Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

Riassetto in vista per Groupama in Italia. Secondo quanto risulta a MilanoFinanza il ceo Pierre Cordier sarebbe pronto all’uscita nei prossimi mesi e per la compagnia francese si tratta di un riassetto decisamente importante. Cordier era stato chiamato a guidare le attività italiane di Groupama nel 2019, con l’Italia che rappresenta circa il 40% dell’attività internazionale del gruppo assicurativo nato nel 1881 come mutua agricola al servizio delle comunità locali della Francia.
Il riscatto di laurea consente di anticipare il momento della pensione perché trasforma gli anni di università in anni utili per aumentare l’anzianità contributiva. Ma non è una scelta conveniente per tutti. Come mostra un’elaborazione di Smileconomy (tabelle in pagina), la variabile chiave è la possibilità di accedere o meno alla pensione anticipata contributiva. Si tratta di un canale riservato a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 (ovvero gli iscritti nel sistema contributivo) che consente di ritirarsi a 64 anni con 20 anni di contributi a patto di maturare un assegno, al momento della pensione, pari ad almeno 3,2 volte l’assegno sociale (tre volte fino al 2029, quindi per il 2026 1.638,72 euro).
Il sistema pensionistico tedesco poggia su tre pilastri: la pensione pubblica obbligatoria, la previdenza aziendale organizzata dal datore di lavoro e la previdenza privata, come fondi pensione o assicurazioni o i diffusissimi piani Riester. In questo terzo pilastro rientra la novità che la Germania introdurrà dal 2027: il conto di risparmio previdenziale, strumento con agevolazioni fiscali e bonus statali destinato a sostituire gradualmente il modello Riester, i classici prodotti a capitale garantito. In Germania sono state sottoscritte finora circa 16 milioni di pensioni Riester. Mentre ora, dice Hendrik Leber, co-fondatore di Acatis, boutique tedesca che ha sostenuto l’approvazione di questa riforma, «il nuovo modello segna una svolta rispetto alla tradizionale cautela nazionale nei confronti del mercato azionario. Lo Stato offrirà contributi e vantaggi fiscali incentivando il risparmio privato per integrare la pensione. Il nuovo conto arriva dopo il piano pensionistico per i minorenni che la Germania ha varato qnei mesi scorsi e che prevede un contributo di 10 euro al mese ai genitori che aprono un fondo pensione per il figlio dai sei ai 18 anni.
Il primo pacchetto normativo per il rilancio della previdenza complementare scatterà già dal 1° luglio, con l’introduzione dell’adesione automatica per i neoassunti e delle prestazioni flessibili per gli iscritti. Bisognerà invece attendere il 1° novembre per la portabilità del contributo datoriale verso le forme pensionistiche individuali. Il nuovo plafond di deducibilità fiscale, arrotondato a 5.300 euro, è invece operativo da gennaio. I fondi pensione sono già al lavoro con una priorità: diventare più competitivi in un mercato destinato ad aprirsi sempre di più. Lo spiega a Class Cnbc Paolo Pellegrini, vicedirettore generale di Mefop, la società del ministero dell’Economia per lo sviluppo dei fondi pensione.
Il ministero del Lavoro ha lanciato on line il portale della previdenza complementare realizzato con il Consiglio Nazionale Giovani e Mefop. L’iniziativa nasce dall’esigenza di accompagnare i cittadini di fronte all’evoluzione normativa. Da ultima la Legge di Bilancio 2026 ha previsto un nuovo silenzio-assenso dal prossimo 1° luglio per il conferimento del Tfr ai fondi pensione oltre che una maggiore flessibilità nella liquidabilità in capitale delle somme versate, l’aumento della deducibilità dei contributi a 5.300 euro l’anno e da fine ottobre la portabilità.
Il 2026 sarà l’ultimo anno riferito all’adeguamento delle pensioni alla cosiddetta “speranza di vita”. Infatti, dal 2019 i requisiti per la pensione di vecchiaia (per via della pandemia) sono rimasti congelati. Che la musica fosse destinata a cambiare lo aveva anticipato l’Istat agli inizi dello scorso anno quando aveva previsto un aumento di tre mesi dell’età pensionabile per il biennio 2027-2028. La misura poi è stata recepita nel decreto del Ministero dell’economia del 30 novembre 2025 (G.U. n. 301 del 30 dicembre 2025) che, per l’appunto, aveva previsto un aumento di tre mesi dal 1° gennaio 2027.

Intelligenza artificiale fuori controllo. Una tecnologia utilizzata soprattutto dai lavoratori più qualificati e nei processi decisionali, ma senza una vera formazione e una bussola all’interno delle aziende. L’IA si sostituisce sempre più a collaboratori, con il rischio ricadute per chi non riconvertirà la sua attività. È la conclusione che emerge dall’indagine della Fondazione studi consulenti del lavoro dal titolo «Come l’IA sta cambiando il lavoro: opportunità, rischi e scenari», presentata ieri, a Roma, nel corso della seconda giornata del Festival del lavoro.
Il ministero del Lavoro ascolterà le proposte delle Casse di previdenza private sui temi «di maggiore interesse» per le libere professioni e per i loro assetti pensionistici il 23 giugno prossimo, valutando (eventuali) iniziative normative in vista della stesura della Legge di Bilancio d’autunno. E, nel frattempo, dal dicastero arriva uno stimolo al comparto, affinché promuova un welfare il più possibile «personalizzato» anche dal punto di vista geografico, invitando a differenziare le misure assistenziali a beneficio degli iscritti, giacché, ad esempio, «se in un territorio viene già riconosciuta una tutela adeguata per la non autosufficienza si può evitare di sovrapporsi«, andando, invece, a fornire altri interventi «molto mirati per razionalizzare la spesa» destinata alle prestazioni.

Sono gli italiani che rinunciano a curarsi nel nostro Paese a causa delle liste d’attesa o per ragioni economiche.
La criminalità finanziaria è in crescita ed è sempre più sofisticata e avanzata tecnologicamente. Il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo stanno sfruttando le tensioni geopolitiche e stanno già usando l’intelligenza artificiale. Operando su scala transfrontaliera, traggono vantaggio dagli arbitraggi normativi e dalla frammentazione dei controlli nella Ue. Sebbene l’entità del fenomeno sia difficile da quantificare, Szego ha detto che le dimensioni del crimine finanziario sono stimate tra il 3% e il 5% del Pil globale e lo stesso del Pil europeo, mentre «solo il 2% dei proventi di questo fenomeno viene confiscato».
Entrato nell’orbita di Trieste nel 2013, Francesco Martorana, dal 2021 group chief investment officer delle Generali, ha dato le dimissioni. Il manager, che non fa parte del group management committee (GMC) ma è una riporto diretto del general manager Marco Sesana, uscirà a stretto giro, già a inizio giugno, per intraprendere una nuova avventura professionale.

A poco più di un anno dall’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo per le imprese di stipulare una polizza che protegga l’azienda e i suoi beni dalle cosiddette catastrofi naturali, la penetrazione assicurativa è passata da circa il 7% a oltre il 15 per cento. Un dato che raddoppia ma che, nella sostanza, lascia ancora scoperta la stragrande maggioranza del tessuto produttivo nazionale. Non tanto le grandi aziende ma soprattutto le medio piccole che a causa dell’assenza di sanzioni effettive faticano a capire in cosa consista questo obbligo.
«La legge italiana sull’assicurazione obbligatoria contro le catastrofi naturali per le imprese va nella direzione giusta, ma l’implementazione rimane lenta e le sanzioni previste sono ancora troppo blande per produrre una compliance rapida ed efficace» lo spiega a Plus24 Gianfranco Lot, chief underwriting officer property & casualty reinsurance di Swiss Re che in questa intervista illustra il punto di vista del gruppo di riassicurazione. Nei mercati dove l’obbligo assicurativo cat-nat è effettivo nella sua totalità (anche edifici residenziali), i risultati sono radicalmente diversi. Altri paesi hanno raggiunto una copertura maggiore più rapidamente, è il caso per esempio di Svizzera, Francia, Turchia e Marocco. Il modello più diffuso è quello del pool assicurativo obbligatorio: tutte le compagnie sono tenute a partecipare, i premi vengono pagati dagli assicurati, e il pool nel suo complesso si riassicura sul mercato internazionale, trasferendo il rischio in modo efficiente e diversificato
«L’obbligo di polizza cat-nat per le imprese italiane è un primo passo verso una più ampia copertura del sistema economico del Paese. Il prossimo step dovrebbe riguardare i liberi professionisti e successivamente anche i privati proprietari di immobili». A dirlo è Piero Gancia, senior partner di McKinsey e global co-head della practice property & casualty insurance. Per ottenere però una vera mutualità capace di rendere i prezzi più accessibili anche nelle aree a maggiore esposizione, secondo Gancia, è necessario che l’obbligo venga applicato in modo stringente a tutte le aziende appartenenti a un determinato segmento, come avviene per esempio in Francia.
Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abondi e il Presidente dell’Ania, Giovanni Liverani, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per rafforzare la cultura della prevenzione, della protezione dai rischi e del risparmio previdenziale, con particolare attenzione al mondo dello sport e dei giovani.