Gli italiani temono pensioni pubbliche basse, ma continuano a conoscere poco e usare ancora meno la previdenza complementare: è la fotografia che emerge dal 7° Rapporto Assogestioni-Censis, presentato ieri a Roma.

Secondo l’indagine, il 71,4% dei lavoratori è convinto che la pensione pubblica sarà pari al massimo al 60% dell’attuale reddito, con un’età media di pensionamento attesa a 69 anni contro un’età desiderata di 60, ma solo il 39,9% delle forze di lavoro ha aderito a forme di previdenza complementare. Pur riconoscendone l’utilità – il 76,1% ritiene che aiuti a mantenere o migliorare il tenore di vita da pensionato e il 69,9% la considera importante per finanziare progetti e bisogni nell’età anziana – la previdenza integrativa resta percepita come uno strumento non ancora “indispensabile”.

Conoscenza insufficiente e informazioni poco chiare

La ricerca evidenzia un forte deficit informativo: solo il 28,9% dei lavoratori dichiara di conoscere bene la previdenza complementare e appena il 17,0% dimostra una conoscenza reale dei meccanismi di base, mentre il 72,8% non conosce le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Per oltre la metà del campione (55,8%) le informazioni che circolano sono poco chiare e il 18,3% dichiara di aver ricevuto notizie poi rivelatesi false, con il risultato che molti rinviano la scelta o faticano a orientarsi tra le diverse opzioni.

Tra procrastinazione e vincoli economici

Tra chi conosce la previdenza complementare ma non ha ancora aderito, il 73,5% non esclude di farlo in futuro, ma il 53,2% afferma di aver bisogno di più tempo per capire come funziona e il 36,0% indica l’impossibilità economica del momento.

Pesano anche la percezione di procedure complesse (22,2%) e l’idea, soprattutto tra i più giovani (13,5%), che sia troppo presto per pensare alla pensione, in un contesto in cui l’80,3% è convinto che le nuove generazioni non avranno una pensione dignitosa.

IA e consulenza come leve per il decollo

Il Rapporto individua due leve immediatamente attivabili per favorire le adesioni:

  1. valorizzare l’uso dell’intelligenza artificiale
  2. rafforzare la consulenza.

Tra chi ha già utilizzato l’IA, il 46,2% l’ha impiegata per semplificare documenti complessi e il 42,8% userebbe volentieri uno strumento basato su informazioni certificate per comprendere meglio la previdenza complementare; allo stesso tempo, il 55,9% apprezzerebbe l’affiancamento di professionisti esperti e il 55,0% di chi conosce la previdenza dichiara che, con il supporto di un consulente di fiducia, probabilmente si iscriverebbe.

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