Il Consumer Pulse 2026 di Accenture fotografa consumatori pronti ad affidare a un agente AI scelte di spesa sempre più ampie: la fiducia si sposta dagli operatori tradizionali agli algoritmi. Ad avere successo saranno sarà chi è capace di conquistare insieme il cuore dei clienti e l’attenzione delle macchine

Il consumatore del futuro, visto dal “Consumer Pulse 2026” di Accenture, non vuole più gestire da solo complessità, overload informativo e infinite opzioni, e inizia a delegare in modo sistematico a un agente AI personale.
Tre persone su quattro (74%) sarebbero infatti disposte ad affidare a un agente AI almeno le attività di routine e un terzo delegherebbe anche le decisioni di acquisto entro confini predefiniti, mentre circa un 9% è già disponibile a un’automazione quasi totale, pur con tecnologie ancora in evoluzione.

L’indagine – condotta su 25.590 consumatori in 16 paesi, tra cui l’Italia – mostra che l’intelligenza artificiale generativa è già il principale canale di scoperta prodotti per gli utilizzatori attivi, superando il negozio fisico.
Si delinea così un “delegation dial”: i consumatori alzano il livello di delega sugli acquisti percepiti come fatica (es. servizi ricorrenti, utilities, assicurazioni) e lo abbassano su quelli ad alto contenuto identitario o emotivo (viaggi, lifestyle), riservandosi le scelte che toccano identità, relazioni e piacere.

Dal prodotto al “decision layer”: dove si crea (e si distrugge) valore

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