Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

L’Arbitro per le Controversie Finanziarie (Acf), arrivato alla soglia del decimo anno di attività, conferma il suo ruolo centrale nella tutela del risparmio degli italiani. Nel 2025 all’organismo istituito dalla Consob sono arrivati 760 ricorsi, in media 63 al mese. Di questi, 585 sono stati ammessi all’esame del collegio, che si è riunito 45 volte adottando 869 decisioni. Il 42,7% delle segnalazioni è stato accolto per un totale di risarcimenti riconosciuti ai clienti pari a 7,6 milioni di euro.
Per la maggior parte degli italiani il primo prestito non passa più dalla banca. Sempre più spesso gli acquisti di piccolo importo vengono finanziati con il buy-now-pay-later (bnpl): poche rate, nessun impegno apparente e una richiesta che si conclude in pochi secondi direttamente sulla piattaforma di e-commerce. Questo uno dei motivi per cui la formula piace soprattutto ai giovani consumatori. Negli ultimi sei mesi del 2025, secondo l’ultimo report di Censis e Confcooperative, il credito tramite bnpl ha registrato un incremento del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il confronto con il 2022 mostra un balzo del 127%. Di pari passo i piccoli prestiti tradizionali, quelli sotto i 1.500 euro, si sono ridotti del 29% e nell’accesso a un finanziamento sotto i mille euro il bnpl viene scelto nel 60,3% dei casi contro il 45,7% del credito tradizionale.
L’auto resta il mezzo di trasporto preferito dagli italiani, ma acquistarne una nuova è sempre più difficile. Oggi servono in media 11 mensilità di stipendio per comprare una vettura, più del doppio rispetto alle circa cinque necessarie all’inizio degli anni Duemila. È quanto emerge dall’edizione 2026 dell’indagine sulla mobilità degli italiani realizzata da Bain & Company in collaborazione con Aniasa. Secondo l’indagine, il 76% degli italiani utilizza abitualmente l’automobile, confermandola come il principale mezzo di trasporto del Paese. Nonostante questa centralità, il mercato continua a fare i conti con una domanda debole. Il 59% degli intervistati dichiara di non aver preso in considerazione l’acquisto di una nuova vettura oppure di aver deciso di rinviarlo, mentre un italiano su dieci ha rinunciato all’acquisto.

Debutta il «life cycle» obbligatorio per costruire la pensione di scorta. Dal 1° luglio, infatti, per poter accogliere le adesioni automatiche dei lavoratori, i fondi pensione dovranno dotarsi di un percorso d’investimento costruito in tre fasi (life cycle) con criteri prestabiliti di riduzione progressiva del rischio (glide path). Rischio maggiore nella fase iniziale che può durare fino a 15 anni prima del pensionamento, con almeno il 50% del Tfr e dei contributi investito in titoli di capitale. Poi la fase intermedia, di progressiva riduzione del rischio. Rischio minimo, infine, nella fase finale che può durare fino a cinque anni prima del pensionamento, con non oltre il 20% di Tfr e contributi in titoli di capitale. A stabilirlo è la Covip con la delibera del 23 giugno che dà attuazione ai nuovi criteri d’investimento della previdenza integrativa previsti con la legge di bilancio e completa il quadro delle regole sull’adesione automatica dopo la delibera del 19 giugno 2026.
L’utilizzo errato dell’IA da parte di un avvocato non attenua, ma anzi accentua il giudizio di colpevolezza processuale. L’impiego dell’Intelligenza artificiale non introduce una zona franca di deresponsabilizzazione; il legale ha agito in violazione del dovere di controllo e con un grado di negligenza che supera la soglia dell’errore scusabile considerato dalla Corte costituzionale. È quanto si legge nella sentenza 23006/2026 della Corte di cassazione.
L’impatto dell’IA sui livelli occupazionali sarà probabilmente molto rilevante nel lungo periodo ma, almeno per ora, resta contenuto. Ciò nonostante, l’Intelligenza artificiale sta già incidendo in modo significativo su alcune categorie professionali, soprattutto sui lavoratori meno esperti impiegati in settori maggiormente esposti al rischio di sostituzione. È quanto emerge dal bollettino diffuso ieri dalla Banca centrale europea, dedicato all’analisi degli effetti dell’IA sul mercato del lavoro. Lo studio prende come riferimento gli Stati Uniti, dove la diffusione dell’IA è stata finora molto più rapida rispetto all’Europa. Per valutare l’impatto sul mercato del lavoro americano, la Bce utilizza l’indice elaborato da Pizzinelli et al., che misura il rischio di sostituzione delle diverse professioni da parte dell’IA. In base a questo indicatore, ogni occupazione viene ricondotta a uno dei tre livelli di rischio previsti: basso, medio o alto.
La presenza di un indicatore di anomalia non basta per far scattare una segnalazione di operazione sospetta. Dal 1° luglio, con l’entrata in vigore delle nuove istruzioni della Uif, i professionisti dovranno svolgere una valutazione approfondita e documentata prima di trasmettere una Sos. È il chiarimento contenuto nella circolare diffusa dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro ai Consigli provinciali, che invita gli iscritti ad abbandonare ogni approccio meramente «difensivo» nella gestione degli obblighi antiriciclaggio. Secondo il Consiglio nazionale, la segnalazione di operazione sospetta «costituisce l’esito di un processo valutativo» e «non può essere utilizzata come strumento meramente cautelativo o difensivo». Il professionista è quindi tenuto a effettuare una valutazione autonoma e motivata, garantendo completezza e attendibilità delle informazioni raccolte e rispettando gli obblighi di riservatezza. Ogni Sos dovrà essere sostenuta da una motivazione concreta, coerente e documentabile.
Allianz Direct spa, la compagnia diretta del Gruppo Allianz, mantiene anche quest’anno il suo l’impegno verso la protezione ambientale e sociale, coinvolgendo i suoi dipendenti in un’iniziativa a sostegno del diritto al benessere sociale: il progetto «SoliDirect», che rappresenta un modo costruttivo per aiutare la fondazione milanese Ibva nella sua mission di promuovere l’inclusione sociale e il diritto a una vita dignitosa per tutti. I dipendenti di Allianz Direct hanno dedicato al progetto 660 ore di lavoro, raggiungendo risultati significativi: più di 4 quintali di prodotti per il Social Market, fornitura a 132 famiglie di una tessera mensile per gli acquisti al market Solidando, recupero di 73 kg di eccedenze alimentari.
È la seconda neobanca più grande d’Europa. E ora si prepara a sbarcare in Italia con una succursale a Milano e con l’introduzione dell’Iban italiano per i propri clienti. Fondata nel 2012 ad Amsterdam dall’imprenditore Ali Niknam, Bunq vanta più di 20 milioni di utenti e opera in oltre 30 mercati in tutto il continente. È stata la prima banca a ottenere una nuova licenza bancaria greenfield (che prevede l’istituzione di una nuova banca partendo da zero) dopo oltre 35 anni e la prima neobanca dell’Unione europea a raggiungere la redditività, su base trimestrale nel 2022 e poi annuale nel 2024. Oggi Bunq è la prima banca in Europa fondata sull’intelligenza artificiale generativa, avendo ripensato la propria infrastruttura partendo dall’IA in modo da offrire il massimo valore ai propri utenti con funzionalità come la traduzione vocale istantanea in 38 lingue, il riconoscimento di immagini e strumenti intelligenti di budgeting. Poiché è la prima banca al mondo basata sull’intelligenza artificiale generativa, l’IA proprietaria di Bunq alimenta ogni aspetto dell’attività: dall’assistenza agli utenti nella gestione delle loro finanze all’integrazione nelle operazioni interne.

Centinaia, probabilmente migliaia di morti. Tra di loro, conferma la Farnesina, almeno un italiano. Decine, forse centinaia di palazzi polverizzati. È ancora impossibile fare un bilancio dei due terrificanti terremoti, di magnitudo 7.2 e 7.5, che, in rapida successione, hanno squassato mercoledì sera Caracas, in particolare i quartieri di Altamira e Los Palos Grandes, e tutta la zona costiera a Nord della capitale del Venezuela, appena oltre l’alta catena del monte Ávila. Il dato provvisorio ieri sera riportava quasi 200 morti e un numero di dispersi superiore a 41.000.
La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti sul caso Roundup offre a Bayer molto più di una vittoria giudiziaria: rappresenta una svolta strategica da quando, nel 2018, l’acquisizione di Monsanto per 63 miliardi di dollari si è trasformata in una voragine finanziaria per il gruppo di Leverkusen. Con una maggioranza di 7 a 2, i giudici di Washington hanno stabilito che la legge federale sui pesticidi (Fifra) prevale sulle normative dei singoli Stati. Perciò i tribunali locali non potranno più accogliere le cause basate sulla mancata segnalazione della pericolosità del glifosato. Il caso specifico, che ha visto ribaltare il verdetto del Missouri favorevole al cittadino John Durnell (affetto da linfoma non-Hodgkin), si concentra proprio sulla reale validità dei via libera federali. Secondo la tesi accolta dalla Corte, e sostenuta dall’amministrazione di Donald Trump, dal momento che l’Environmental Protection Agency (Epa) ha ripetutamente approvato l’etichetta del Roundup senza richiedere avvertenze oncologiche, un’azienda non può essere sanzionata a livello locale per aver seguito lo standard nazionale. Per i mercati e per il management del colosso tedesco, l’impatto di questa pronuncia si misura sulla prevedibilità del rischio. La sentenza introduce una chiarezza normativa essenziale per difendere l’intera catena del valore agrochimica, ha spiegato un portavoce della multinazionale. Negli anni passati, la mole di oltre 100.000 ricorsi ha eroso la capitalizzazione di Bayer e costretto il gruppo a eliminare il glifosato dal mercato al consumo.
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