Il report “Fostering Sustainability in Small and Medium Sized Enterprises” di Generali evidenzia per il mercato spagnolo un grave gap di protezione tra le piccole e medie imprese. Solo il 18% delle PMI dispone infatti di una polizza di interruzione di attività, a fronte di una media europea del 26%, il che significa che oltre quattro aziende su cinque non avrebbero alcun sostegno finanziario in caso di blocco temporaneo dell’attività a seguito di sinistro o imprevisto.
La sottoassicurazione emerge anche sul fronte del clima estremo: negli ultimi cinque anni appena il 30% delle PMI ha acquistato coperture specifiche per danni da eventi climatici estremi, contro il 41% della media UE. Questa minore domanda di garanzie aggiuntive è in parte ricondotta al successo del modello spagnolo di protezione catastrofale, guidato dal Consorcio de Compensación de Seguros: un sistema pubblico‑privato molto efficiente, le cui garanzie sono integrate nelle polizze danni standard.
Proprio tale “ombrello obbligatorio”, però, genera un falso senso di sicurezza: molte imprese non percepiscono la necessità di coperture aggiuntive, pur non essendo normalmente coperta in automatico la perdita di reddito per il fermo dell’attività (lucro cessante). Il risultato è una vulnerabilità critica sul fronte della continuità operativa.
Come sottolinea José Rosa, direttore Commerciale Imprese di Generali España, la vera sfida per pmi e autonomi è garantire la continuità dei ricavi di fronte a incendi, guasti o fenomeni climatici estremi che costringano a chiudere per settimane o mesi. In oltre l’80% dei casi, un evento di questo tipo potrebbe tradursi in un rischio di chiusura definitiva. Generali propone di colmare questa frattura assicurativa con soluzioni che non coprono solo il danno materiale, ma includono esplicitamente il lucro cessante, trasformando la protezione dell’attività nel cuore della value proposition per il segmento PMI.
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