Nel primo quadrimestre del 2026 i dati Inail mostrano un quadro articolato, in cui crescono le denunce complessive di infortunio e soprattutto le malattie professionali, mentre diminuiscono i casi mortali sul lavoro.

Gli infortuni in occasione di lavoro aumentano del 5,2% rispetto al 2025, pur rimanendo in calo rispetto al periodo pre-pandemia. Se rapportati agli occupati, l’incidenza risulta comunque più bassa rispetto al 2019, segnale di un miglioramento di lungo periodo, anche se in leggero peggioramento rispetto all’anno scorso. I settori più interessati dagli incrementi sono sanità, commercio, servizi alle imprese, trasporti e costruzioni, con una crescita diffusa su tutto il territorio e in tutte le fasce di età, in particolare tra i lavoratori più anziani.

Sul fronte della gravità, si registra però un dato positivo: i decessi in occasione di lavoro diminuiscono (191 casi, -7,7%), con una riduzione soprattutto tra gli uomini, anche se aumentano tra le lavoratrici e nelle fasce di età più elevate. Restano comunque criticità in alcuni comparti come costruzioni e servizi.

 

Diverso il quadro degli infortuni in itinere (nel tragitto casa-lavoro), che continuano a crescere in modo marcato (+11,4%), tornando su livelli elevati anche rispetto agli anni precedenti. In questo caso, i decessi restano stabili (79 casi), evidenziando come il rischio legato alla mobilità continui a essere rilevante.

Per quanto riguarda gli studenti, le denunce aumentano del 7,2%, con una forte concentrazione tra gli under 15 e prevalentemente durante attività scolastiche. Anche i casi mortali, seppur contenuti, risultano in aumento.

Il dato più significativo riguarda però le malattie professionali, che registrano una crescita molto marcata (+17,7%), con quasi 39.000 denunce. L’aumento è generalizzato per settori, territori e genere, e riguarda soprattutto patologie muscolo-scheletriche, del sistema nervoso e dell’udito, seguite da tumori e malattie respiratorie.

Nel complesso, emerge un sistema in cui gli infortuni crescono ma con minore gravità media, mentre aumenta in modo deciso il peso delle patologie professionali, segnalando una trasformazione dei rischi legati al lavoro.

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