e al 14% tra quelle classificate come micro. Non sorprende che siano le microimprese a registrare i dati più bassi. Inizialmente, infatti, era stata prevista una scadenza unica per conformarsi all’obbligo di assicurazione al 31 marzo 2025, ma il calendario è successivamente stato rimodulato. Per le grandi imprese la data limite era rimasta invariata, mentre per le medie la scadenza era stata rimandata al 1° ottobre dello scorso anno e per le piccole e micro al 1° gennaio 2026.