Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

Class action accolta per 650 azionisti della Südtiroler Volksbank cui i giudici del Tribunale di Venezia hanno dato ragione contro l’istituto di credito altoatesino. È la prima volta in Italia che un’azione collettiva nel settore finanziario è stata ammessa. Tutte le class action presentate in passato contro altre banche – dalla Banca Popolare di Bari, alla Banca Popolare di Milano, fino al Monte dei Paschi di Siena – si sono arenate. Le stime che circolano tra chi si è occupato della causa sono di danni complessivi per 4-5 milioni, oltre alla valutazione del danno morale che è stato richiesto, ma del quale dovranno essere i tecnici a stabilire l’importo. Nel 2015 la Südtiroler Volksbank offrì nuove azioni per quasi 5 milioni di euro per aumentare il proprio patrimonio netto. Circa 28.000 persone hanno acquistato le azioni. Il prezzo dell’azione venne fissato a 19,2 euro, con l’operazione che fruttò alla banca oltre 95,7 milioni. Il prezzo delle azioni, tuttavia, non venne stabilito da una perizia indipendente ma da una delibera del board della banca e pochi mesi dopo emerse che non era corretto. L’esperto indipendente chiamato a stabilire il valore di recesso per i soci che lo chiesero fissò infatti il valore unitario a 12,1 euro. A quel punto divenne evidente che il prezzo delle azioni di 10 mesi prima era stato sovrastimato, con i piccoli risparmiatori che si rivolsero in massa al «Comitato Azionisti Sudtirolo» guidato da Walther Andreaus, e al suo avvocato Massimo Cerniglia.
Una ricerca di Mastercard, presentata in occasione del Mastercard Innovation Forum 2026 ieri a Milano, stima che il 42% degli italiani paghi già con il cellulare e che questo sia lo strumento con il maggiore margine di crescita (65%). Più ridotta (sotto il 9%) la quota di chi paga tramite dispositivi elettronici indossabili come gli smartwatch. Ma gli italiani sono pronti anche per forme di pagamento ancora più innovative: il 32% sarebbe già pronto a dare fiducia a un agente AI capace di pagare autonomamente per cifre inferiori a 50 euro; il 42% degli italiani vorrebbe ricevere suggerimenti di acquisto dall’AI, soprattutto per trovare offerte più convenienti o risparmiare tempo, ma senza automatismi; il 25,5% accetterebbe acquisti autonomi solo entro limiti prestabiliti secondo la ricerca di Mastercard.
L’Italia potrebbe arrivare al 2035 con un parco circolante di veicoli elettrici e plug-in superiore a 9 milioni di unità, partendo dagli 830 mila attuali: la crescita nello scenario più favorevole supererebbe il 1.000% portando il numero complessivo a oltre 9,2 milioni e moltiplicando per più di 11 i livelli odierni. È la fotografia che emerge dal nuovo «Libro Bianco sulla mobilità elettrica» di Motus-E presentato ieri a Roma. Alla presentazione hanno preso parte anche i ministri Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente) e Adolfo Urso (Imprese), oltre che Philippe Lamberts, consigliere della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen per le Politiche Energetiche e il Green Deal.
Con l’introduzione di due schemi di decreto legislativo attuativi della legge 132 del 23 settembre scorso il governo compie un passo decisivo nell’adeguamento dell’ordinamento nazionale all’AI Act della Ue. Il primo decreto disciplina l’utilizzo dei sistemi di AI nell’attività di polizia e introduce rilevanti in materia di responsabilità penale, responsabilità amministrativa degli enti e tutela risarcitoria. Tra le disposizioni più significative si segnalano: un meccanismo rafforzato di accesso alle prove che consente al giudice di ordinare l’esibizione della documentazione tecnica relativa al funzionamento del sistema (registri, documentazione sul risk management, parametri di supervisione umana), con tutela dei segreti commerciali; una presunzione legale relativa del nesso di causalità tra la violazione degli obblighi dell’AI Act e il danno, superabile mediante prova contraria; la previsione per cui la conformità all’AI Act, anche se certificata, non esclude di per sé la responsabilità del convenuto; un’azione del danneggiato nei confronti dell’assicuratore del responsabile nei limiti del massimale di polizza. Infine il Titolo I del medesimo decreto disciplina l’impiego dei sistemi di AI nelle attività di polizia subordinandolo ai principi di proporzionalità, non discriminazione e sorveglianza umana effettiva. Il secondo definisce l’architettura istituzionale di vigilanza, il regime sanzionatorio amministrativo, le garanzie per i lavoratori e gli obblighi di alfabetizzazione in materia di AI.

Agea ha fissato le procedure di controllo sugli elenchi di liquidazione trasmessi da Agricat per gli indennizzi da erogare agli agricoltori italiani per l’alluvione e la siccità del 2023 e l’evento siccitoso in Sud Italia del 2024. Una volta completati gli accertamenti, si procederà all’erogazione. Le regole sono nelle istruzioni operative n. 55 di Agea del 12/6/2026. Le domande degli agricoltori sono state presentate al Fondo mutualistico nazionale Agricat. L’organismo pagatore verificherà l’eventuale presenza di sovracompensazione per effetto del cumulo di forme diverse di indennità. I danni subiti da alluvione e siccità potrebbero aver ricevuto sostegni pubblici sotto forma di ristori concessi dall’Ue con l’attivazione della riserva di crisi e dalle amministrazioni regionali che hanno attivato regimi di aiuto finanziati e gestiti direttamente. Inoltre, gli agricoltori danneggiati potrebbero aver incassato altri indennizzi per effetto della partecipazione a strumenti di gestione del rischio, come le polizze assicurative (agevolate e non) e i fondi di mutualità locali. Agea verificherà che la sommatoria tra gli indennizzi liquidati per gli eventi catastrofali in un dato anno a favore di uno stesso agricoltore non risulti superiore al danno subito.
La piattaforma on line non potrà più nascondersi dietro un dito: se i contenuti caricati dagli utenti sono lavorati dai suoi algoritmi, ha un obbligo di sorveglianza sulle informazioni diffuse in rete. Sono proprio gli algoritmi, molto spesso se non sempre, a decidere la posizione di un video o di un testo nelle pagine virtuali. La piattaforma, dunque, non è un semplice scaffale, incolpevole se qualcuno ripone qualcosa di pericoloso. Al contrario, la piattaforma, quando ci mette del suo, deve rendere conto delle sue azioni ed è, pertanto, responsabile per i danni derivanti da omessa o carente sorveglianza. È questo il principio, destinato a segnare una svolta nei rapporti tra utenti e giganti del web, affermato dalla Corte di Giustizia dell’UE (Cgue) con la sentenza del 16 giugno 2026, resa nelle cause riunite C-188/24 e C-190/24, che ha dato l’esatta interpretazione delle norme europee sulle piattaforme on line.
Allianz Bank financial advisors, la banca del gruppo Allianz in Italia, vede l’ingresso nella propria rete di Colomba Migheli nell’area commerciale Sud Italia e isole. Con un’esperienza consolidata nel wealth management, Colomba Migheli ha maturato un percorso professionale di rilievo all’interno di primari gruppi bancari ricoprendo incarichi di crescente responsabilità fino al ruolo di wealth management director.

Secondo l’Ocse solo il 44,3% degli italiani ha competenze finanziarie adeguate, mentre l’Edufin Index 2025 di Alleanza Assicurazioni non raggiunge la sufficienza, con un punteggio che si ferma a 56 su 100. Per questo FEduF richiama l’urgenza di rafforzare una competenza chiave per orientarsi tra inflazione, risparmio, previdenza e innovazione digitale. Secondo l’indagine di FEduF le fragilità in termini di alfabetizzazione finanziaria risultano più evidenti in alcuni segmenti della popolazione, per l’appunto le donne e i giovani che risultano tra le fasce più esposte al rischio di vulnerabilità economica.
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