L’Osservatorio SRA analizza 900.000 sinistri in Francia confermando la tendenza inflazionistica nei costi di riparazione, ricambi, manodopera e vernice
Nel suo Osservatoire annuel des sinistres collision 2025, SRA analizza quasi 900.000 sinistri per vetture nuove e fino a 6 anni di vita, esaminando esclusivamente collisioni in circolazione e in sosta per veicoli privati e commerciali leggeri, con almeno 100 perizie per modello. L’obiettivo dichiarato è misurare gli scarti di costo di riparazione tra modelli e marche con posizionamento comparabile, segmentando il parco per dimensione (A, B, M1, M2, H), tipo di carrozzeria (berline, SUV) e posizionamento costruttore (generalista/premium).
Marchi: francesi ancora leader, ma sotto pressione
Lo studio copre 41 marchi e 403 modelli, con il 74% dei modelli sinistrati concentrato in 10 brand principali. RENAULT, PEUGEOT e CITROËN restano sul podio e, insieme a DS e DACIA, rappresentano ancora circa il 48% dei veicoli di meno di 6 anni riparati dopo sinistro, ma le marche francesi perdono complessivamente 3,2 punti di quota rispetto al 2024, dopo un -1,5 nel 2023.
In termini di costo medio di riparazione, RENAULT è la marca francese più cara: il suo indice è superiore del 7% rispetto a PEUGEOT e dell’11% rispetto a CITROËN, mentre DACIA compensa parzialmente con una forte competitività, risultando la terza marca meno costosa dello studio dietro SUZUKI e FIAT.
Suddivisione % dei sinistri per marchio
SUV in espansione, segmenti tradizionali in flessione
SRA conferma che la categoria SUV è ormai il segmento più rappresentato tra i sinistri e continua a crescere, con un aumento di 1,5 punti rispetto all’anno precedente. La progressione più marcata si registra per i SUV compatti, in aumento di 2,1 punti, mentre le cittadine tornano a salire dopo la flessione del 2024, con +1,5 punti, e le mini-cittadine invertono anch’esse il trend con un +0,5.
Al contrario, i segmenti “storici” – compatte, familiari e monovolume, incluse le versioni premium – sono in calo di rappresentatività nei sinistri, confermando lo spostamento del parco verso SUV e piccole vetture urbane.
Costi per modello
L’osservatorio entra nel dettaglio dei principali modelli per ciascun segmento, mettendo in luce forti differenze di costo di riparazione anche tra veicoli con funzioni d’uso simili. Alcuni esempi emblematici:
Tra le mini-cittadine, la vettura elettrica DACIA Spring è la più cara da riparare nel top 10 del segmento, mentre la FIAT Panda III è la meno costosa.
Nel segmento delle compatte, la VOLKSWAGEN Golf VIII resta il modello più caro da riparare, seguita dalla RENAULT Mégane V, a fronte di una forte presenza di modelli francesi nel top 10.
Per le familiari, la TOYOTA Camry II rimane la più costosa, con un divario crescente rispetto alla TESLA Model 3, che domina il segmento in termini di rappresentatività.
Nei SUV familiari, la TESLA Model Y è il primo modello per quota di sinistri, mentre il MAZDA CX-5 II è il meno caro da riparare, a fronte di costi elevati per KIA EV6 e la stessa Model Y.
Nel segmento dei grandi SUV, il PORSCHE Cayenne III continua a essere il modello più costoso del top 10, con indici di costo nettamente superiori alla media.
Costo delle riparazioni per marchio (indice base 100 = media di tutti i modelli)
Marchi tedeschi, cinesi ed elettrici: tre dinamiche da monitorare
Quattro marchi tedeschi – AUDI, BMW, MERCEDES e VOLKSWAGEN – figurano tra i 10 brand più frequentemente coinvolti nei sinistri e concentrano da soli il 17% dei casi, confermando la loro forte presenza sul mercato francese. Tutti presentano indici di costo di riparazione superiori alla media, ad eccezione di VOLKSWAGEN, che si colloca poco sopra 100, probabilmente per una maggiore presenza sui segmenti non premium rispetto agli altri tre.
La rappresentatività dei costruttori cinesi è ancora limitata ma in crescita: BYD, MG e LYNK & CO, analizzati complessivamente su 41 marchi, raggiungono lo 0,89% dei sinistri collisione, con una progressione del 21% rispetto al 2024. BYD mostra un costo medio superiore di 8 punti alla media, MG un indice inferiore di 8 punti, mentre LYNK & CO si colloca nettamente sopra con un indice 118.
TESLA continua ad aumentare la propria incidenza: dal 1,07% di quota sinistri nel 2023, passa all’1,86% nel 2024 e al 2,19% nel 2025. Dopo una riduzione dell’indice di costo globale nel 2024, il brand registra nuovamente una crescita nel 2025, attestandosi 20 punti sopra la media, con Model 3 e Model Y che dominano rispettivamente i segmenti delle familiari e dei SUV familiari e risultano tra i modelli più costosi da riparare.
Termico vs elettrico: costi di riparazione a confronto
Una parte del rapporto è dedicata al confronto per energia, basato su coppie di modelli identici per marca, modello e generazione, con motorizzazioni diverse (elettrico, ibrido, diesel, benzina). Per otto dei nove modelli analizzati, la versione 100% elettrica presenta un costo di riparazione superiore alla corrispondente versione benzina, mentre gli scarti per ibridi e diesel sono influenzati anche da un uso più “routier” (chilometraggio e tipologia di sinistro).
Nel complesso, l’incidenza dei veicoli 100% elettrici sui sinistri collisione di auto con meno di 6 anni passa dal 5% nel 2023 all’8% nel 2024, fino all’11% nel 2025, evidenziando una transizione rapida pur su livelli ancora contenuti. Le comparazioni di costo confermano una tendenza a maggiori oneri di riparazione per l’elettrico, tema centrale per tariffe, franchigie e strategie di gestione danni.
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